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Posts Tagged ‘MoneticaValoreAggiunto’

A poco più di due mesi dall’annuncio più “vigoroso” (ma non primo), ovvero quello con cui Gareth Davis (Platform Program Manager di Facebook) significava ad una platea (quella del GamesBaet 2009) nativamente “incline” a recepire certi messaggi, l’intento del social network di emettere moneta elettronica in Virtual Currency, Facebook sembra voler procedere concretamente. 

Facebook begins testing virtual payments system

Vi propongo i miei commenti ed alcune riflessioni.

  • Il fatto che, con la v-Currency di Facebook (i c.d. Gift Credits) sia possibile acquistare un servizio, quello di GroupCard, la cui utilità possa apparire (in special modo a noi Italiani) “effimera”, non deve distogliere l’attenzione sulla reale rilevanza che un siffatto esperimento porta con se:  GroupCard non è un servizio
    DIFacebook, ma una Facebook Apps.
  • E’ la prima volta dunque che, con Gift Credits si possono acquistare prodotti/servizi “VEICOLATI” tramite Facebook e non solo necessariamente “EROGATI” da Facebook.
  • L’osservazione di cui al punto precedente, non avvalora l’ipotesi di aprire il Cash-Out ai Gift Credits di Facebook (per la definizione di “Cash-Out” e “Cash-In”, vedere (e-)Cash-in, (e-)Cash-out), attualmente infatti, la v-Currency di Facebook può essere usata solo per acquistare prodotti/servizi veicolati all’interno del social network stesso e non può pertanto essere spesa (neppure sottoforma di Cash-In su una carta prepagata “aperta”), in circuiti che non siano legati contrattualmente a Facebook.
  • L’intento che traspare nelle ultime righe dell’articolo (<< The currency could also break out of Facebook, being used for micropayments on a range of Web sites such as magazines and newspapers >>), va preso con le pinze.
    In Europa, con l’attuale normativa, la frase suddetta può essere vera solo se si aggiunge qualche parola in più: << The currency could also break out of Facebook, being used for micropayments on a range of Web sites such as magazines and newspapers, who came already in a previous business relationship with Facebook itself>>.
  • L’articolo non fa menzione della possibilità (necessità per il regime normativo Europeo) di suddividere la quotaparte di Gift Credits “guadagnati” da quelli “acquistati” (ovvero comprati tramite Carta di Credito o altri strumenti di pagamento tradizionali), in vista di un possibile Cash-Out aperto … ma questo, è uno dei temi “caldi” (ancorché non evidentissimi) trattato anche dall’emanda nuova direttiva comunitaria sulla Moneta Elettronica.

Una sola ed ultima osservazione: il fatto che un social network voglia “battere Moneta Virtuale”, è un concetto che, i lettori di CloseToPay sanno, mi vede allineato da tempo (il concept “PAGAMENTI 2.0“, ne ha preluso l’opportunità, in più di un’istanza); ma che dire di Facebook ?
Poco più di un anno fa, mi permettevo di osservare come, superata l’iniziale ondata emotiva con cui tutti – novelli surfisti – cavalcavano entusiasti, l’opportunità di ritrovare vecchi amici o compagni di scuola, persi ormai nelle stanze della propria memoria (e chissà perché, proprio lì si erano perduti …), altri social network più “cross emotional addictive”, quali ad esempio Twitter, avrebbero potuto acquisire maggiori quote di utilizzo (la competizione sul prime time, per usare un linguaggio televisivo, è dura anche per i social network !).

Oggi, non ha caso, cito Twitter, e non già per gli innumerevoli recenti e reiterati rumors legati a possibili acquisizioni, o per i brillanti risultati ottenuti (anche questi confermati, smentiti e riconfermati quasi quotidianamente), ma per ricordare (o segnalare) le numerose iniziative di Sistemi di Pagamento che, nel corso dell’ultimo anno e mezzo, su Twitter hanno posto le basi, ancorché prospettiche, di uno sviluppo (forse) più significativo (penso all’uso mobile di Twitter, decisamente più leggero).

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Nei giorni 11, 12, 13 Novembre 2008, si è tenuto a Milano il

Mastercourse  e-Payment ed il Workshop Mobile Payment, organizzati da IIR Istituto Internazionale di Ricerca.

A tutti coloro che vi hanno partecipato, voglio esprimere il mio ringraziamento e l’auspicio che quanto ho cercato di condividere (con la passione e la perseveranza di sempre), sia stato utile e profittevole, e che quanto appreso possa essere per ognuno, non già l’approdo finale di un percorso formativo, bensì il punto di partenza per un’ulteriore crescita professionale.

Vi sono grato se vorrete esprimere i vostri commenti e suggestioni.

Per qualsiasi ulteriore necessità di approfondimento, l’invito è quello di frequentare  www.closetopay.com: sarò lieto di poter rispondere (nell’economia di un blog) alle domande che mi verranno formulate.

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Lo so, la notizia ha già un paio di settimane (qui il link alla notizia del Corriere della Sera ) , credo tuttavia che (ironia del destino) possa essere in questi giorni veicolata, a dispetto di qualsivoglia polemica (o a beneficio dei tecnologi …).

Personalmente non prendo alcuna posizione, ne a favore ne contro; la notizia in sé non è neanche poi così sconvolgente, se si pensa (al netto di un mio eventuale deficit di memoria) che anche in Cina, la pratica di fare la spesa e consolidare il processo di acquisto con un sistema di pagamento elettronico basato sulla rilevazione delle impronte digitali, è operativa da tempo.

Ritengo interessante osservare invece che, la società incaricata di gestire le technicalities del progetto Tip2Pay (per conto di “Albert Heijn”, la catena di supermercati Olandesi che ha avviato il pilota per una durata prevista di 6 mesi), è Equens, uno dei maggiori Payment Processor a livello Europeo, che nel Settembre dello scorso anno ha annunciato un accordo di collaborazione con l’italiana Seceti (ai tempi controllata dal Gruppo ICBPI, oggi fusasi per incorporazione nella holding), cha ha dato, fra i primi frutti “concreti” , l’8 Aprile 2008 il primo scambio transazionale SEPA compliant basato sul framework per l’interoperabilità definito in ambito EACHA, tra Seceti ed Iberpay.

Certo, l’accordo succitato (ed i primi risultati), è finalizzato a gestire la compensazione dei pagamenti in ambito SEPA (parliamo di Credit Transfer, e, in prospettiva, di Direct Debit), e quindi in alcun modo lambisce altri ambiti quali quelli indirizzati dai pagamenti al dettaglio con carte; in ogni caso, chissà se la lunga mano degli Olandesi (ma qui forse sarebbe meglio dire “il lungo dito”) potrà un giorno accarezzare anche qualche nostra GDO ?

Nel frattempo, per dovere di cronaca, riporto anche il link fonte Equens dell’annuncio Tip2Pay.

Feel free to put in touch …sorry, to “tip” in touch !

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No, non è un annuncio di qualche faceto intermediario immobiliare appassionato di origami.

La Carta è (come sempre in CloseToPay) una Carta di Pagamento, anche se, in questo caso, è d’obbligo porre l’accento sulla tecnologia: parliamo di Carte a Microprocessore.
Gli spazi ? Zone di memoria e/o capacità di processing.

Sto parlando della possibilità (e del mercato che da essa trae spunto) di ospitare su una Carta a Microprocessore, più applicazioni concorrenti (nell’accezione informatica del termine !), ovvero di
(altro…)

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Come promesso, ho pubblicato la pagina Pagamenti 2.0.

Buona lettura e … partecipazione.

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