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Posts Tagged ‘2000-46-EC’

Ci siamo ! eccola, la tanto attesa Nuova Direttiva sulla Moneta Elettronica.

Nel corso di oltre un anno, vi ho raccontato di questa importante nuova Direttiva Europea, analizzando (con largo anticipo, per chi mi ha seguito), molte delle novità che il quadro normativo comunitario in materia di IMEL e Moneta Elettronica, stava approntando.

Ora ci siamo: in data 10 Ottobre 2009 sull’Official Journal L 267/7 viene pubblicata la nuova Direttiva 2009/110/EC, riguardante l’avvio, l’esercizio e la vigilanza prudenziale dell’attività degli Istituti di Moneta
Elettronica.

La Direttiva, firmata a Strasburgo il 16 Settembre 2009 dai presidenti del Parlamento Europeo e del Consiglio, abroga la precedente 2000/46/EC ed introduce nuove regole (nel contempo abilitando nuove opportunità) per gli IMEL.

ENTRATA IN VIGORE  E TRASPOSIZIONE

La nuova Direttiva, entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione sull’Official Journal (quindi il 30 Ottobre 2009, giusto 48 ore prima dell’Entrata in vigore della PSD !) e gli Stati Membri, hanno tempo per recepire e trasporre la direttiva nei propri schemi domestici, entro il 30 Aprile 2011 (attenzione, è agli effetti di questa data, che la 2000/46/EC viene abrogata … ma torneremo sul regime transitorio degli – attuali – IMEL prossimamente !).

RIFERIMENTI

Vi riporto al seguito, tutti i riferimenti ai miei contributi sulla nuova EMD:

  • CloseToPay 5 Ottobre 2009
    “Mutatis mutandis, la nuova EMD e la trasposizione della PSD”
    Link all’articolo
  •  Bancamatica (Settembre 2009)
    “Istituti di Pagamento e nuovi Istituti di Moneta Elettronica”
    (Rubrica e-payment FOCUS a cura di R. Garavaglia)
    Opportunità e rischi per new comers, incumbents e banche.
  • CloseToPay 6 Settembre 2009
    “Nokia Money: what’s around the corner ?”
    Link all’articolo
  • CloseToPay 27 Luglio 2009
    “I tesisti e CloseToPay”
    Link all’articolo
  • CloseToPay 7 Giugno 2009
    “Regarding Facebook’s v-Currency”
    Link all’articolo
  • CloseToPay 1 Maggio 2009
    “Nuova EMD e-Money Directive: definizione di Moneta Elettronica”

    Link all’articolo
  • CloseToPay 7 Aprile 2009
    “Nuovi IMEL e Payment Institutions: convergenza o conversione ?”
    Link all’articolo
  • Bancamatica (Aprile 2009)
    “Gli IMEL che verranno …”
    (Rubrica e-payment FOCUS a cura di R. Garavaglia)
    La nuova definizione di Moneta Elettronica e l’impatto della PSD (Payment Services Directive) sul quadro normativo Europeo in materia di Istituti di Moneta Elettronica – IMEL (e-Money Directive)
  • Bancamatica (Novembre 2008)
    Micro-pagamenti: come vincere la War-on-Cash”
    Tecnologie, mercati e prospettive di sviluppo in ambito SEPA, a ridosso di un quadro normativo Europeo in continua evoluzione


Buona lettura e a presto, sempre su CloseToPay .

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A distanza di 5 mesi dall’articolo su ClosetoPay: Nuova EMD e-Money Directive: definizione di Moneta Elettronica , riprendo a parlare della nuova Direttiva comunitaria sulla Moneta Elettronica e di come la stessa – mutatis mutandis – potrebbe attenzionare (ed essere nel contempo attenzionata) dalla trasposizione della PSD – Payment Services Directive.

