Il 25 Giugno 2008, si tenuto a Milano il convegno Mobile & Wireless Payment, a cura della School of Management del Politecnico di Milano e in collaborazione con CommStrategy.
L’evento, all’interno del Wireless4Business Forum, ha visto un’affollatissima platea di delegati, che ha dimostrato (qualora ve ne fosse stata la
necessità … )
un concreto e significativo interesse per gli argomenti e la tematica trattata dal Politecnico di Milano, la cui Business School ha dedicato un specifico Osservatorio: Mobile Finance & Payment.
Devo personalmente affermare che, un’attenzione così alta e preziosa rivolta ad una materia per la quale (gli amici lo ricorderanno ), mi sono “speso” negli ultimi dieci anni, non può lasciarmi insensibile.
Ancora una volta, osservo come il mondo dei Sistemi di Pagamento Elettronico, eserciti un fascino discreto che, declinato lungo le direttrici del New Business, incontra nel Mobile Payment una risposta all’altezza delle aspettative: di mercato, degli operatori e dei consumatori.
L’Ing. Filippo Renga (responsabile dell’Osservatorio), nella presentazione dei dati della ricerca condotta dal Politecnico,
ha messo chiaramente in luce quali sono le risultanti dello studio condotto, suffragando le ipotesi di sviluppo che, un’interpretazione anche cauta dei trend, indica potenzialmente molto alte.
Ad appannaggio di tali proiezioni, l’eccezionale lavoro svolto dal Dott. Paolo Barberino di CommStrategy (a mio avviso una tra le più attente e puntuali società di Digital Business Strategy), conferma le stime previsionali, in particolare ove calate in uno studio di Market Segmentation molto vicino alle attese degli utenti (che, mai come in questo caso, mi ostino a chiamare “consumatori di un Sistema di Pagamento”).
La grande rilevanza economico-finanziaria e socio-culturale che riveste l’ambito applicativo del Mobile Finance & Payment, si è potuta misurare anche grazie al confronto con benchmark internazionali.
All’uopo, una Best Practice presentata dall’Ing. Ludovico Ciferri, Deputy Director Mobile Consumer Lab International dell’Università del Giappone, ha dimostrato come un paese tecnologicamente avanzato e “culturalmente educato” quale quello del Sol Levante, ha saputo investire sulle leve dei pagamenti in mobilità (e più in generale dei servizi attuabili con un mobile handset), conseguendo nel breve termine importati risultati che hanno modificato gli usi ed i costumi di un’intera nazione.
Dal mio punto di vista, credo che sia utile far osservare come in Giappone, si sia investito (soprattutto inizialmente) sulla nascita e crescita di un ecosistema, che ha reso pervasiva la richiesta di un valore nuovo da parte degli utilizzatori finali.
L’accenno all’ecosistema venutosi a creare, è qui inteso non solo ed unicamente nell’accezione prettamente tecnologica, bensì in quella a più ampio spettro, che include la sfera socio-culturale e che ha reso possibile permeare con un’offerta a valore aggiunto, quei servizi che io chiamo consumer enabler.
Il contesto Italiano, per come ci è stato descritto da soggetti istituzionali di enorme rilievo, che vedono nel panorama bancario i propri referenti (ABI, Ing. Alessandro Zollo Responsabile settore monetica e nuovi canali ABI, e Banca D’Italia, Dott. Massimo Doria Responsabile dell’Area Servizi e Strumenti di Pagamento Ufficio Sorveglianza sul Sistema dei Pagamenti), si presenta ricco di opportunità che è necessario saper cogliere.
Come ho già più volte avuto modo di asserire, se da un lato, la crescente domanda di valore nuovo obbliga (o perlomeno suggerisce …) un cambio di paradigma per i fornitori “istituzionali” (ovvero i gatekeepers), dall’altro un quadro normativo particolarmente coraggioso, detta le norme per un’attesa apertura verso newcomers che qualificheranno l’arena competitiva.
Ciò che usualmente chiamo “quadro normativo recepente“, nasce in un contesto comunitario che vede l’Europa sancire alcuni dictat regolatori, cui i paesi membri si dovranno adeguare (e in parte già lo hanno fatto).
