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Posts Tagged ‘e-Money’

In the very last weeks, some news (and rumors as well) relating to Apple’s vision on Mobile Payment, have been published around the web, apparently signaling that the Cupertino-based giant, faster and faster is closing to define a key strategy in that high challenging market .

Hereafter an excerpt of such news:

April 8, 2010 – APPLE TO BUILD MOBILE PAYMENTS BUSINESS AROUND ITUNES CREDITS?

April 23, 2010 – APPLE’S MOBILE-PAY VISION CUTS BANKS OUT OF THE PICTURE

May 3, 2010 – APPLE MAY BE EYEING VIVOTECH

May 4, 2010 – COMING SOON: MOBILE PAYMENTS ON THE APPLE IPHONE(TM)

 

Cloud (various blog, Linkedin discussion, tweet news, etc.), are venture a guess  and arguing  as well, futuristic  previsions.
Someone is thinking about  the technology driven next step of Apple (will be the iPhone really NFC equipped ?, will the mobile
hand-held device host the Secure Element, will the iPhone – or better the iPad- turn in a POS ?), some else imaging what they can do in the heavily regulated world of payments.

Everybody seems to be blocked in the only worldwide vision; by forgetting to focus on specific regions, very high is the risk to come to a possible misleading end.

In my post (this post), I’m trying to imagine the possible strategies, considering the regulatory point of view (constraints and opportunities), taking in account at least two separated scenario: 1st is regarding SEPA landscape (Euro Zone + EU + EEA + Switzerland), 2nd is regarding non-SEPA landscape.

IMHO, in the first scenario, I can see Apple really getting a Payment Institution license, according to 2007/64/EC – PSD, in one of the European state member (after an European subsidiary has been established, or after an European private company has been bought); then, thank to the passporting right, it can deal with its payment services proposition, through the whole SEPA market.

Otherwise, Apple can wait till the new EMD (2009/110/EC directive) transposition, get the license of new EMI (under a prudential regime very similar to Payment Institutions), start with issuing e-money (imagine: “iTunes currency” !)  and providing payment services.

Although both the above opportunities, can be endorsed by Apple, by the creation of a hybrid subject (Hybrid Payment Institution o Hybrid  EMI) and no NewCo should be needed, therefore they must make an alliance with a bank, where PI nor EMI, can hold deposits and cannot have the direct access (ex Art. 28 of PSD) to Payment Systems listed in the SFD – Settlement Finality Directive (but large “Apple PI” – or “Apple EMI”-  might also acquire small bank in the future …)

In the second scenario, I can see Apple becoming really a bank
(Calif. based? …), providing the full banking/payment services out of Europe. To enter the European market, they can follow the same way depicted in the above mentioned my 1st scenario.

Since the glass sphere is not owned by me, can such story arise?
As I told before, that’s my personal view; anybody share the same?

See you, on CloseToPay blog.

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MOBILE PAYMENT: la rivoluzione è nel cellulare ?

La domanda appare “topica” (qui intesa non già nell’accezione familiare di “gaffe”, bensì nella retorica classica, quale teoria della ricerca e dell’utilizzo di luoghi comuni per lo sviluppo di un discorso o di un ragionamento).

E in effetti, di “sviluppo” è d’obbligo parlare, quando ci si riferisce alla tematica m-Payment (nelle declinazioni Mobile Remote Payment e Mobile Proximity Payment), uno sviluppo, per l’Italia tuttora in fase embrionale, che la SoM, la Business School del Politecnico di Milano, ha monitorato tramite uno specifico Osservatorio, sia sul lato dell’offerta che della domanda.

I LAVORI DELL’OSSERVATORIO (2008-2009)

Il Rapporto 2009 (ai cui lavori ho offerto un mio personale contributo), presenta i risultati di una ricerca condotta nel corso del 2008, basata su oltre 40 studi di caso dei principali attori di questo mercato, sull’analisi di circa 62 servizi e una survey su 1.500 individui adulti, rappresentativi dell’utenza di telefonia mobile in Italia.

