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Posts contrassegnato dai tag ‘IstitutiDiPagamento’

Forse ci siamo! Oggi, 29 aprile 2011, Banca d’Italia ha reso pubblici sul proprio sito (alla sezione Vigilanza), un documento per la consultazione pubblica, contenente due schemi di disposizioni che recepiscono la disciplina della direttiva 2009/110/EC, altresì nota ai lettori di CloseToPay come “nuova EMD” ed ufficialmente chiamata “direttiva IMEL2” nel testo in parola. Il [...]

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Nella manovra finanziaria 2010, di cui al D.L. n° 78 del 31 maggio 2010, voglio osservare all’Art.4 – Modernizzazione dei pagamenti effettuati dalle Pubbliche Amministrazioni, che, al fine di migliorare “l’efficienza nei pagamenti e nei rimborsi dei tributi effettuati da parte di enti e pubbliche amministrazioni a cittadini e utenti, il Ministero dell’economia e delle finanze promuove la realizzazione di un servizio nazionale per pagamenti su carte elettroniche istituzionali.”

E’ un (primo ?) passo, che dovrebbe portare -ad attuazione del suddetto articolo – ad un impiego di strumenti di pagamento (ma forse, sarebbe meglio chiamarli d’incasso) basati su carte elettroniche “istituzionali” quali la carta sanitaria (che, ricordo, in molte regioni “coincide” con la Carta Nazionale dei Servizi, essendo una delle applicazioni “ospitate” sulla CNS ) o la carta multi-servizi dell’INPS.

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Voglio in questo articolo soffermarmi, sull’acronimo Inglese PIE – Payment Institutions Enabler, che circa tre anni fa coniai, definendo un modello di offerta, che i processor bancari e finanziari, avrebbero potuto sviluppare, a supporto di nuovi entranti intenzionati ad operare come Istituti di Pagamento.

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Lo so, molti si sono chiesti come mai non ho pubblicato prima questo post.

La notizia che Banca d’Italia avesse emanato provvedimenti a valere sulla normativa secondaria, per l’attuazione di alcuni titoli di cui al D.lgs 27 gennaio 2010 n° 11 (decreto di recepimento della PSD), era già stata veicolata a mezzo stampa lo scorso venerdì 26 febbraio 2010.
Mi sto riferendo, in particolare, alle disposizioni attutaive relative alla disciplina degli Istituti di Pagamento (di cui al Titolo V-ter del nuovo T.U.B., ovvero quello modificato con il decreto legislativo di cui prima).

Sul sito della nostra banca centrale, il provvedimentio in oggetto, è stato reso disponibile già nella giornata del 25/02/2010, ma, per la correttezza con cui cerco sempre di comunicare ai miei lettori, ho ritenuto fosse giusto attendere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Ora ci siamo.
Il 1 marzo 2010 (data di entrata in vigore del succitato D.lgs di recepimento della direttiva sui servizi di pagamento), in Gazzetta Ufficiale – Serie generale n. 49 al Supplemento ordinario N° 40, sono state pubblicate le Disposizioni di vigilanza per gli istituti di pagamento (10A02312), che entrano pertanto in vigore a far data medesima di pubblicazione.

Alea iacta est !

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In questo articolo, ringraziando i molti lettori di CloseToPay che (anche per ragioni di studio), fruiscono efficacemente dei miei contenuti, rispondo ad alcune domande formulatemi da alcuni di loro, tra cui:
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Nuove iniziative di formazione a cura di Roberto Garavaglia: Planet Card 2009 (workshop + intervento in sessione plenaria convegno).

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… ovvero, cogliamo l’attimo fuggente di una giornata (o due) dedicata alle Carte di Pagamento.

Questo il pay-off dell’iniziativa dell’ABI, CARTE 2008, che, in collaborazione con il Consorzio Bancomat ed e-Commitee, si è tenuta a Roma il 27-28 Novembre u.s.

Come ogni anno, un pubblico attento di delegati ha seguito con interesse i contributi di autorevolissimi relatori, che, organizzati in un ricco palinsesto di keynote e tavole rotonde, hanno offerto non poche occasioni di arricchimento culturale.

Tra i temi che questa edizione ha inteso coprire, vi sono quelli “caldi”, cui il sottoscritto dedica da sempre il proprio impegno professionale: SEPA, PSD (Payment Services Directive), Payment Institutions, MIF (Multilateral Interchange Fee), Mobile Payment, nuove tecnologie e strategie di business concernenti il mercato dei Sistemi/Servizi di Pagamento Elettronico.

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Un altro post di taglio beginners , che mi permette di fare un po’ di chiarezza su alcune transazioni la cui ambiguità molto spesso ha originato dubbi interpretativi (rispondo con ciò agli amici che mi hanno chiesto lumi in materia …).

La presenza della “e-” davanti ad entrambe le funzioni citate nel titolo, porta a considerare che quanto verrà analizzato al seguito, mutua dai termini comunemente impiegati nel contesto tradizionale per le operazioni effettuate con il contante (cash), un’istanza che verrà sviluppata per descrivere analoghi processi in ambito e-Payment. Nel corso del testo che seguirà, evito di anteporre la “e-”, ricordando tuttavia al lettore questo incipit basilare.

L’ambito cui mi riferisco è quello:dei Sistemi di Account cui sottendono (o possono sottendere) strumenti di pagamento/incasso basati su Carte (virtuali e fisiche), Conti di Moneta Elettronica, Conti Correnti Bancari; degli Account Providers; degli Account Holders.
Sto parlando del mercato delle soluzioni impiegate per esercire in operativo servizi di
e-Commerce/e-Payment, m-Commerce/m-Payment, in tutte le possibili declinazioni relazionali: B2C, B2B, C2B, P2P.

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Con m-SEPA intendo riferire a quello scenario che, nell’Area Unica dei Pagamenti Europei, va delineandosi sempre più con maggiore nitidezza di intenti, obiettivi e strategie: il Mobile Payment.
E’ ormai noto come Comunità Europea ed EPC (European Payments Council, l’organo decisionale e di coordinamento per la creazione della SEPA), unitamente alla GSMA (GSM Association, l’associazione maggiormente rappresentativa di Mobile Operators e GSM Supplier&Manufacturer), abbiano voluto imprimere un’accelerazione nello sviluppo del mercato m-Payment, tracciando un percorso improntato alla cooperazione cross-industry (annuncio del 30 Giugno 2008).
L’intento che traspare sotto la dicitura “cross-industry”, sostanzia una volontà di “accordare” le differenti istanze di due soggetti, banche e TELCO, che insieme coopereranno per supportare la nascita di un ecosistema Europeo, in cui possa svilupparsi un business atteso pervasivo.

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Il 23 Luglio 2008 nel corso dell’Assemblea COGEBAN, è stata approvata la costituzione del Consorzio BANCOMAT, nuova forma giuridica con cui la (ex) Associazione COGEBAN, si appresta ad operare in un contesto SEPA, in linea con il recepimento della Direttiva Comunitaria 2007/64 (altrimenti nota come PSD – Payment Services Directive).Un’analisi delle possibili motivazioni che hanno indotto questo significativo cambiamento, conduce a considerare la nuova veste societaria, come il frutto (e non la conseguenza), dei fronti innovativi che il quadro normativo europeo, ha aperto (o sta aprendo) sul piano dei sistemi e dei servizi di pagamento elettronico.

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