Nel post del 1 Maggio 2009, vi ho dato alcuni accenni alle novità introdotte dal testo comunitario che, alla data, era appena stato approvato dal Parlamento Europeo (24/04/2009). Da allora, il calendario della nuova proposal di direttiva, ha segnato alcuni importati momenti decisionali:

  • 16 Luglio 2009
    Proposta del testo approvato dal (vecchio) Parlamento Europeo al Consiglio EU;
  • 27 Luglio 2009
    Riunione Consiglio UE – Affari Generali e Relazioni Esterne

    • RATIFICA TESTO
  • 7 Settembre 2009
    Trasmissione informazioni pubbliche

Intuirete dunque che, nel momento in cui scrivo questo post (5/10/2009), la nuova direttiva comunitaria, è in attesa di essere pubblicata in G.U. dell’Unione Europea. A posteriori di tale pubblicazione, esattamente dopo 20 giorni, la medesima entrerà in vigore e, nel contempo (ossia da quella data), gli Stati Membri potranno avviare l’iter di trasposizione della stessa negli schemi domestici.

Una prima riflessione, porta subito a considerare come, il periodo di trasposizione della nuova EMD, si svilupperà parallelamente all’attuazione della Direttiva sui Servizi di Pagamento (PSD) trasposta entro il 1 Novembre 2009. Da ciò si spiega, il latinorum (riportato tal quale in più punti della nuova EMD), di cui il titolo di questo post è “affetto”: cambiato ciò che c’ è (o c’era) da cambiare !
Ma a chi (od a che cosa) si riferisce il cambiamento annunciato ?
Innanzitutto, è bene ricordare che, con l’introduzione della emananda Direttiva sulla Moneta Elettronica, sarà abolita la precedente 2000/46/EC, mentre l’influsso della 2007/64/EC (la PSD) permeerà (ma in realtà, sarebbe più corretto dire, ha già permeato), le disposizioni che dalla nuova direttiva comunitaria perverranno.

Esaurita la premessa d’obbligo, in quanto collocatasi in questo periodo di interregno, dove (per quanto attiene l’Italia), stiamo tuttora attendendo l’intervento sulla normativa primaria, che trasporrà il testo della 2007/64/EC, vediamo in sintesi quali sono i cambiamenti più rilevanti introdotti dalla nuova EMD, così come evinti dal testo comunitario in attesa di pubblicazione sull’Official Journal dell’U.E. .

IL RICHIAMO ALLA PSD

In moltissimi titoli della nuova EMD, appare evidente (in quanto esplicitamente istruito, persino nei considerando di prefazione), un’obbligata duplice lettura referenziale a molti articoli del Titolo II della PSD, ovvero quello degli Istituti di Pagamento.
Rimandandovi ad un altro mio articolo su CloseToPay, del 7 Aprile 2009,  “
Nuovi IMEL e Payment Institutions: convergenza o conversione ?“, ricordo in particolare come, con l’introduzione dell’Istituto di Pagamento, soggetto non bancario autorizzato ad esercire servizi di pagamento, si fosse venuta a creare una difformità nel quadro regolatorio, laddove la nuova figura di intermediario veniva abilitata ad operare nel rispetto di un regime prudenziale più leggero rispetto agli IMEL (gli attuali Istituti di Moneta Elettronica ex Art. 114-bis del T.U.B.) e  non obbligata all’esercizio esclusivo dell’attività di intermediazione medesima.

La PSD, attenziona dunque la nuova EMD, in particolare per ciò che concerne il regime di vigilanza prudenziale dei nuovi IMEL, laddove adattato ai rischi propri di tali istituti, in una prospettiva di armonizzazione con il regime applicabile agli Istituti di Pagamento.

COSA POTRA’ FARE (ANCHE) UN IMEL

Questo è, a mio avviso e senza ombra di dubbio, uno dei punti più importanti della nuova EMD.
Sotto un regime prudenziale più leggero (rispetto a quello attualmente obbligato dalla 2000/46/EC), i nuovi IMEL potranno anche esercire altre attività (quindi non solo emettere Moneta Elettronica).
Quali attività ?