L’analisi di tali dati, ha permesso di delineare una cornice, nella quale emergono alcune rilevanti considerazioni (e constatazioni):

Fronte offerta

  • Scarseggiano in Italia le proposte di servizi Mobile Remote Payment, mentre sono pressoché assenti i servizi di Mobile Proximity Payment (eccezion fatta per alcune importanti sperimentazioni e progetti pilota).
  • Per quanto attiene Mobile Remote Payment, si evidenziano nella ricerca, due comparti decisamente attivi, che ben evidenziano come alcune caratteristiche, quali l’acquisto in mobilità e quello d’impulso, trovano nel canale mobile la propria abilitazione tecnologica:
    • trasporti (di persone);
    • entertainment.
  • Per ciò che concerne Mobile Proximity Payment, l’analisi condotta, porta ad osservare alcuni trials basati sull’impiego di soluzioni NFC, pur mettendo in evidenza un fattore inibitore/abilitante relativo alla diffusione (ad oggi tutt’altro che pervasiva) della tecnologia c-less sia presso i telefoni cellulari, sia a livello di terminali POS.

Nota personale:
a questo riguardo, mi corre l’obbligo di ricordare quanto più volte (in occasione dei diversi eventi cui ho l’opportunità di partecipare), ho avuto modo di affermare, non senza il vezzo provocatorio che gli amici (e non solo quelli) mi riconoscono:

“Che me ne faccio di un telefonino NFC se non trovo un Punto di Interazione nell’arco di 100 Km ?

Provocazione:
Q.: Se ogni POS fosse dotato di tecnologia NFC, potrei essere più soddisfatto ?
A.: e se ogni telefonino fosse un POS …?

Fronte domanda

  • Su un campione di 1.500 intervistati, rappresentativi di un potenziale di quasi 50.000.000 di utenti di telefonia mobile nel nostro Paese, solo poco meno del 1% hanno effettuato pagamenti in mobilità; ciò ha permesso anche di evidenziare, quale enorme potenziale di crescita caratterizza l’intero comparto
  • La survey ha consentito un’analisi di dettaglio de:
    • le motivazioni alla base del “non utilizzo”;
    • la “non sicurezza” percepita dall’utilizzatore;
    • le caratteristiche socio-demografiche dei potenziali consumatori;
    • i settori che potrebbero maggiormente trainare lo sviluppo del Mobile Payment.

Ma ritorniamo alla domanda iniziale: <<La rivoluzione è nel cellulare ?>>

Forse sarebbe più appropriato parlare di “evoluzione”, poiché appare evidente come, allo stato attuale, si possa

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A poco più di due mesi dall’annuncio più “vigoroso” (ma non primo), ovvero quello con cui Gareth Davis (Platform Program Manager di Facebook) significava ad una platea (quella del GamesBaet 2009) nativamente “incline” a recepire certi messaggi, l’intento del social network di emettere moneta elettronica in Virtual Currency, Facebook sembra voler procedere concretamente. 

Facebook begins testing virtual payments system

Vi propongo i miei commenti ed alcune riflessioni.

  • Il fatto che, con la v-Currency di Facebook (i c.d. Gift Credits) sia possibile acquistare un servizio, quello di GroupCard, la cui utilità possa apparire (in special modo a noi Italiani) “effimera”, non deve distogliere l’attenzione sulla reale rilevanza che un siffatto esperimento porta con se:  GroupCard non è un servizio
    DIFacebook, ma una Facebook Apps.
  • E’ la prima volta dunque che, con Gift Credits si possono acquistare prodotti/servizi “VEICOLATI” tramite Facebook e non solo necessariamente “EROGATI” da Facebook.
  • L’osservazione di cui al punto precedente, non avvalora l’ipotesi di aprire il Cash-Out ai Gift Credits di Facebook (per la definizione di “Cash-Out” e “Cash-In”, vedere (e-)Cash-in, (e-)Cash-out), attualmente infatti, la v-Currency di Facebook può essere usata solo per acquistare prodotti/servizi veicolati all’interno del social network stesso e non può pertanto essere spesa (neppure sottoforma di Cash-In su una carta prepagata “aperta”), in circuiti che non siano legati contrattualmente a Facebook.
  • L’intento che traspare nelle ultime righe dell’articolo (<< The currency could also break out of Facebook, being used for micropayments on a range of Web sites such as magazines and newspapers >>), va preso con le pinze.
    In Europa, con l’attuale normativa, la frase suddetta può essere vera solo se si aggiunge qualche parola in più: << The currency could also break out of Facebook, being used for micropayments on a range of Web sites such as magazines and newspapers, who came already in a previous business relationship with Facebook itself>>.
  • L’articolo non fa menzione della possibilità (necessità per il regime normativo Europeo) di suddividere la quotaparte di Gift Credits “guadagnati” da quelli “acquistati” (ovvero comprati tramite Carta di Credito o altri strumenti di pagamento tradizionali), in vista di un possibile Cash-Out aperto … ma questo, è uno dei temi “caldi” (ancorché non evidentissimi) trattato anche dall’emanda nuova direttiva comunitaria sulla Moneta Elettronica.

