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Il 25 Giugno 2008, si tenuto a Milano il convegno Mobile & Wireless Payment, a cura della School of Management del Politecnico di Milano e in collaborazione con CommStrategy.

L’evento, all’interno del Wireless4Business Forum, ha visto un’affollatissima platea di delegati, che ha dimostrato (qualora ve ne fosse stata la
necessità …  )
un concreto e significativo interesse per gli argomenti e la tematica trattata dal Politecnico di Milano, la cui Business School ha dedicato un specifico Osservatorio: Mobile Finance & Payment.

Devo personalmente affermare che, un’attenzione così alta e preziosa rivolta ad una materia per la quale (gli amici lo ricorderanno ), mi sono “speso” negli ultimi dieci anni, non può lasciarmi insensibile.
Ancora una volta, osservo come il mondo dei Sistemi di Pagamento Elettronico, eserciti un fascino discreto che, declinato lungo le direttrici del New Business, incontra nel Mobile Payment una risposta all’altezza delle aspettative: di mercato, degli operatori e dei consumatori.

L’Ing. Filippo Renga (responsabile dell’Osservatorio), nella presentazione dei dati della ricerca condotta dal Politecnico,

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Il 19 Giugno 2008, si è tenuto a Roma il Convegno Cards 2008 organizzato da Bancamatica.

Come ogni anno, l’evento vuole essere occasione d’incontro e momento di riflessione tra utenti professionali e operatori del mondo delle carte e dei pagamenti.
La conferenza, organizzata in una sessione plenaria al mattino e due sessioni market driven pomeridiane, ha visto la presenza di relatori ed ospiti autorevoli che si sono confrontati, portando anche le proprie testimonianze dirette, su temi particolarmente “caldi” quali:

  • SEPA: cambiamenti organizzativi e di processo, nuovo approccio alla problematica della sicurezza;
  • Scenari e strategie su un percorso di multicanalità, soluzioni nella GDO e self-service;
  • Nuovi orizzonti: tecnologie contactless e NFC

Nella mia vece di chairman coinvolto in una delle due sessioni parallele (quella incentrata sulle strategie ed i nuovi scenari in un contesto multi-channel), ho avuto la grande opportunità (per cui ringrazio Valerio Salvi, caporedattore Bancamatica) di moderare una serie di interventi ad altissima caratura, che desidero commentare in questo articolo, aprendo come sempre al confronto di chi mi segue su questo blog.

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Prima di rispondere alla domanda, che da più parti suona ormai imperativa, credo sia opportuno porsi un altro quesito, preliminare e propedeutico per una maggiore chiarezza ed una migliore comprensione del tema: << What mobile are you speaking about ? >>

In questo articolo, provo a delineare un perimetro di conoscenza,

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Il 10 Giugno 2008, si è tenuto a Milano il Convegno New Payment Channel organizzato da Business International all’indomani della pubblicazione della relazione annuale di Banca d’Italia.

Nella mia duplice funzione di moderatore e relatore, sono onorato di aver contribuito ad alimentare un dibattito, e di essere (credo) riuscito a porre l’attenzione, su alcune delle dinamiche che condizioneranno l’evoluzione dei Servizi di Pagamento nei prossimi anni.

Se da un lato, la crescente domanda di valore nuovo obbliga  (o perlomeno suggerisce …) un cambio di paradigma per i fornitori “istituzionali” (ovvero i gatekeepers), dall’altro, un piano regolatorio particolarmente coraggioso, detta le norme per un’attesa apertura verso newcomers che qualificheranno l’arena competitiva.

<< The whether conditions are improving >> per citare Giorgio Ferrero che, nel suo intervento, a mio avviso ha riassunto in una sintesi perfetta, questa fase che io chiamo di “stasi dinamica” (e l’ossimoro qui si eleva, dall’accezione purista di figura retorica del linguaggio, ad un significato che traduce comunicazione).

L’ho già detto in tempi non sospetti, e lo riaffermo ora, consapevole di andare contro un sentiment comune (che proprio oggi, 11 Giugno 2008, ha pervaso significativamente l’opinione pubblica): le iniziative comunitarie (e non mi riferisco solo alla PSD …ma penso ad esempio a quei segnali d’incontro tra EPC e GSMA, sul piano delle strategie comuni e cross-industry), vanno colte recependo al meglio (ossia in modo profittevole) quella European awareness destinata a condizionare sempre più le nostre scelte e le nostre proposizioni, di noi azienda, di noi consumatore, di noi mercato: la prospettiva Europea, ha una profondità temporale che ci rende molto più “prossimi” di quanto si pensi …

Partecipate CloseToPay, se volete, delle vostre impressioni al riguardo.

