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Posts Tagged ‘Issuer’

Da tempo volevo scrivere questo post e mi scuso con i lettori interessati per non esser stato più solerte.

Nel corso di questi 18 mesi di attività, con i suoi 130-150 nuovi accessi in media giornaliera, CloseToPay è stato seguito da molti addetti ai lavori, da altrettanti semplici curiosi e da un considerevole numero di studenti universitari, che hanno scelto di argomentare la propria tesi, sui Sistemi di Pagamento Elettronico.

Il numero di richieste di approfondimento (proveniente un po’ da tutte e tre le succitate categorie), è costantemente aumentato, anche se, purtroppo, molte domande non sono state “partecipate” pubblicamente (basta solo aggiungere un commento ai post di maggiore interesse …); ciò in parte mi rammarica, poiché, convinto, da sempre,  dell’utilità di creare un tessuto di conoscenza e relazioni – le cui trame tessono la consistenza di un blog – in qualche caso ho dovuto declinare richieste “sospettosamente” troppo esclusive.

Ma veniamo al titolo.

Di giovani studiosi, che hanno deciso di orientare il proprio percorso formativo sul tema e-Payments/m-Payments, ne ho conosciuti parecchi; di alcuni di loro, laureandi in discipline diverse (dall’Ingegneria all’Economia), so che hanno attinto efficacemente ai miei articoli (anche non solo quelli pubblicati su CloseToPay), conseguendo brillanti risultati.

Ricordo Sergio M. (Poli TO), Claudio P. (Economia), Arturo M., Cristina M. … ed altri ancora.

Ciò che in particolare ha colpito la mia sensibilità, è il pragmatismo e la semplicità (non disgiunti da un sentimento di onesta modestia, che solo un tesista attento e impegnato, è in grado di palesare), con cui mi hanno formulato quesiti: perfettamente allineati con le istanze di business che vi sottendono (come dire: meglio di qualsiasi altro, presunto consumato, anziano ed autorevole “addetto ai lavori” …).
Perché, credetemi, in molti casi valgono più le domande che le risposte, laddove segno di un avamposto, che perimetra (presidiandola) una “intelligenza” fine e di buon auspicio per i posteri.

Ma veniamo alle ultime due richieste.

Cristina M. (tesista), mi chiede se:

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  1. il recepimento nel nostro ordinamento della direttiva 64/2007/CE (PSD), in concreto apre, per le catene della grande distribuzione (e/o per gli operatori telefonici) la possibilità di emettere direttamente (ossia senza appoggiarsi ad un istituto bancario o ad una società finanziaria) Carte di Credito;
  2. quali discriminanti, dal 1° Novembre, faranno di una società operante in un settore non finanziario un potenziale emittente di carte di credito.

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… ovvero, cogliamo l’attimo fuggente di una giornata (o due) dedicata alle Carte di Pagamento. 

Questo il pay-off dell’iniziativa dell’ABI, CARTE 2008, che, in collaborazione con il Consorzio Bancomat ed e-Commitee, si è tenuta a Roma il 27-28 Novembre u.s. 

Come ogni anno, un pubblico attento di delegati ha seguito con interesse i contributi di autorevolissimi relatori, che, organizzati in un ricco palinsesto di keynote e tavole rotonde, hanno offerto non poche occasioni di arricchimento culturale. 

Tra i temi che questa edizione ha inteso coprire, vi sono quelli “caldi”, cui il sottoscritto dedica da sempre il proprio impegno professionale: SEPA, PSD (Payment Services Directive), Payment Institutions, MIF (Multilateral Interchange Fee), Mobile Payment, nuove tecnologie e strategie di business concernenti il mercato dei Sistemi/Servizi di Pagamento Elettronico. 

Questo anno tuttavia, il clima in cui la manifestazione si è data, non ha potuto esimersi dal risentire di un complesso di “fattori esogeni” (chiamiamoli così …, anche se in parte sono pure molto “endogeni” …) tra i quali possiamo ascrivere: il momento di crisi economica congiunturale (a valenza mondiale), la situazione transeunte afferente il quadro normativo Europeo, che nella PSD (una Direttiva “bifronte”, come spesso dico), indirizza obblighi di conformità, suggerendo al tempo stesso (per chi sa coglierle) notevoli opportunità di business. 

In un contesto siffatto, che pure nulla ha tolto alla efficacia degli interventi e che semmai, anzi, ha proposto una cornice critica in cui potersi sviluppare un confronto oggettivo, ho avuto anche io la possibilità di cogliere diversi elementi, ascoltando (in alcuni casi obbligatoriamente “ubiquo” …) le diverse relazioni presentate. 

