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Da una piacevole e stimolante (sul piano intellettuale) chiacchierata con Enrico Grazzini, è uscito un bel articolo che vi segnalo su Corriere Economia (inserto del Lunedì del Corriere della Sera) di oggi (29 Giugno 2009).

I micropagamenti di cui parliamo, sono quelli riferiti a possibili acquisti (per una manciata di centesimi, o poco più), di contenuti online veicolati tramite l’editoria WEB.

Quale potrà essere il ruolo degli editori, in vista dell’entrata in vigore della PSD – Payment Services Directive ? Conti di Pagamento e Payment Service Providers: nuovi strumenti ed opportunità per i fornitori di contenuti ?

L’articolo, è anche riportato in sintesi sul blog di Stefano Quintarelli all’indirizzo: http://blog.quintarelli.it/quintanews/2009/06/20090629-corriere-della-sera-internet-al-centesimo-skype-d%C3%A0-lesempio.html

(l’invito alla lettura è rivolto a tutti, non solo agli amici di dmin …).

Se la vostra curiosità, poi, non sarà del tutto appagata , se vorrete condividere con il sottoscritto cosa c’è (o potrà manifestarsi) dietro l’angolo, date un’occhiata anche qua ( … << non vi è micro-pagamento se non vi è micro-incasso; incassi e pagamenti, sono due lati di una stessa medaglia, che, mai come nella Social Financial Value Chain, assume uno “spessore” esperenziale e negoziale >>).

Buona lettura (oops! … buon accesso !!).

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MOBILE PAYMENT: la rivoluzione è nel cellulare ?

La domanda appare “topica” (qui intesa non già nell’accezione familiare di “gaffe”, bensì nella retorica classica, quale teoria della ricerca e dell’utilizzo di luoghi comuni per lo sviluppo di un discorso o di un ragionamento).

E in effetti, di “sviluppo” è d’obbligo parlare, quando ci si riferisce alla tematica m-Payment (nelle declinazioni Mobile Remote Payment e Mobile Proximity Payment), uno sviluppo, per l’Italia tuttora in fase embrionale, che il MIP, la Business School del Politecnico di Milano, ha monitorato tramite uno specifico Osservatorio, sia sul lato dell’offerta che della domanda.

I LAVORI DELL’OSSERVATORIO (2008-2009)

Il Rapporto 2009 (ai cui lavori ho offerto un mio personale contributo), presenta i risultati di una ricerca condotta nel corso del 2008, basata su oltre 40 studi di caso dei principali attori di questo mercato, sull’analisi di circa 62 servizi e una survey su 1.500 individui adulti, rappresentativi dell’utenza di telefonia mobile in Italia.

L’analisi di tali dati, ha permesso di delineare una cornice, nella quale emergono alcune rilevanti considerazioni (e constatazioni):

Fronte offerta

  • Scarseggiano in Italia le proposte di servizi Mobile Remote Payment, mentre sono pressoché assenti i servizi di Mobile Proximity Payment (eccezion fatta per alcune importanti sperimentazioni e progetti pilota).
  • Per quanto attiene Mobile Remote Payment, si evidenziano nella ricerca, due comparti decisamente attivi, che ben evidenziano come alcune caratteristiche, quali l’acquisto in mobilità e quello d’impulso, trovano nel canale mobile la propria abilitazione tecnologica:
    • trasporti (di persone);
    • entertainment.
  • Per ciò che concerne Mobile Proximity Payment, l’analisi condotta, porta ad osservare alcuni trials basati sull’impiego di soluzioni NFC, pur mettendo in evidenza un fattore inibitore/abilitante relativo alla diffusione (ad oggi tutt’altro che pervasiva) della tecnologia c-less sia presso i telefoni cellulari, sia a livello di terminali POS.

Nota personale:
a questo riguardo, mi corre l’obbligo di ricordare quanto più volte (in occasione dei diversi eventi cui ho l’opportunità di partecipare), ho avuto modo di affermare, non senza il vezzo provocatorio che gli amici (e non solo quelli) mi riconoscono:

“Che me ne faccio di un telefonino NFC se non trovo un Punto di Interazione nell’arco di 100 Km ?

Provocazione:
Q.: Se ogni POS fosse dotato di tecnologia NFC, potrei essere più soddisfatto ?
A.: e se ogni telefonino fosse un POS …?

Fronte domanda

  • Su un campione di 1.500 intervistati, rappresentativi di un potenziale di quasi 50.000.000 di utenti di telefonia mobile nel nostro Paese, solo poco meno del 1% hanno effettuato pagamenti in mobilità; ciò ha permesso anche di evidenziare, quale enorme potenziale di crescita caratterizza l’intero comparto
  • La survey ha consentito un’analisi di dettaglio de:
    • le motivazioni alla base del “non utilizzo”;
    • la “non sicurezza” percepita dall’utilizzatore;
    • le caratteristiche socio-demografiche dei potenziali consumatori;
    • i settori che potrebbero maggiormente trainare lo sviluppo del Mobile Payment.