SEPA, con la nascita del Mercato Unico dei Pagamenti, e la PSD Payment Service Directive, orientano condizionatamente gli sviluppi di operatori (bancari e non), creando i presupposti per una convergenza cross-industry, di cui beneficerà il mercato nella propria globalità (corporate, banking, consumer).
Per quanto attiene la PSD e gli sviluppi che dall’adozione della direttiva in uno schema domestico si genereranno (PSD Transposition), il tempo a disposizione dei relatori e dei tavolorotondisti non è stato evidentemente sufficiente (a parte qualche cenno scientemente portato da Massimo Doria).
Sarà mia cura offrire un contributo di competence & strategy, che senza velleità alcuna, vorrà condividere con i lavori dell’Osservatorio un’analisi della materia normativa e delle opportunità di business, che dall’interpretazione della medesima potranno (o dovranno …) scaturire.
La Tavola rotonda che ha concluso l’evento, si è impreziosita degli interventi di altri due importati keynote speakers: Paolo Baldriga, Responsabile Marketing VAS e Servizi di Supporto PosteMobile
e Pietro Guindani, nella veste di Presidente Asstel.
Il Dott. Baldriga ha portato la testimonianza del solo ed unico (alla data) Operatore di Rete Mobile Virtuale, che vede nel marketing mix della propria offerta, una precisa strategia rivolta alle operazioni di pagamento in mobilità.
PosteMobile gode attualmente di un vantaggio competitivo notevole, che la porta ad essere l’unico player in grado di operare funzioni di m-Payments ed m-Commerce, grazie all’associazione (possibile ma non obbligatoria) della SIM PosteMobile al Conto BancoPosta o alla Carta PostePay.
Tale posizione, anticipa notevolmente quella di altri operatori che, in assenza di accordi specifici con un Istituto Bancario, potranno orientarsi verso l’abilitazione di Payment Institutions a PSD recepita (entro il 1 Novembre 2009).
A onor del vero, va fatta una precisazione per Noverca, l'unico
MVNO che,alla data,in forza di un accordo con IntesaSanpaolo
potrebbe operare servizi analoghi (vedremo quando avvierà
in concreto la propria proposition, che per ora sappiamo
dover avvenire entro l'anno).
L’Ing. Guindani, dulcis in fundo, nella sua presentazione degli scenari evolutivi del Mobile Payment e delle convergenze che possono individuarsi lungo i percorsi che potrebbero portare un Operatore di Rete infrastrutturato (MNO) ad operare servizi di m-Payments (MNO -> IMEL), o che potrebbero condurre una Banca a diventare un MVNO per abilitare servizi di pagamento in mobilità, ha simbolicamente “lanciato un sasso”, che personalmente ritengo di fondamentale importanza: trovare un accordo su TSM Trusted Service Management.
Chi può configurarsi come Trusted 3rd Party ? e, soprattutto, vi può essere un comune accordo su tale modello ?
(in altri post cercherò di spiegare cosa significano questi termini e quanto potrà essere determinante l’adozione del modello cui Guindani si è voluto riferire).
Un plauso all’Ing. Guindani, che, seppur (nel caso specifico) non paladino di innovazione tecnologica (di TSM e del modello TTP si parla ormai già da un bel po’), ha avuto senza ombra di dubbio il coraggio e la determinazione di porre sul tavolo (in termini intelligentemente provocatori) una questione fino ad oggi solo “chiacchierata”.
Staremo a vedere chi coglierà il guanto di sfida di Guindani (se riterrà “sfidante” il gesto del Presidente di Asstel), o chi invece “lavorerà ai fianchi”, considerando le parole dell’Ingegnere una mera buttade provocatoria.
Alla prossima, sempre su CloseToPay.


Ciao,
complimenti per l’ottimo articolo!!
Ho avuto anche io occasione di partecipare all’evento, ho scritto anche le mie considerazioni:
http://technosfera.blogspot.com/2008/06/seminario-wireless-for-business.html
Ho trovato molto interessante l’approfondimento sui mobile payments.
Ciao