Una sola ed ultima osservazione: il fatto che un social network voglia “battere Moneta Virtuale”, è un concetto che, i lettori di CloseToPay sanno, mi vede allineato da tempo (il concept “PAGAMENTI 2.0“, ne ha preluso l’opportunità, in più di un’istanza); ma che dire di Facebook ?
Poco più di un anno fa, mi permettevo di osservare come, superata l’iniziale ondata emotiva con cui tutti – novelli surfisti – cavalcavano entusiasti, l’opportunità di ritrovare vecchi amici o compagni di scuola, persi ormai nelle stanze della propria memoria (e chissà perché, proprio lì si erano perduti …), altri social network più “cross emotional addictive”, quali ad esempio Twitter, avrebbero potuto acquisire maggiori quote di utilizzo (la competizione sul prime time, per usare un linguaggio televisivo, è dura anche per i social network !).

Oggi, non ha caso, cito Twitter, e non già per gli innumerevoli recenti e reiterati rumors legati a possibili acquisizioni, o per i brillanti risultati ottenuti (anche questi confermati, smentiti e riconfermati quasi quotidianamente), ma per ricordare (o segnalare) le numerose iniziative di Sistemi di Pagamento che, nel corso dell’ultimo anno e mezzo, su Twitter hanno posto le basi, ancorché prospettiche, di uno sviluppo (forse) più significativo (penso all’uso mobile di Twitter, decisamente più leggero).

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Le numerose richieste di approfondimento che in questi giorni mi sono pervenute, mi hanno indotto ad avviare oggi una serie di articoli ad oggetto nuova direttiva comunitaria sulla Moneta Elettronica (Nuova EMD), che il 24 Aprile 2009 è stata (puntualmente e non senza qualche compromesso) approvata dal Parlamento Europeo.

Chi mi segue e mi legge, sa che (negli ultimi dodici mesi), è un tema che ho trattato a più riprese; dell’analisi sui preliminari che hanno condotto, nell’ambito dell’emendamento 37 datato 16/04/2009 negoziato con il Consiglio da un gruppo misto di europarlamentari (rappresentato dal relatore John Purvis), alla decisione votata dall’assemblea lo scorso Venerdì, ho avuto già modo di argomentare con alcuni post apparsi sul CloseToPay (“Nuovi IMEL e Payment Institutions: convergenza o conversione ?”, “(e-)Cash-in, (e-)Cash-out”, “Convegno Mobile & Wireless Payment”, “How much is mobile your payment ?”) e tramite alcuni articoli pubblicati su BancaMatica (“Micro-pagamenti: come vincere la War-on-Cash” – Nov./Dic. 2008, “Gli IMEL che verranno …” – Apr. 2009).

Stante l’attesa di alcune formalità – che porteranno alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (decorsi 20 giorni dalla data della quale, la direttiva entrerà in vigore) – ed i termini di recepimento da parte degli stati membri per l’attuazione dell’emananda direttiva comunitaria – entro 18 messi dall’entrata in vigore -, in questa sede mi limiterò a riassumere le principali novità introdotte (o “introducibili”) sia nella definizione di Moneta Elettronica, sia nei nuovi regimi prudenziali cui gli IMEL dovranno sottoporsi.

Cercherò parimenti di analizzare – in particolare per quanto attiene il confronto con i Payment Institutions – i suddetti elementi modificatori del quadro normativo, correlandoli (mutatis mutandis) con la PSD Payment Services Directive (mi riferisco ai lavori di trasposizione della Direttiva 2007/64/EC, tuttora in corso in Italia ed a quanto essi potranno essere attenzionati e attenzionare il recepimento della nuova EMD).