Ma ritorniamo alla domanda iniziale: <<La rivoluzione è nel cellulare ?>>

Forse sarebbe più appropriato parlare di “evoluzione”, poiché appare evidente come, allo stato attuale, si possa vedere al pagamento in mobilità, come naturale (se non obbligata) evoluzione del pagamento elettronico tradizionale, in un contesto multi-canale (quello mobile, appunto).

In tal senso, gli scenari “evolutivi” che potranno svilupparsi, saranno notevolmente influenzati dal quadro normativo, in particolare dalla PSD – Payment Services Directive, la cui imminente entrata in vigore (1 Novembre 2009), abiliterà nuovi soggetti non bancari – i Payment Institutions – ad esercire servizi di intermediazione dei pagamenti, aprendo, di fatto, non poche opportunità per il mercato, in una visione più “armonizzata”.

Su questi temi (che i lettori di CloseToPay sanno, quanta e quale attenzione – in termini consulenziali strategici – offro ai nuovi entranti … e non solo !), desidero segnalare un contributo scritto dall’amico Massimo Doria di Banca d’Italia, che trovate nel Rapporto 2009 all’Appendice A (pagg. 41-50): 

War on cash: l’evoluzione della normativa a sostegno dello sviluppo dei pagamenti elettronici.

Accanto alla suddetta previsione, è altresì opportuno rilevare come, l’avvento dei new comers da un lato, e la possibile (re-)azione degli incumbents dall’altro (in questo caso mi riferisco agli Enti Creditizi), possano (o debbano) perseguire obiettivi comuni, cercando una strada di “coopetizione” (competizione cooperativa), in grado di catalizzare quei cambiamenti propedeutici a massificare il mercato del Mobile Payment.

Per ciò che concerne l’anima “collaborativa” di tale approccio, vale osservare come il ruolo di un “terza parte” qualificata e sicura (la c.d. “Trusted Third Party”), possa essere determinante, in particolare nelle fasi iniziali di un mercato di cui ciascun attore potrebbe beneficiare, lasciando aperto il terreno della competizione, sul fronte dell’offerta dei servizi agli utenti finali.

A questo riguardo, mi permetto di segnalare anche un mio contributo scritto, dato ai lavori dell’Osservatorio, che nel Rapporto Mobile Payment 2009 potrete trovare a pagg. 37-39:

 TSM Trusted Service Manager: the importance to be Trusted and … “3rd aware.

UN (mio) SGUARDO AL FUTURO DEL m-PAYMENT

Quale potrà essere la vera “rivoluzione”, che il cellulare porterà nel Mobile Payment ?
a mio avviso, ritengo che una possibile risposta, sia da ritrovarsi nella futura affermazione di altri due importanti drivers tecnologici e normativi:

  • sviluppo massivo della tecnologia NFC, in particolare nella proiezione Peer-to-Peer (sfruttando il modello operativo “Combined” dei dispositivi NFC: emulazione c-less Card e modalità reader insieme)
  • ratifica/trasposizione/attuazione della nuova direttiva comunitaria sulla Moneta Elettronica (nuova EMD), approvata dal parlamento Europeo il 24 Aprile 2009, in particolare laddove abilitante modelli di sviluppo concorrenziale, sul fronte della creazione di un ecosistema per i micropagamenti (e forse non solo micro …):
    • basato sul possibile impiego dei crediti prepagati (che vedono gli operatori telefonici tra i maggiori emettitori) in un circuito di spesa aperto (Closed Loop Cards vs Open Loop Cards)
    • incentivato dall’opportunità di realizzo di un sistema di compensazione e regolamento alternativo a quelli tradizionali (interbancario, carte di debito/credito), che permetta di intermediare il pagamento fra acquirenti ed esercenti, prescindendo sia da un rapporto diretto per il pagamento, sia da un rapporto previo di tipo debitore-creditore (v. definizione di Operazione di Pagamento ex Art.4 della direttiva 2007/64/EC: “l’atto, disposto dal pagatore o dal beneficiario, di collocare, trasferire o ritirare fondi, indipendentemente da eventuali obblighi sottostanti tra il pagatore o il beneficiario”).

IL NUOVO OSSERVATORIO NFC & MOBILE PAYMENT 2009

Terminato un lavoro, se ne inizia (subito) un altro !