Ciò che vi propongo in questo articolo, è una mia personale sintesi a commento dei momenti

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Nei giorni 11, 12, 13 Novembre 2008, si è tenuto a Milano il

Mastercourse  e-Payment ed il Workshop Mobile Payment, organizzati da IIR Istituto Internazionale di Ricerca.

A tutti coloro che vi hanno partecipato, voglio esprimere il mio ringraziamento e l’auspicio che quanto ho cercato di condividere (con la passione e la perseveranza di sempre), sia stato utile e profittevole, e che quanto appreso possa essere per ognuno, non già l’approdo finale di un percorso formativo, bensì il punto di partenza per un’ulteriore crescita professionale.

Vi sono grato se vorrete esprimere i vostri commenti e suggestioni.

Per qualsiasi ulteriore necessità di approfondimento, l’invito è quello di frequentare  www.closetopay.com: sarò lieto di poter rispondere (nell’economia di un blog) alle domande che mi verranno formulate.

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Un altro post di taglio beginners , che mi permette di fare un po’ di chiarezza su alcune transazioni la cui ambiguità molto spesso ha originato dubbi interpretativi (rispondo con ciò agli amici che mi hanno
chiesto lumi in materia …).

La presenza della “e-” davanti ad entrambe le funzioni citate nel titolo, porta a considerare che quanto verrà analizzato al seguito, mutua dai termini comunemente impiegati nel contesto tradizionale per le operazioni effettuate con il contante (cash), un’istanza che verrà sviluppata per descrivere analoghi processi in ambito e-Payment. Nel corso del testo che seguirà, evito di anteporre la “e-“, ricordando tuttavia al lettore questo incipit basilare.

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Sono davvero lieto di constatere come CloseToPay stia diventando (ogni giorno sempre di più) quell’aggregatore di osservazioni, riflessioni e commenti, che sostanzia le architetture partecipative della conoscenza, su cui ho basato la mia scommessa web-editoriale quando ho progettato ed avviato il blog (abbiamo superato da poco il traguardo dei 6 mesi con circa 7.000 accessi complessivi …). 

Con vero piacere, sottopongo all’attenzione del lettore

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Per aiutare coloro che si sono sempre posti il quesito dicotomico, di quale è la differenza tra “un 106” e “un 107“, scrivo questo post (di taglio beginners), nell’attesa di scendere in un maggior dettaglio, laddove mi venisse richiesto.

Sto parlando innanzitutto del D.Lgs. 1 settembre 1993, n. 385., altrimenti noto come Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia (o T.U.B.), e di alcuni articoli in esso compresi, che definiscono la fattispecie di certuni Intermediari Bancari e Intermediari Finanziari.

Nel linguaggio comune, l’uso che richiama la citazione di uno (o più) degli articoli di cui parleremo in questo articolo, significa nella sostanza una sineddoche linguistica [la parte per il tutto, il particolare per
l’insieme – ndr
] , sovente adottata per riferire uno specifico soggetto bancario o finanziario.

Inizio quindi col chiarire che, in realtà il quesito non è dicotomico, esistendo infatti più di due soggetti
“ex Art. XX” del T.U.B.; il 106 e il 107 sono probabilmente i più citati, nella sfera dei Sistemi di Pagamento Elettronico, ma non sono i soli.

L’attività di intermediazione bancaria e finanziaria, presuppone l’iscrizione del soggetto che la esercisce, in appositi albi tenuti dalla Banca d’Italia e in alcuni elenchi.

Analizziamo quindi il T.U.B. usando come filtro la presenza di un albo e la necessità che vi conviene di iscrizione al medesimo, da parte della Banca Centrale, per l’esercizio di una delle suddette attività.

Il riferimento più sopra fatto al termine “elenchi”, impone da subito una preliminare precisazione: con riferimento al TITOLO V del T.U.B., relativo ai Soggetti operanti nel settore finanziario, il c.d. Elenco Generale (ex Art. 106), viene (o veniva, come meglio preciseremo al seguito) gestito dall’U.I.C. Ufficio Italiano Cambi.
Tale Ufficio, che, oltre alla tenuta del succitato Elenco Generale, gestiva anche gli albi dei Mediatori Creditizi, degli Agenti in attività Finanziaria e degli Operatori Professionali in Oro, è stato soppresso dal 1 Gennaio 2008 (cfr D. Lgs. 21/11/2007 n.231), succedendo la Banca d’Italia nell’esercizio delle funzioni che vi erano assegnate.

Gli Articoli che ho estratto dal T.U.B., sono da intendersi il risultato di una disamina “filtrata” con i criteri di appartenenza ad un albo (o un elenco), cui il generico soggetto, esercitante l’attività di intermediazione bancaria e finanziaria, viene iscritto.

 

ART. 13 – ALBO DELLE BANCHE

Ci si riferisce al TITOLO II del T.U.B. dedicato alle Banche ed alle attività bancarie.