  • I Servizi di  Pagamento erogabili da un Payment Institution (come da Allegato alla 2007/64/EC)
  • Altre attività commerciali, come per i Payment Institutions ibridi

Ne consegue che, anche un nuovo IMEL potrà fare bundling con altre attività (purchè non in conflitto con quelle primarie già svolte) e potrà altresì esercire i medesimi servizi di un Istituto di Pagamento, a valere sul Conto di Pagamento (ex Art. 4 della PSD).
Sottolineo che, in tal senso, l’IMEL potrà anche concedere un credito accessorio finalizzato all’esecuzione dell’Operazione di Pagamento sul Conto di Pagamento/Moneta Elettronica (permanendo sempre il divieto di riconoscere interessi attivi e di effettuare attività di raccolta).

ATTENZIONE. E’ importante sottolineare che, mentre un nuovo IMEL potrà fare il P.I., non sarà mai vero il contrario (l’Istituto di Pagamento, non potrà mai emettere Moneta Elettronica, attività questa, che sarà sempre e solo autorizzata, agli IMEL alle Banche ed alle Poste).

Tempo fa ironizzavo sul nuovo acronimo, che potrebbe definire i futuri Istituti di Moneta Elettronica abilitati ad operare anche come Istituti di Pagamento: la strada verso gli EMPI (Electronic Money Payment Institutions) ...

Sulla nuova definizione di Moneta Elettronica e sui principi di Emissione e Rimborsabilità della stessa, ho già ampiamente dato visibilità, nel suddetto precedente post Nuova EMD e-Money Directive: definizione di Moneta Elettronica, vengo ora al seguito a riassumere alcune tra le altre più rilevanti (a mio parere) novità, che verranno introdotte dalla nuova EMD.

ALTRE OPPORTUNITA’/VINCOLI PER GLI IMEL CHE VERRANNO

  • Conto di Pagamento e Conto di Moneta Elettronica
    Appare evidente che, nella sostanza, le due definizioni tenderanno a convergere nel proprio significato tecnologico, ove in presenza di IMEL ibridi che eserciscono anche (tutti, o solo alcuni) Payment Services dei Payment Institutions.
    Tuttavia, entrambe le definizioni, manterranno la propria differenza nell’accezione giuridica del termine (in tal senso, saranno considerate due fattispecie diverse, a seconda dei servizi – e dei rapporti negoziali e contrattualistici con gli utenti – che su di essi saranno regolati)
  • IMEL non più Ente Creditizio “speciale”
    La nuova Direttiva, emenda anche la 2006/48/EC (Accesso all’attività degli Enti Creditizi ed al suo esercizio), laddove defalca, dalla categoria degli Enti Creditizi (ancorché “speciali”) i nuovi IMEL, introducendo la possibilità di considerare il soggetto che emette Moneta Elettronica come Ente Finanziario.
    Questo punto, dovrà essere tenuto ben in considerazione, in particolare per quanto attiene l’Accesso ai Sistemi di Pagamento (di cui alla Direttiva 98/26/EC) permesso agli Enti Creditizi (rischio Art. 28 della PSD !).
  • Deroghe concesse
    Anche nella nuova EMD, saranno concesse deroghe (o meglio, Banca d’Italia potrà autorizzare di derogare alcuni obblighi delle nuova direttiva) in merito alle disposizioni prudenziali, il capitale iniziale, il capitale esercizio, gli obblighi di tutela, qualora venissero incontrate condizioni particolari, nel rispetto di alcune soglie riferibili alla Moneta Elettronica media in circolazione (ovvero emessa da un IMEL).
  • Computo dei fondi propri
    E’ importante osservare che, anche per il capitale di esercizio, saranno introdotte delle nuove regole (in analogia con quanto avviene per i Payment Institutions) correlate al c.d. Payment Business.
    Cito, ad esempio, per la sola attività di emissione di Moneta Elettronica (ovvero IMEL puro), i fondi propri non potranno essere inferiori al 2% della media del credito che l”Istituto vanta nei confronti degli detentori di Moneta Elettronica emessa.
  • Distribuzione e rimborso di Moneta Elettronica tramite canale/rete
    I nuovi IMEL potranno  accordarsi con terzi (canale o rete di distribuzione, comunque persone fisiche o giuridiche che agiscono in loro conto), per la distribuzione ed il rimborso della Moneta Elettronica.
    Rimane invece sempre proibita l’emissione di Moneta Elettronica tramite agenti.
  • Servizi di Pagamento che un IMEL può fornire tramite agenti
    Un nuovo IMEL, potrà ricorrere all’impiego di agenti, per esercire i soli Servizi di Pagamento (tra cui è esclusa l’emissione di Moneta Elettronica) tipici di un Istituto di Pagamento (IMEL ibridi), a condizione che vengano rispettati i dettami della PSD ex Art. 17.
  • Disposizioni transitorie
    Questo è, a mio avviso, uno degli aspetti da tenere “sotto la lente”, nel momento in cui la nuova EMD verrà pubblicata in G.U. dell’U.E. ed a trasposizione avvenuta. In linea di principio, ci si attende che, per gli IMEL che avessero già iniziato ad operare nel rispetto della 2000/46/EC (al netto delle deroghe ivi previste ? …), venga definito un regime transitorio di adeguamento o mantenimento.