Il nuovo Osservatorio 2009-2010, si pone gli obiettivi di identificare e classificare i principali ambiti applicativi delle tecnologie NFC e delle soluzioni di Mobile Payment,  analizzando in dettaglio alcuni casi di eccellenza a livello internazionale:

  • Mobile Remote Payment
    pagamenti a distanza tramite rete cellulare (Gsm, Gprs, Umts, Hsdpa, ecc.);
  • Mobile Proximity Payment
    pagamenti in prossimità (ossia vi è una vicinanza fisica tra acquirente e prodotto/servizio acquistato) tramite tecnologie a corto raggio come RFId (in particolare NFC) o Bluetooth;
  • Contactless Payment
    pagamento con Carte (di Credito/Debito o prepagate) contactless;
  • Mobile Proximity Marketing & Service
    campagne di Marketing ed erogazione di servizi su telefono cellulare attraverso tecnologie a corto raggio (RFId, Bluetooth, 2d code).

I lavori che verranno svolti, possono sintetizzarsi in:

  • Analisi della domanda di soluzioni NFC & Mobile Payment in Italia
  • Studio della filiera alla base dell’offerta dei servizi NFC & Mobile Payment
  • Comparazione della situazione Italiana con la situazione (ed i percorsi) di alcuni rilevanti sistemi paese a livello internazionale (Giappone, Corea, Uk, ecc.)
  • Promozione e sviluppo progetti pilota con i principali player , con finalità di dimostrazione/divulgazione verso il mercato.

Chi fosse interessato a valutare una possibile partecipazione al nuovo Osservatorio, può contattarmi mandandomi una mail a: OsservatorioMP_at_closetopay.com.


Articoli su CloseToPay correlati
:

Link ai lavori dell’Osservatorio Mobile Finance & Payment

Ai prossimi lavori del nuovo Osservatorio 2009-2010 e buona lettura !

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A poco più di due mesi dall’annuncio più “vigoroso” (ma non primo), ovvero quello con cui Gareth Davis (Platform Program Manager di Facebook) significava ad una platea (quella del GamesBaet 2009) nativamente “incline” a recepire certi messaggi, l’intento del social network di emettere moneta elettronica in Virtual Currency, Facebook sembra voler procedere concretamente. 

Facebook begins testing virtual payments system

Vi propongo i miei commenti ed alcune riflessioni.

  • Il fatto che, con la v-Currency di Facebook (i c.d. Gift Credits) sia possibile acquistare un servizio, quello di GroupCard, la cui utilità possa apparire (in special modo a noi Italiani) “effimera”, non deve distogliere l’attenzione sulla reale rilevanza che un siffatto esperimento porta con se:  GroupCard non è un servizio
    DIFacebook, ma una Facebook Apps.
  • E’ la prima volta dunque che, con Gift Credits si possono acquistare prodotti/servizi “VEICOLATI” tramite Facebook e non solo necessariamente “EROGATI” da Facebook.
  • L’osservazione di cui al punto precedente, non avvalora l’ipotesi di aprire il Cash-Out ai Gift Credits di Facebook (per la definizione di “Cash-Out” e “Cash-In”, vedere (e-)Cash-in, (e-)Cash-out), attualmente infatti, la v-Currency di Facebook può essere usata solo per acquistare prodotti/servizi veicolati all’interno del social network stesso e non può pertanto essere spesa (neppure sottoforma di Cash-In su una carta prepagata “aperta”), in circuiti che non siano legati contrattualmente a Facebook.
  • L’intento che traspare nelle ultime righe dell’articolo (<< The currency could also break out of Facebook, being used for micropayments on a range of Web sites such as magazines and newspapers >>), va preso con le pinze.
    In Europa, con l’attuale normativa, la frase suddetta può essere vera solo se si aggiunge qualche parola in più: << The currency could also break out of Facebook, being used for micropayments on a range of Web sites such as magazines and newspapers, who came already in a previous business relationship with Facebook itself>>.
  • L’articolo non fa menzione della possibilità (necessità per il regime normativo Europeo) di suddividere la quotaparte di Gift Credits “guadagnati” da quelli “acquistati” (ovvero comprati tramite Carta di Credito o altri strumenti di pagamento tradizionali), in vista di un possibile Cash-Out aperto … ma questo, è uno dei temi “caldi” (ancorché non evidentissimi) trattato anche dall’emanda nuova direttiva comunitaria sulla Moneta Elettronica.

Una sola ed ultima osservazione: il fatto che un social network voglia “battere Moneta Virtuale”, è un concetto che, i lettori di CloseToPay sanno, mi vede allineato da tempo (il concept “PAGAMENTI 2.0“, ne ha preluso l’opportunità, in più di un’istanza); ma che dire di Facebook ?
Poco più di un anno fa, mi permettevo di osservare come, superata l’iniziale ondata emotiva con cui tutti – novelli surfisti - cavalcavano entusiasti, l’opportunità di ritrovare vecchi amici o compagni di scuola, persi ormai nelle stanze della propria memoria (e chissà perché, proprio lì si erano perduti …), altri social network più “cross emotional addictive”, quali ad esempio Twitter, avrebbero potuto acquisire maggiori quote di utilizzo (la competizione sul prime time, per usare un linguaggio televisivo, è dura anche per i social network !).