I macro-argomenti di cui parleremo in questa mini-serie di articoli su CloseToPay, come desumibili da un’attenta lettura dell’emananda disciplina, possono riassumersi in:

  • Nuova definizione di Moneta Elettronica
  • Emissione e rimborsabilità della Moneta Elettronica
  • Regime prudenziale IMEL
  • Capitale iniziale e fondi propri
  • IMEL ibridi
  • Servizi di Pagamento esercibili da un IMEL
  • Concessione crediti
  • Conto di Moneta Elettronica e Conto di Pagamento
  • Impatto sul quadro normativo, modifiche e abrogazione direttive attuate (2005/60/EC, 2006/48/EC; 2000/46/EC)
  • Ente creditizio o Ente Finanziario ?
  • Accesso ai Sistemi di Pagamento
  • Regime di esercizio succursali IMEL extra UE
  • Regime di deroghe

Tutti i post della serie, saranno autoreferenziati dal tag NuovaMonetaElettronica.

NUOVA DEFINIZIONE DI MONETA ELETTRONICA

Viene introdotta una maggiore neutralità tecnologica nella definizione di Moneta Elettronica, intesa come qualsiasi valore monetario immagazzinato elettronicamente o magneticamente, rappresentato da un credito nei confronti dell’emittente, emesso a fronte del ricevimento di fondi per effettuare Operazioni di Pagamento (ex Art. 4 punto 5) della PSD, v. anche “La PSD – Payment Services Directive. Seconda puntata : alcune definizioni di base”) ed accettato da persone fisiche o giuridiche diverse dall’emittente.

In tal senso, rispetto a quanto evinto nella precedente direttiva 2000/46/EC (e-Money directive), viene meno la

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Il quadro normativo afferente la Moneta Elettronica e gli Istituti autorizzati all’emissione della stessa (IMEL), sta vivendo (o subendo …) una seconda giovinezza.

Il processo di riesame della Direttiva comunitaria 2000/46, avviatosi presso la Commissione Europea all’inizio del 2005, ha previsto un calendario di attività con il coinvolgimento dei maggiori player di mercato, che può essere così sintetizzato:

  • Studio di valutazione finalizzato al riesame -> Inizio 2005
  • Consultazione pubblica -> Luglio 2005
  • Pubblicazione documento di lavoro sul riesame -> Luglio 2006 [Doc. N° SEC(2006) 1049 del 19.7.2006]
  • Analisi del riesame ad opera dei Gruppi di Esperti PSGEG (Payment Systems Government Group, oggi sostituito dal PC Payments Committee) e PSMG (Payment System Market Group, oggi in corso di trasformazione
    verso il PSMEG Payment Systems Market Expert Group)
    -> Dicembre 2007 – Giugno 2008
  • Proposta di nuova direttiva sulla
    Moneta Elettronica [2008/0190 (COD)]
    -> 9 Ottobre 2008

Da una prima lettura del calendario, appare subito evidente come la proposta/stesura/ratificazione della Direttiva sui Servizi di Pagamento (PSD), abbia potuto “incidevolmente” (permettetemi il neologismo) condizionare lo svolgimento

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POST UPDATE ON 22/3/2013

Nuovo appuntamento formativo con Roberto Garavaglia:

  • Milano – 14 maggio 2013
    Mobile Wallet & Mobile POS
    (IIR – Istituto Internazionale di Ricerca)

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Un altro post di taglio beginners , che mi permette di fare un po’ di chiarezza su alcune transazioni la cui ambiguità molto spesso ha originato dubbi interpretativi (rispondo con ciò agli amici che mi hanno
chiesto lumi in materia …).

La presenza della “e-” davanti ad entrambe le funzioni citate nel titolo, porta a considerare che quanto verrà analizzato al seguito, mutua dai termini comunemente impiegati nel contesto tradizionale per le operazioni effettuate con il contante (cash), un’istanza che verrà sviluppata per descrivere analoghi processi in ambito e-Payment. Nel corso del testo che seguirà, evito di anteporre la “e-“, ricordando tuttavia al lettore questo incipit basilare.

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