LE FUTURE TRASPOSIZIONI

Come accennavo nell’incipit di questo articolo, i prossimi 12/18 mesi saranno molto probabilmente caratterizzati da un regime attuativo della PSD trasposta (a posteriori del 1 Novembre), che vedrà interventi sulla normativa secondaria, sullo sfondo di un’ulteriore e concorrente (nell’accezione temporale del termine !) importante trasposizione: quella della nuova EMD (… quindi, come dire ? mutatis mutandis … fate vobis !).

Ritornerò puntualmente su questi argomenti, a posteriori del primo Novembre (2/11 escluso, per ragioni scaramantiche !).

A presto, sempre su CloseToPay.

 
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Da tempo volevo scrivere questo post e mi scuso con i lettori interessati per non esser stato più solerte.

Nel corso di questi 18 mesi di attività, con i suoi 130-150 nuovi accessi in media giornaliera, CloseToPay è stato seguito da molti addetti ai lavori, da altrettanti semplici curiosi e da un considerevole numero di studenti universitari, che hanno scelto di argomentare la propria tesi, sui Sistemi di Pagamento Elettronico.

Il numero di richieste di approfondimento (proveniente un po’ da tutte e tre le succitate categorie), è costantemente aumentato, anche se, purtroppo, molte domande non sono state “partecipate” pubblicamente (basta solo aggiungere un commento ai post di maggiore interesse …); ciò in parte mi rammarica, poiché, convinto, da sempre,  dell’utilità di creare un tessuto di conoscenza e relazioni – le cui trame tessono la consistenza di un blog – in qualche caso ho dovuto declinare richieste “sospettosamente” troppo esclusive.

Ma veniamo al titolo.

Di giovani studiosi, che hanno deciso di orientare il proprio percorso formativo sul tema e-Payments/m-Payments, ne ho conosciuti parecchi; di alcuni di loro, laureandi in discipline diverse (dall’Ingegneria all’Economia), so che hanno attinto efficacemente ai miei articoli (anche non solo quelli pubblicati su CloseToPay), conseguendo brillanti risultati.

Ricordo Sergio M. (Poli TO), Claudio P. (Economia), Arturo M., Cristina M. … ed altri ancora.

Ciò che in particolare ha colpito la mia sensibilità, è il pragmatismo e la semplicità (non disgiunti da un sentimento di onesta modestia, che solo un tesista attento e impegnato, è in grado di palesare), con cui mi hanno formulato quesiti: perfettamente allineati con le istanze di business che vi sottendono (come dire: meglio di qualsiasi altro, presunto consumato, anziano ed autorevole “addetto ai lavori” …).
Perché, credetemi, in molti casi valgono più le domande che le risposte, laddove segno di un avamposto, che perimetra (presidiandola) una “intelligenza” fine e di buon auspicio per i posteri.

Ma veniamo alle ultime due richieste.