Oggi, non ha caso, cito Twitter, e non già per gli innumerevoli recenti e reiterati rumors legati a possibili acquisizioni, o per i brillanti risultati ottenuti (anche questi confermati, smentiti e riconfermati quasi quotidianamente), ma per ricordare (o segnalare) le numerose iniziative di Sistemi di Pagamento che, nel corso dell’ultimo anno e mezzo, su Twitter hanno posto le basi, ancorché prospettiche, di uno sviluppo (forse) più significativo (penso all’uso mobile di Twitter, decisamente più leggero).

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Le numerose richieste di approfondimento che in questi giorni mi sono pervenute, mi hanno indotto ad avviare oggi una serie di articoli ad oggetto nuova direttiva comunitaria sulla Moneta Elettronica (Nuova EMD), che il 24 Aprile 2009 è stata (puntualmente e non senza qualche compromesso) approvata dal Parlamento Europeo.

Chi mi segue e mi legge, sa che (negli ultimi dodici mesi), è un tema che ho trattato a più riprese; dell’analisi sui preliminari che hanno condotto, nell’ambito dell’emendamento 37 datato 16/04/2009 negoziato con il Consiglio da un gruppo misto di europarlamentari (rappresentato dal relatore John Purvis), alla decisione votata dall’assemblea lo scorso Venerdì, ho avuto già modo di argomentare con alcuni post apparsi sul CloseToPay (“Nuovi IMEL e Payment Institutions: convergenza o conversione ?”, “(e-)Cash-in, (e-)Cash-out”, “Convegno Mobile & Wireless Payment”, “How much is mobile your payment ?”) e tramite alcuni articoli pubblicati su BancaMatica (“Micro-pagamenti: come vincere la War-on-Cash” – Nov./Dic. 2008, “Gli IMEL che verranno …” – Apr. 2009).

Stante l’attesa di alcune formalità – che porteranno alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (decorsi 20 giorni dalla data della quale, la direttiva entrerà in vigore) – ed i termini di recepimento da parte degli stati membri per l’attuazione dell’emananda direttiva comunitaria – entro 18 messi dall’entrata in vigore -, in questa sede mi limiterò a riassumere le principali novità introdotte (o “introducibili”) sia nella definizione di Moneta Elettronica, sia nei nuovi regimi prudenziali cui gli IMEL dovranno sottoporsi.

Cercherò parimenti di analizzare – in particolare per quanto attiene il confronto con i Payment Institutions – i suddetti elementi modificatori del quadro normativo, correlandoli (mutatis mutandis) con la PSD Payment Services Directive (mi riferisco ai lavori di trasposizione della Direttiva 2007/64/EC, tuttora in corso in Italia ed a quanto essi potranno essere attenzionati e attenzionare il recepimento della nuova EMD).

I macro-argomenti di cui parleremo in questa mini-serie di articoli su CloseToPay, come desumibili da un’attenta lettura dell’emananda disciplina, possono riassumersi in:

  • Nuova definizione di Moneta Elettronica
  • Emissione e rimborsabilità della Moneta Elettronica
  • Regime prudenziale IMEL
  • Capitale iniziale e fondi propri
  • IMEL ibridi
  • Servizi di Pagamento esercibili da un IMEL
  • Concessione crediti
  • Conto di Moneta Elettronica e Conto di Pagamento
  • Impatto sul quadro normativo, modifiche e abrogazione direttive attuate (2005/60/EC, 2006/48/EC; 2000/46/EC)
  • Ente creditizio o Ente Finanziario ?
  • Accesso ai Sistemi di Pagamento
  • Regime di esercizio succursali IMEL extra UE
  • Regime di deroghe

Tutti i post della serie, saranno autoreferenziati dal tag NuovaMonetaElettronica.

NUOVA DEFINIZIONE DI MONETA ELETTRONICA

Viene introdotta una maggiore neutralità tecnologica nella definizione di Moneta Elettronica, intesa come qualsiasi valore monetario immagazzinato elettronicamente o magneticamente, rappresentato da un credito nei confronti dell’emittente, emesso a fronte del ricevimento di fondi per effettuare Operazioni di Pagamento (ex Art. 4 punto 5) della PSD, v. anche “La PSD – Payment Services Directive. Seconda puntata : alcune definizioni di base”) ed accettato da persone fisiche o giuridiche diverse dall’emittente.

In tal senso, rispetto a quanto evinto nella precedente direttiva 2000/46/EC (e-Money directive), viene meno la precisazione in merito al supporto fisico (dispositivo elettronico usato per la memorizzazione del credito), che ha generato non poche difficoltà interpretative, laddove appariva potersi escludere (tecnicamente parlando!) l’uso dei server wallet.