Attività bancaria: raccolta di risparmio tra il pubblico e l’esercizio del credito, operati in regime d’impresa (attività riservata alle banche, che possono altresì esercire ogni altra attività, secondo la disciplina propria di ciascuna).

ex Art. 13, la Banca d’Italia iscrive nell’ albo delle Banche, le banche autorizzate in Italia e le succursali delle banche comunitarie stabilite nel territorio della Repubblica.

ART. 64 – ALBO DEI GRUPPI BANCARI

Ci si riferisce al TITOLO III – VIGILANZA del T.U.B. / Sez. I – Gruppo Bancario

Gruppo bancario: composto dalla banca italiana capogruppo e dalle società bancarie, finanziarie e strumentali da questa controllate (anche in regime misto qualora abbia rilevanza la componente bancaria).

Un Gruppo Bancario, per poter esercitare la propria attività deve essere iscritto ex Art. 64 all’Albo dei Gruppi Bancari tenuto dalla Banca d’Italia.

 
ART. 106 – ELENCO GENERALE DELLE SOCIETA’ FINANZIARIE

Ci si riferisce al TITOLO V – Soggetti OPERANTI NEL SETTORE FINANZIARIO

Le società finanziarie iscritte nell’Elenco Generale ex Art. 106, eserciscono nei confronti del pubblico le attività di assunzione di partecipazioni, di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma, di prestazione di servizi di pagamento e di intermediazione in cambi.

A fronte della soppressione dell U.I.C. come accennato più sopra, tale Elenco Generale viene gestito dalla Banca d’Italia.

Gli intermediari finanziari ex Art. 106, possono svolgere esclusivamente attività finanziarie, fatte salve le riserve di attività previste dalla legge.

 
ART. 107 – ELENCO SPECIALE DELLE SOCIETA’ FINANZIARIE

Ci si riferisce al TITOLO V – Soggetti OPERANTI NEL SETTORE FINANZIARIO

Nell’Elenco Speciale ex Art. 107 (tenuto dalla Banca d’Italia), sono iscritti quei soggetti che eserciscono un’attività finanziaria (anche in questo caso nei confronti del pubblico) alla pari di quella definita
ex Art. 106, cui si aggiunge la prestazione di servizi di incasso, pagamento e trasferimento di fondi anche mediante emissione e gestione di carte di credito.

Gli intermediari finanziari che devono essere iscritti nell’Elenco Speciale ex Art. 107, vengono individuati sulla base dell’applicabilità di certuni criteri oggettivi (determinati dal M.E.F. in accordo con Banca d’Italia e CONSOB) riferibili all’attività svolta, alla dimensione e al rapporto tra indebitamento e patrimonio.
Nel caso specifico di emettitori di Carte di Credito, si noti anche il rapporto connesso alla sicurezza sistemica che afferisce l’esercizio operativo dell’attività medesima.

ART. 113 – SOGGETTI NON OPERANTI NEI CONFRONTI DEL PUBBLICO

Ci si riferisce al TITOLO V – Soggetti OPERANTI NEL SETTORE FINANZIARIO

Vengono iscritti in un’apposita sezione ex Art. 113 dell’Elenco Generale, quei soggetti che eserciscono un’attività finanziaria ex Art. 106 non nei confronti del pubblico.

ART 114bis – ELENCO SPECIALE DEGLI IMEL (Istituti per l’Emissione di Moneta elettronica)

Ci si riferisce al TITOLO Vbis – ISTITUTI DI MONETA ELETTRONICA
(modifiche al T.U.B. apportate sulla base della Legge 1° marzo 2002, n. 39, e successiva attuazione con delibera CICR 4 Marzo 2003).

Istituto di Moneta Elettronica: un soggetto preposto e autorizzato (dalla Banca D’Italia) alla prestazione di servizi finanziari e non finanziari strettamente correlati, quali la gestione di moneta elettronica attraverso lo svolgimento di funzioni operative o altre funzioni accessorie connesse con l’emissione di moneta elettronica.

La Banca d’Italia iscrive in un apposito albo gli IMEL italiani e le succursali in Italia di quelli con sede legale in uno Stato comunitario o extracomunitario.

 
A presto, sempre su CloseToPay.

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Nel primo articolo pubblicato in CloseToPay sulla PSD, ho dato una panoramica dell’impianto normativo su cui si articola la Direttiva.

Veniamo in questa seconda parte a spiegare le principali definizioni (ex Art. 4) adottate dalla PSD, che, come vedremo, ben poco si distanziano dai concetti basi che descrivono le più semplici operazioni bancarie.

Ancorché sia difficile organizzare una tassonomia della PSD, quanto cercherò di illustrare in questo articolo sono le definizioni (anti-tassonomicamente) elencate nella normativa, ponendole in relazione non gerarchica bensì funzionale.

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