Cristina M. (tesista), mi chiede se:

<<

  1. il recepimento nel nostro ordinamento della direttiva 64/2007/CE (PSD), in concreto apre, per le catene della grande distribuzione (e/o per gli operatori telefonici) la possibilità di emettere direttamente (ossia senza appoggiarsi ad un istituto bancario o ad una società finanziaria) Carte di Credito;
  2. quali discriminanti, dal 1° Novembre, faranno di una società operante in un settore non finanziario un potenziale emittente di carte di credito.

>>

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MOBILE PAYMENT: la rivoluzione è nel cellulare ?

La domanda appare “topica” (qui intesa non già nell’accezione familiare di “gaffe”, bensì nella retorica classica, quale teoria della ricerca e dell’utilizzo di luoghi comuni per lo sviluppo di un discorso o di un ragionamento).

E in effetti, di “sviluppo” è d’obbligo parlare, quando ci si riferisce alla tematica m-Payment (nelle declinazioni Mobile Remote Payment e Mobile Proximity Payment), uno sviluppo, per l’Italia tuttora in fase embrionale, che la SoM, la Business School del Politecnico di Milano, ha monitorato tramite uno specifico Osservatorio, sia sul lato dell’offerta che della domanda.

I LAVORI DELL’OSSERVATORIO (2008-2009)

Il Rapporto 2009 (ai cui lavori ho offerto un mio personale contributo), presenta i risultati di una ricerca condotta nel corso del 2008, basata su oltre 40 studi di caso dei principali attori di questo mercato, sull’analisi di circa 62 servizi e una survey su 1.500 individui adulti, rappresentativi dell’utenza di telefonia mobile in Italia.

L’analisi di tali dati, ha permesso di delineare una cornice, nella quale emergono alcune rilevanti considerazioni (e constatazioni):

Fronte offerta

  • Scarseggiano in Italia le proposte di servizi Mobile Remote Payment, mentre sono pressoché assenti i servizi di Mobile Proximity Payment (eccezion fatta per alcune importanti sperimentazioni e progetti pilota).
  • Per quanto attiene Mobile Remote Payment, si evidenziano nella ricerca, due comparti decisamente attivi, che ben evidenziano come alcune caratteristiche, quali l’acquisto in mobilità e quello d’impulso, trovano nel canale mobile la propria abilitazione tecnologica:
    • trasporti (di persone);
    • entertainment.
  • Per ciò che concerne Mobile Proximity Payment, l’analisi condotta, porta ad osservare alcuni trials basati sull’impiego di soluzioni NFC, pur mettendo in evidenza un fattore inibitore/abilitante relativo alla diffusione (ad oggi tutt’altro che pervasiva) della tecnologia c-less sia presso i telefoni cellulari, sia a livello di terminali POS.

Nota personale:
a questo riguardo, mi corre l’obbligo di ricordare quanto più volte (in occasione dei diversi eventi cui ho l’opportunità di partecipare), ho avuto modo di affermare, non senza il vezzo provocatorio che gli amici (e non solo quelli) mi riconoscono:

“Che me ne faccio di un telefonino NFC se non trovo un Punto di Interazione nell’arco di 100 Km ?

Provocazione:
Q.: Se ogni POS fosse dotato di tecnologia NFC, potrei essere più soddisfatto ?
A.: e se ogni telefonino fosse un POS …?

Fronte domanda

  • Su un campione di 1.500 intervistati, rappresentativi di un potenziale di quasi 50.000.000 di utenti di telefonia mobile nel nostro Paese, solo poco meno del 1% hanno effettuato pagamenti in mobilità; ciò ha permesso anche di evidenziare, quale enorme potenziale di crescita caratterizza l’intero comparto
  • La survey ha consentito un’analisi di dettaglio de:
    • le motivazioni alla base del “non utilizzo”;
    • la “non sicurezza” percepita dall’utilizzatore;
    • le caratteristiche socio-demografiche dei potenziali consumatori;
    • i settori che potrebbero maggiormente trainare lo sviluppo del Mobile Payment.