In merito ai “valori monetari” collocati, è importante notare che la nuova direttiva ne esclude l’ambito di applicazione, sia a quelli usati in un contesto quale quello delle c.d. Limited Networks (p.e. le carte prepagate del tipo Closed Loop in uso presso la GDO o nel mondo Petrol), come definito in esenzione (Negative Scope) ex Art. 3 lettera k) della PSD , sia a quelli impiegati per l’esecuzione di un’Operazione di Pagamento ex Art. 4 lettera l) della PSD.
Per questa seconda esenzione, riporto (a titolo esemplificativo) l’acquisto di contenuti digitali, quali suonerie o sfondi, che possono essere fruiti esclusivamente tramite il telefono cellulare e per i quali l’operatore di rete non agisce esclusivamente come intermediario tra l’utente di servizi di pagamento – coincidente con il fruitore del bene digitale – e il fornitore del bene digitale medesimo.

Attenzione, la lettura in doppia negazione di questa indicazione, deve intendersi come: l’ambito di applicazione della nuova direttiva comprende quei casi in cui l’operatore di rete agisce come intermediario di un pagamento per beni o servizi (anche) non fruibili tramite il telefonino, in assenza sia di un rapporto diretto per il pagamento, sia di un rapporto diretto di tipo debitore-creditore tra il cliente dell’operatore e qualsiasi prestatore terzo di merci o servizi.
La precisazione è d’obbligo laddove si vuole ricordare come, durante i lavori svolti dalla Commissione Europea (sintetizzati in “Nuovi IMEL e Payment Institutions: convergenza o conversione ?”), molte furono le argomentazioni afferenti il c.d. “perimetro della Moneta Elettronica” in relazione al credito prepagato degli operatori telefonici, considerabile Moneta Elettronica in base all’assunzione di un rapporto diretto fra utente di rete (al tempo stesso consumatore-acquirente) ed esercizio commerciale (ovvero il prestatore terzo di merci o servizi richiamato più sopra, anche non necessariamente – al tempo stesso – utente dell’operatore telefonico), declinabile nei seguenti casi:

  • trasferimento diretto di “valore monetario” tra telefonini,
    è il caso del money transfer fra soggetti in relazione P2P o F2F;
  • relazione debito-credito (consumatore-esercente) instaurata grazie all’intermediazione del pagamento operata dall’operatore di rete,
    è il caso più generico delle relazioni B2C o P2M, dove l’operatore agisce come Issuer nei confronti dell’acquirente consumatore ed Acquirer nei confronti dell’esercente (attenzione, è utile notare come in Italia, fino ad oggi – ovvero a PSD non ancora recepita e in attesa della nuova EMD – tale relazione potesse consentirsi, solo qualora l’operatore di rete agisse sotto il profilo di una sorta di marketplace virtuale, all’interno del quale venissero “distribuiti” beni/servizi preventivamente acquistati dall’operatore stesso o oggetto di un rapporto commerciale pregresso esistente tra operatore e prestatore terzo del bene).

 

EMISSIONE E RIMBORSABILITÀ DELLA MONETA ELETTRONICA

I soggetti abilitati ad emettere Moneta Elettronica sono gli IMEL (Istituti di Moneta Elettronica), gli Istituti di Credito e gli Uffici Postali autorizzati (nonché la BCE e le Banche Centrali Nazionali – quando non agiscano in qualità di autorità monetarie o altre autorità pubbliche – e gli Stati membri o le rispettive autorità regionali e locali quando agiscano in qualità di autorità pubbliche).

L’emissione di Moneta Elettronica, non costituisce mai attività di raccolta depositi (come definito dalla Direttiva 2006/48/EC), in quanto utilizzabile unicamente per effettuare pagamenti (di norma di piccolo importo, o
micro-pagamenti) in alternativa al contante e non come strumento di risparmio.

I “valori monetari”, sono collocati in un conto gestito dall’emittente, la cui fattispecie descriverò nei prossimi articoli; la disponibilità di tali crediti, permette di effettuare Operazioni di Pagamento – “l’atto, disposto dal pagatore o dal beneficiario, di collocare, trasferire o ritirare fondi, indipendentemente da eventuali obblighi sottostanti tra il pagatore o il beneficiario” – ai sensi dell’articolo 4, punto 5) della direttiva 2007/64/CE, presso una rete di accettazione costituita da persone fisiche o giuridiche diverse dall’emittente stesso.

La Moneta Elettronica viene emessa (dietro ricevimento di fondi) e rimborsata (su richiesta del detentore in qualsiasi momento ed anche parzialmente) al valore nominale.
In merito alla rimborsabilità, è opportuno precisare che tale operazione, ove non contrattualmente predefinito, deve avvenire senza applicazione di alcuna commissione.