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Come molti sanno, il 31 Maggio 2008 Banca d’Italia ha pubblicato la consueta relazione annuale (a valere per il 2007) consultabile dal proprio sito web istituzionale.
In questo articolo, voglio condividere alcune impressioni su taluni argomenti che afferiscono il Sistema dei Pagamenti (sviluppati nel Cap. 18Il Sistema dei Pagamenti della succitata Relazione), che mi sembrano
particolarmente significative per i contenuti di questo blog e per i lettori del medesimo.

SEPA e PSD

In merito alla  PSD, la direttiva comunitaria sui Sistemi di Pagamento (2007/64/EC) che esige di essere recepita entro il 1° novembre 2009 dagli Stati membri dell’Unione Europea, uno studio promosso dalla Commissione ha stimato un beneficio della SEPA per l’economia Europea dell’ordine di 20 miliardi annui per i prossimi sei anni.
All’uopo, Banca Centrale Europea, Commissione Europea unitamente a comunità bancarie ed associazioni di imprese, ravvisano utile l’opportunità di valutare l’introduzione di una dead line nel rispetto della quale gli schemi domestici (ossia quelli adottati attualmente dalle singole nazioni) debbano essere sostituiti con schemi SEPA compliant.

Nel pieno rispetto di SEPA, la PSD mira ad assicurare che i pagamenti elettronici trans-frontalieri (in ambito EU) possano diventare sicuri, efficienti e di facile adozione come quelli di ciascun circuito domestico.
Al fine, vengono definite le linee guida per la definizione di un ecosistema Europeo all’interno del quale possano realizzarsi:

  • Aumento della competitività tra Payment Service Providers;
  • Diminuzione del Costo per consumatore ed aumento della scelta;
  • Itroduzione di un nuovo soggetto (il Payment Institution) abilitato a offrire in tutti i paesi comunitari un’offerta composita di servizi di pagamento unitamente allo svolgimento di altre attività commerciali.

GLI STRUMENTI PREPAGATI AD APPANNAGGIO DELLA WAR-ON-CASH

Le potenzialità di sviluppo di alcuni prodotti innovativi come quelli ascrivibili alla categoria degli strumenti prepagati, ove posti in relazione all’opportunità di sostituire l’uso del contante per le transazioni al dettaglio di piccolo importo, nonché la maggiore pervasività dei sistemi e-Payments in senso lato, possono significativamente contribuire ad una riduzione globale dei costi operativi in carico agli Istituti Bancari, producendo di fatto un’ottimizzazione dei costi anche a valle della filiera (commissioni utente finale).


L’IMPORTANZA DELLA TECNOLOGIA A PREVENZIONE DELLE FRODI

L’adozione e la diffusione degli strumenti di cui al punto precedente, deve tuttavia essere incentivata anche da un’azione fortemente contrastante l’occorrenza delle frodi.
Ciò dovrà essere reso possibile grazie all’adozione da parte delle banche, di dispositivi e meccanismi di sicurezza tecnologicamente evoluti.

A fronte di una sempre più diffusa adozione dei dispositivi dotati di microprocessore (terminali e carte EMV compliant e Progetto Microcircuito compliant), le frodi con carte di debito su POS e ATM si sono in particolare ridotte.

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Vi segnalo il convegno organizzato dall’Osservatorio Mobile Finance & Payment, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano.

L’Osservatorio, cui sono onorato di offrire un mio modesto (ancorché spero significativo) contributo, finalizza il proprio operato allo studio critico dei fenomeni in atto in questo ambito, con l’intento ultimo di

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Digital Media Italia, il cui payoff recita “Un’iniziativa per interrogarci sul ruolo dell’Italia e per programmare il nostro futuro“, è a mio avviso una tra le più autorevoli ed importanti iniziative che abbia conosciuto in questi ultimi anni.

Dmin.it è un gruppo interdisciplinare, aperto, senza scopo di lucro, che si propone di definire aree di interventi che consentano all’Italia di acquisire un ruolo primario nello sfruttamento del fenomeno globale Digital Media. 
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