Il 23 Luglio 2008 nel corso dell’Assemblea COGEBAN, è stata approvata la costituzione del Consorzio BANCOMAT, nuova forma giuridica con cui la (ex) Associazione COGEBAN, si appresta ad operare in un contesto SEPA, in linea con il recepimento della Direttiva Comunitaria 2007/64 (altrimenti nota come PSD – Payment Services Directive). Un’analisi delle possibili motivazioni che hanno indotto questo significativo cambiamento, conduce a considerare la nuova veste societaria, come il frutto (e non la conseguenza), dei fronti innovativi che il quadro normativo europeo, ha aperto (o sta aprendo) sul piano dei sistemi e dei servizi di pagamento elettronico.
Dal comunicato stampa dell’ABI, si evince che: << [...] La decisione di passare alla nuova forma giuridica del consorzio risponde alla necessità di far fronte alle sempre nuove sollecitazioni del mercato finanziario e del mutato contesto normativo italiano ed europeo, anche alla luce della realizzazione di un’Area Unica dei Pagamenti in Euro (SEPA) e della recente approvazione della Direttiva europea sui servizi di pagamento (PSD) – in corso di recepimento nei singoli Stati dell’Unione – che consente l’ingresso nel mercato dei pagamenti di nuovi operatori ed intermediari diversi dalle banche. [...]>>.
Ed è proprio questo ultimo riferimento che fa riflettere.
Chi mi segue su questo blog o in occasione dei recenti convegni, conosce il mio pensiero
ed avrà compreso come, anche in questo caso, l’autorizzazione ad operare Payment Services che gli Istituti di Pagamento (ossia i “nuovi operatori ed intermediari diversi dalle banche“) vedono ratificata dalla PSD, sia (stata) determinante anche per il mondo associazionistico bancario.
E’ assai probabile ritenere che, nel Consorzio BANCOMAT, potranno entrare anche quei newcomers che dal 1 Novembre 2009, operando sotto regime prudenziale, eserciranno servizi di pagamento nei confronti del pubblico come Payment Institutions.
Tali soggetti sono persone giuridiche che possono svolgere l’attività di Payment Service Provider anche in bundle con possibili attività primarie (i c.d. “PI ibridi”), purché non in modo conflittuale (al riguardo, va segnalata un’attenzione particolare al ring-fencing che, probabilmente, verrà meglio definito in corso di trasposizione della PSD nello schema nazionale).
Che il novello consorzio possa aprire le porte anche ad MNO, MVNO o players della GDO ? forse.
Una cosa è certa, nella “vecchia” Associazione COGEBAN, se di banca non eri fatto … poche erano le opportunità d’esser convitato !
Un plauso dunque all’ABI, che, almeno nelle intenzioni di un costituendo consorzio, sembra proprio aver iniziato un mutamento di pelle: della sostanza, avremo modo di osservare nei prossimi mesi.