Tale norma, trova margini di applicabilità che la nuova EMD ritiene ulteriormente di precisare (in termini sia confermativi sia derogatori).
Laddove l’IMEL svolga la propria attività in un regime “ibrido” (vedremo nei prossimi articoli su CloseToPay, cosa questo possa segnatamente indicare) e le ulteriori attività esercitate non siano

  • Servizi di Pagamento (come definiti nella PSD), erogati anche grazie la concessione di credito ad essi connessi (sempre riferendosi alla PSD);
  • servizi accessori/operativi connessi all’emissione di Moneta Elettronica;
  • gestione di Sistemi di Pagamento (fatto salvo quanto integralmente definito ex Art. 28 della PSD);

se il rimborso richiesto dal detentore di moneta elettronica avviene alla data di scadenza del contratto (o fino a un anno dopo) e in tale circostanza non sia possibile prevedere la quotaparte dei “valori monetari” collocati che deve essere considerata Moneta Elettronica, l’IMEL rimborsa al valore nominale interamente i fondi reclamati.
A titolo esemplificativo, può aiutare la comprensione del dettame suddetto, qualora l’attività (puntualmente non inclusa nella lista delle esenzioni più sopra riportata) fosse quella di un operatore di rete, e i fondi di cui sopra siano quelli che coincidono con il credito prepagato telefonico.

Laddove il detentore di Moneta Elettronica non sia un consumatore (p.e. un esercente), che accetta di negoziare Moneta Elettronica (p.e. per la vendita di un bene), in deroga a quanto espresso in termini di rimborsabilità (piena o parziale) gravabile di commissione, l’emananda direttiva ritiene di subordinare ad un accordo contrattuale in vigore tra tale tipo di soggetto e l’IMEL stesso.
Anche in questo caso, possono contribuire ad una maggiore chiarezza alcuni esempi, che riportano nuovamente l’attenzione sul caso di un operatore di rete, o anche di un operatore della GDO, che metta a disposizione di un sistema economico di relazioni debitore-creditore, una nuova valuta creata dai “Valori Monetari” collocati su strumenti nativamente privativi.

Per il momento mi fermo qui.

Nelle prossime puntate, vedremo di analizzare alcuni punti della nuova direttiva, la cui trasposizione ad opera degli Stati membri, segnerà gradualmente il cammino avviato in ambito SEPA:

  • verso una maggiore armonizzazione del mercato dei Servizi di Pagamento;
  • per eliminare gli ostacoli all’entrata sul mercato e agevolare l’accesso anche all’attività di emissione di moneta elettronica ed al proprio esercizio;
  • in modo da assicurare condizioni di parità a tutti i prestatori di servizi di pagamento.

Vale il merito di sottolineare che, in ottemperanza a quanto definito nell’Art. 20, la nuova direttiva entrerà in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, e che l’Art. 19 (Attuazione) dell’emananda disciplina recita quanto segue:

1. Gli Stati membri adottano e pubblicano, entro il [18 mesi dalla data di entrata in vigore], le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni.

Essi applicano tali misure a decorrere dal [18 mesi dalla data di entrata in vigore].

Quando gli Stati membri adottano tali misure, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all’atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono stabilite dagli Stati membri.

2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni principali di diritto interno che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.

La strada da percorrere probabilmente non sarà breve (benché sia chiaro l’intento di accelerazione espresso dalla votazione, avvenuta con ampia maggioranza , presso l’Euro-Parlamento la scorsa settimana) e l’opportunità di sfruttare convergenze abilitate non solamente dalla Payment Services Directive (le cui disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative entreranno in vigore dal 1 Novembre 2009 a recepimento avvenuto), o la possibilità di momentanei “deadlock normativi” (dipesi da un quadro regolatorio tuttora in evoluzione), giocheranno un ruolo determinate.

Alla prossima puntata, sempre su CloseToPay.
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Il quadro normativo afferente la Moneta Elettronica e gli Istituti autorizzati all’emissione della stessa (IMEL), sta vivendo (o subendo …) una seconda giovinezza.

Il processo di riesame della Direttiva comunitaria 2000/46, avviatosi presso la Commissione Europea all’inizio del 2005, ha previsto un calendario di attività con il coinvolgimento dei maggiori player di mercato, che può essere così sintetizzato:

  • Studio di valutazione finalizzato al riesame -> Inizio 2005
  • Consultazione pubblica -> Luglio 2005
  • Pubblicazione documento di lavoro sul riesame -> Luglio 2006 [Doc. N° SEC(2006) 1049 del 19.7.2006]
  • Analisi del riesame ad opera dei Gruppi di Esperti PSGEG (Payment Systems Government Group, oggi sostituito dal PC Payments Committee) e PSMG (Payment System Market Group, oggi in corso di trasformazione
    verso il PSMEG Payment Systems Market Expert Group)
    -> Dicembre 2007 – Giugno 2008
  • Proposta di nuova direttiva sulla
    Moneta Elettronica [2008/0190 (COD)]
    -> 9 Ottobre 2008

