Il quadro normativo afferente la Moneta Elettronica e gli Istituti autorizzati all’emissione della stessa (IMEL), sta vivendo (o subendo …) una seconda giovinezza.
Il processo di riesame della Direttiva comunitaria 2000/46, avviatosi presso la Commissione Europea all’inizio del 2005, ha previsto un calendario di attività con il coinvolgimento dei maggiori player di mercato, che può essere così sintetizzato:
- Studio di valutazione finalizzato al riesame -> Inizio 2005
- Consultazione pubblica -> Luglio 2005
- Pubblicazione documento di lavoro sul riesame -> Luglio 2006 [Doc. N° SEC(2006) 1049 del 19.7.2006]
- Analisi del riesame ad opera dei Gruppi di Esperti PSGEG (Payment Systems Government Group, oggi sostituito dal PC Payments Committee) e PSMG (Payment System Market Group, oggi in corso di trasformazione
verso il PSMEG Payment Systems Market Expert Group) -> Dicembre 2007 – Giugno 2008 - Proposta di nuova direttiva sulla
Moneta Elettronica [2008/0190 (COD)]-> 9 Ottobre 2008
Da una prima lettura del calendario, appare subito evidente come la proposta/stesura/ratificazione della Direttiva sui Servizi di Pagamento (PSD), abbia potuto “incidevolmente” (permettetemi il neologismo) condizionare lo svolgimento
dei lavori suddetti (si noti il parallelismo nell’arco temporale Dicembre 2005 – Novembre 2007).
In particolare, con l’introduzione dell’Istituto di Pagamento, soggetto non bancario autorizzato ad esercire servizi di pagamento, si è venuta a creare una difformità nel quadro regolatorio, laddove la nuova figura di intermediario viene abilitata ad operare nel rispetto di un regime prudenziale più leggero rispetto agli IMEL e (sopratutto !) non obbligata all’esercizio esclusivo dell’attività di intermediazione medesima.
L’eliminazione di questo secondo vincolo, purché siano rispettate regole di
ring-fencing a tutela dei fondi gestiti, permette dunque ad un PI di offrire Payment Services in bundle con altre attività commerciali (p.e. un carrier può configurarsi come PI ibrido e intermediare un pagamento in mobilità sfruttando la propria rete).
Alla luce di tali cambiamenti (tuttora in atto), la strada che conduce ai “nuovi IMEL”, potrà essere interpretata sotto il segno della convergenza o della conversione ?
Se per i nuovi soggetti che vorranno operare come Istituti di Moneta Elettronica, è facile ravvisare – sotto l’egida della PSD - uno scenario di convergenza, che li porterà ad assumere una conformazione simile (… non uguale !) ai Payment Institutions, per gli attuali IMEL potrebbe essere lecito attendersi un destino di conversione (ironia della sorte, potremmo chiamarli EMPI = e-Money Payment Institutions ).
Divinar responso (novella pizia), non è il mio mestiere … ma se volete approfondire questo tema, vi do appuntamento al numero di Bancamatica – Aprile 2009 (da questo mese, prende avvio una nuova rubrica a cura del sottoscritto: e-payments FOCUS, buona lettura !).
I commenti sono aperti e le vostre osservazioni/richieste sono sempre gradite: feel free to be participant observers.