Ma ritorniamo alla domanda iniziale: <<La rivoluzione è nel cellulare ?>>

Forse sarebbe più appropriato parlare di “evoluzione”, poiché appare evidente come, allo stato attuale, si possa

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Le numerose richieste di approfondimento che in questi giorni mi sono pervenute, mi hanno indotto ad avviare oggi una serie di articoli ad oggetto nuova direttiva comunitaria sulla Moneta Elettronica (Nuova EMD), che il 24 Aprile 2009 è stata (puntualmente e non senza qualche compromesso) approvata dal Parlamento Europeo.

Chi mi segue e mi legge, sa che (negli ultimi dodici mesi), è un tema che ho trattato a più riprese; dell’analisi sui preliminari che hanno condotto, nell’ambito dell’emendamento 37 datato 16/04/2009 negoziato con il Consiglio da un gruppo misto di europarlamentari (rappresentato dal relatore John Purvis), alla decisione votata dall’assemblea lo scorso Venerdì, ho avuto già modo di argomentare con alcuni post apparsi sul CloseToPay (“Nuovi IMEL e Payment Institutions: convergenza o conversione ?”, “(e-)Cash-in, (e-)Cash-out”, “Convegno Mobile & Wireless Payment”, “How much is mobile your payment ?”) e tramite alcuni articoli pubblicati su BancaMatica (“Micro-pagamenti: come vincere la War-on-Cash” – Nov./Dic. 2008, “Gli IMEL che verranno …” – Apr. 2009).

Stante l’attesa di alcune formalità – che porteranno alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (decorsi 20 giorni dalla data della quale, la direttiva entrerà in vigore) – ed i termini di recepimento da parte degli stati membri per l’attuazione dell’emananda direttiva comunitaria – entro 18 messi dall’entrata in vigore -, in questa sede mi limiterò a riassumere le principali novità introdotte (o “introducibili”) sia nella definizione di Moneta Elettronica, sia nei nuovi regimi prudenziali cui gli IMEL dovranno sottoporsi.

Cercherò parimenti di analizzare – in particolare per quanto attiene il confronto con i Payment Institutions – i suddetti elementi modificatori del quadro normativo, correlandoli (mutatis mutandis) con la PSD Payment Services Directive (mi riferisco ai lavori di trasposizione della Direttiva 2007/64/EC, tuttora in corso in Italia ed a quanto essi potranno essere attenzionati e attenzionare il recepimento della nuova EMD).

I macro-argomenti di cui parleremo in questa mini-serie di articoli su CloseToPay, come desumibili da un’attenta lettura dell’emananda disciplina, possono riassumersi in:

  • Nuova definizione di Moneta Elettronica
  • Emissione e rimborsabilità della Moneta Elettronica
  • Regime prudenziale IMEL
  • Capitale iniziale e fondi propri
  • IMEL ibridi
  • Servizi di Pagamento esercibili da un IMEL
  • Concessione crediti
  • Conto di Moneta Elettronica e Conto di Pagamento
  • Impatto sul quadro normativo, modifiche e abrogazione direttive attuate (2005/60/EC, 2006/48/EC; 2000/46/EC)
  • Ente creditizio o Ente Finanziario ?
  • Accesso ai Sistemi di Pagamento
  • Regime di esercizio succursali IMEL extra UE
  • Regime di deroghe

Tutti i post della serie, saranno autoreferenziati dal tag NuovaMonetaElettronica.

NUOVA DEFINIZIONE DI MONETA ELETTRONICA

Viene introdotta una maggiore neutralità tecnologica nella definizione di Moneta Elettronica, intesa come qualsiasi valore monetario immagazzinato elettronicamente o magneticamente, rappresentato da un credito nei confronti dell’emittente, emesso a fronte del ricevimento di fondi per effettuare Operazioni di Pagamento (ex Art. 4 punto 5) della PSD, v. anche “La PSD – Payment Services Directive. Seconda puntata : alcune definizioni di base”) ed accettato da persone fisiche o giuridiche diverse dall’emittente.

In tal senso, rispetto a quanto evinto nella precedente direttiva 2000/46/EC (e-Money directive), viene meno la

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