Da una prima lettura del calendario, appare subito evidente come la proposta/stesura/ratificazione della Direttiva sui Servizi di Pagamento (PSD), abbia potuto “incidevolmente” (permettetemi il neologismo) condizionare lo svolgimento

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Nuove iniziative di formazione a cura di Roberto Garavaglia:

Mastercourse e-PAYMENT (IIR Istituto Internazionale di Ricerca) - Prima edizione
Tecnologie, nuove applicazioni e modelli di business

Una overview completa sugli aspetti tecnici, applicativi e di business dei Pagamenti Elettronici, per apprendere come:

  • analizzare la Value Chain dei Pagamenti Elettronici
  • utilizzare le nuove tecnologie per creare Servizi di Pagamento e di monetica a valore aggiunto
  • abilitare e gestire i pagamenti elettronici nel rispetto del quadro normativo: SEPA, PSD e nuove Direttive Comunitarie
  • attivare servizi di Micropagamenti, Proximity Payment e Mobile Remote Payment definire un modello di Payment Business basato su Web 2.0, Social Network e Peer-to-Peer
  • sviluppare Servizi di Pagamento legati ad applicazioni specifiche delle Carte nei mercati verticali: GDO, Telco/MVNO, Trasporti, Pubblica Amministrazione, Turismo, Gambling

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Quando

  • 20, 21 Maggio 2009

Dove

Obiettivo del Mastercourse

Articolato in tre parti, il mastercourse vuole offrire un’ampia panoramica dei mercati e delle applicazioni relative agli e-Payment, sullo sfondo di SEPA, in linea con il quadro normativo Europeo recentemente definito e di imminente attuazione.
La prima parte propone una overview sui sistemi e le tecnologie che governano la catena del valore associata ai Sistemi di Pagamento Elettronico.
La seconda parte illustra gli scenari tecnologici emergenti e le novità introdotte dalla PSD – Payment Services Directive e dall’evoluzione del quadro normativo Europeo, delineando le nuove dinamiche di mercato e opportunità di business.
La terza parte è integralmente dedicata alle applicazioni delle Carte nei mercati verticali ed è sviluppata su casi pratici, che mostrano progetti e benefici utili all’implementazione da parte di Aziende e Pubblica Amministrazione.

Distribuito su due giornate, il mastercourse focalizza anche aspetti di business development,in particolare:

  • modelli costo/ricavo per uno schema di commissioni che governa i pagamenti con carte,
  • nuovi modelli di business per Mobile Payment,Micro-pagamenti, War-On-Cash, Moneta Elettronica,
  • ruolo della banca nella New Value Chain,
  • New Value Propositions abilitate dalla PSD e dalle nuove Direttive Comunitarie

Il Mastercourse e-Payment fa parte del Percorso Formativo AREA PAGAMENTI ideato da IIR Istituto Internazionale di Ricerca per offrire un panorama completo e dettagliato sulle evoluzioni dei sistemi di pagamento. Concepito come primo step, per inquadrare l mercato, le dinamiche e i servizi di pagamento, consente ai Manager che desiderano approfondire le strategie e le nuove opportunità di business, di completare l’aggiornamento con il Mastercourse Payment Institutions & Mobile Payment.

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Un indispensabile supporto per analizzare lo scenario di mercato, identificare il modello di business e progettare Servizi di Pagamento innovativi, che illustrerà nel dettaglio come:

  • cogliere le opportunità di business introdotte da SEPA e dalla Direttiva Comunitaria 2007/64/CE PSD – Payment Services Directive
  • costituire un Payment Institution oppure un IMEL
  • creare un’offerta di Payment Services nel rispetto della normativa Europea sugli Strumenti e i Servizi di Pagamento
  • identificare gli attori e le dinamiche di mercato nel nuovo contesto dei pagamenti
  • sviluppare un modello di business per i Payment Institutions
  • sfruttare le convergenze e ampliare l’offerta di servizi TELCO, MVNO, GDO
  • inquadrare lo scenario normativo e tecnologico per lo sviluppo dei Mobile Payment
  • attivare servizi di Mobile Remote Payment, Mobile Proximity Payment, Mobile Proximity Remote Payment, NFC Payments, P2P Payments
  • definire un business plan seguendo l’esempio di alcuni progetti europei: StoLPaN, MMT Mobile Money Transfer, Pay-Buy-Mobile

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Quando

  • 10, 11 Giugno 2009

Dove

Obiettivo del Mastercourse

L’obiettivo del corso è fornire ai partecipanti i concetti base del quadro normativo in ambito SEPA, analizzando i contenuti della PSD Payment Services Directive e le attività commerciali previste per i Payment Institutions, declinando in particolare l’attenzione sul tema Mobile Payment.
Il Mastercourse si propone di illustrare in termini generali il modello di funzionamento dei Sistemi di Pagamento Elettronico in mobilità, conoscere i ruoli e gli attori che operano all’interno della Mobile Value Chain, analizzare le dinamiche evolutive in un contesto SEPA e come queste orienteranno i mercati di riferimento, analizzare il possibile ruolo dei nuovi soggetti abilitati a offrire servizi di pagamento (PI, IMEL) e quali modelli di business risulteranno più efficaci per un’offerta di Mobile Payment Services.

Un evento formativo per comprendere e tradurre in opportunità di business le evoluzioni del quadro normativo Europeo (SEPA, PSD e nuove Direttive Comunitarie) e per analizzarne i riflessi su Mobile Payment Services. Un’opportunità per conoscere le nuove proposte di valore e investigare i modelli di offerta innovativi per intermediari finanziari e Payment Institutions, i soggetti non bancari abilitati dalla PSD Payment Services Directive a erogare servizi di pagamento, come unica attività (pure PI) o come altra attività, purché non in conflitto con quella principale (hybrid PI).
Un corso completo per cogliere i principi dei Sistemi di Pagamento Elettronico in mobilità e le innovazioni tecnologiche che abilitano nuovi modelli implementativi e di business, lungo le direttrici di sviluppo di un mercato verso cui si indirizza l’interesse di Istituti di Credito, Operatori TLC, MVNO, GDO, Trasporti, Broadcaster:

  • SEPA, PSD e l’evoluzione del quadro normativo Europeo sugli Strumenti e Servizi di Pagamento,
  • EPC e GSMA: strategie comuni e cross-industry,
  • Payment Business Model dei Payment Institutions e dei nuovi IMEL,
  • Trusted Service Manager (TSM) e Trusted 3rd Party (TTP),
  • Mobile Remote Payment, Mobile Proximity Payment, Mobile Proximity Remote Payment, NFC Payments, P2P Payments;

Durante l’evento, verrà anche fornita una panoramica su alcuni progetti, iniziative e programmi Europei di notevole rilievo:

  • StoLPaN,
  • MMT Mobile Money Transfer,
  • Pay-Buy-Mobile,
  • GSMA 3rd Party Access API.

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A meno di nove mesi dall’entrata in vigore della Direttiva Comunitaria sui Servizi di Pagamento (PSD), ed a più di un anno dai primi “vagiti” SEPA (Credit Transfer, dal 28 Gennaio 2008 in parallelo con i bonifici nazionali), l’Eurosistema redige un documento (27 Marzo 2009), con il quale esprime pubblicamente le proprie attese di sviluppo del progetto SEPA.

Con questo articolo, voglio cogliere l’occasione per fornire ai molti lettori di CloseToPay EURO-confusi, una base di riferimento per meglio capire “Chi fa la SEPA“ , rendendo in tal modo più efficacie la comprensione della suddetta pubblicazione.

CHI FA LA SEPA

I principali attori che hanno contribuito/contribuiscono alla creazione/sviluppo dell’Area Unica dei Pagamenti in Euro (SEPA), sono raggruppabili nei seguenti tre soggetti:

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Il 9 Marzo 2009, nell’ambito dell’evento Planet Card 2009 organizzato da
IIR Istituto Internazionale di Ricerca, si è tenuto a Milano il Workshop PAYMENT INSTITUTIONS.

 
A tutti coloro che vi hanno partecipato, voglio esprimere il mio ringraziamento e l’auspicio che quanto ho cercato di condividere (con la passione e la perseveranza di sempre), sia stato utile e profittevole, e che quanto appreso possa essere per ognuno, non già l’approdo finale di un percorso formativo, bensì il punto di partenza per un’ulteriore crescita professionale.

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Nuove iniziative di formazione a cura di Roberto Garavaglia.

Quando

  • 9, 10, 11, 12 Marzo 2009

Dove

Evento

  • Planet Card 2009 (14ma edizione) – IIR Istituto Internazionale di Ricerca

Workshop 1 (9 Marzo 2009, Pre Convegno)

PAYMENT INSTITUTIONS:
la normativa, le opportunità di business e le nuove dinamiche di mercato nei servizi di pagamento

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Tranquilli, non è un articolo di ispirazione freudiana !

Il SE (puntato) di cui vi voglio parlare è il Security Element.

Avrete certamente inteso che mi sto riferendo al tema Mobile Finance, di cui voglio in questa sede parlare.
Partirò da uno degli elementi tecnologici più importanti che abilita l’erogazione di quei servizi in mobilità, dei quali, per ragioni di semplicità, mi limiterò a considerare la sola declinazione m-Payment (in realtà, i ragionamenti e le analisi che condurremo, possono liberamente applicarsi al più ampio spettro dei Mobile Finance Services).

In particolare, vorrò porre l’attenzione su alcuni aspetti che impattano pesantemente le strategie di sviluppo dei servizi in mobilità, e che vedono nel luogo di installazione del SE, nella gestione del medesimo e nella gestione/personalizzazione delle applicazioni in esso ospitate, uno dei temi maggiormente condizionanti.

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