Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Nuova-EMD’

E’ nel dì del solstizio d’estate 2012 (il giorno più lungo dell’anno …), che Banca d’Italia ha emanato due provvedimenti molto attesi dai numerosi ed attenti “fruitori” di CloseToPay. Un momento topico che rappresenta un primo “giro di boa”, nel percorso di analisi della direttiva comunitaria 2009/110 (“nuova EMD”, o “EMD2” oppure anche “IMEL2”) e del business relativo alla prestazione di servizi di pagamento ed emissione di moneta elettronica, iniziato da chi scrive nel lontano novembre 2008 e proseguito negli ultimi quattro anni, con i molti articoli dedicati su questo blog e le importanti testimonianze pubbliche, che hanno visto il sottoscritto a più riprese coinvolto.

Il 20 giugno 2012 è stato emanato il provvedimento recante “Disposizioni di vigilanza per gli istituti di pagamento e gli istituti di moneta elettronica”, unitamente al testo dispositivo integrante il provvedimento 29 luglio 2009 in materia di “Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari. Correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti”. Entrambi gli atti danno rispettivamente attuazione a quanto disposto dal titolo V-bis e dal titolo VI del TUB, come modificati Dal d.lgs. 16 aprile 2012, n. 45 (recepimento nuova EMD).

I testi provveduti, su cui vi è stata consultazione pubblica nei mesi di aprile e maggio 2011, entreranno in vigore nel giorno di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e saranno destinati ad impattare significativamente, lo spazio competitivo dell’offerta relativa ai servizi di pagamento e all’emissione di moneta elettronica; ciò è, ovviamente, da intendersi in molti sensi: quello cui personalmente sono più incline a riferirmi, vede nell’ampliamento del level playing field, un’opportunità da sfruttare in chiave di business, sia per il players tradizionali che per i nuovi entranti.

CHE COSA È SUCCESSO …

In questo breve post, desidero rimarcare quelle che, a mio avviso, sono le aree di maggiore interesse (ovvero quelle su cui dovrebbe esserci maggiore “sensibilità”), toccate da entrambi i provvedimenti in parola (la lista che segue nella figura sottostante è rigorosamente ordinata in ordine alfabetico):

Questa figura è pubblicata insieme all’articolo “Nuove disposizioni di vigilanza per Istituti di Pagamento e IMEL” – R. Garavaglia - CloseToPay blog – 25 giugno 2012

Questa figura è pubblicata insieme all’articolo “Nuove disposizioni di vigilanza per Istituti di Pagamento e IMEL” – R. Garavaglia – CloseToPay blog – 25 giugno 2012

Nel grafico più sotto, ho attribuito quelli che sono i differenti pesi (proporzionali alle diverse aree dei cerchi), che, l’intervento dei due nuovi provvedimenti, reca per ciascuna delle suddette aree, in relazione al tipo di intermediario: BANCHE (nella sola prestazione di servizi di pagamento ed emissione di moneta elettronica), ISTITUTI DI PAGAMENTO, IMEL (siano essi “ibridi” – ossia che possono prestare anche servizi di pagamento o altre attività imprenditoriali – siano essi “puri”), ISTITUTI COMUNITARI (ovvero intermediari di pagamento – IP o IMEL – autorizzati in paesi comunitari diversi dal nostro, che eserciscono le proprie attività anche in Italia).

Questa figura è pubblicata insieme all’articolo “Nuove disposizioni di vigilanza per Istituti di Pagamento e IMEL” – R. Garavaglia - CloseToPay blog – 25 giugno 2012

Questa figura è pubblicata insieme all’articolo “Nuove disposizioni di vigilanza per Istituti di Pagamento e IMEL” – R. Garavaglia – CloseToPay blog – 25 giugno 2012

… E COSA POTRÀ ACCADERE ANCORA

Sul piano normativo a livello comunitario, i prossimi mesi 24-36 mesi potranno vedere un nuovo ed ulteriore susseguirsi di evoluzioni (o “convoluzioni”? …).

La PSD è una direttiva che sarà posta a revisione entro la fine del 2012; in particolare osservo un paio di argomenti che potrebbero risultare determinanti, per lo sviluppo di prodotti e servizi dedicati ai micropagamenti: entro il
1° novembre 2012, la Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e alla BCE, una relazione sull’applicazione e l’impatto della PSD, anche per quanto riguarda:

  1. l’applicazione dell’articolo 34 – Deroghe agli obblighi informativi e contrattualidell’articolo 53 – Deroghe ai diritti ed obblighi in relazione alla prestazione ed all’uso di servizi di pagamento;
  2. l’eventuale necessità di rivedere l’ambito di applicazione della PSD in riferimento agli strumenti di pagamento di basso valore e alla moneta elettronica.

In un più ampio processo di armonizzazione, PSD e EMD2 potrebbero “convolare a giuste nozze” (per molti almeno questo è un auspicio), creando i presupposti per un nuovo testo legislativo comunitario, che contempli (razionalizzandola) l’intera offerta degli strumenti di pagamento al dettaglio, lasciando al mercato il compito di svilupparsi verso quei driver tecnologici e di usabilità, che connoteranno una reale innovazione.

In ambito EU, la Commissione Europea e i gruppi di lavoro degli “esperti in materia” (PSMEG – Payment Systems Market Expert Group e PC – Payments Committee) sono all’opera e, già nei prossimi mesi, dovremmo avere qualche primo risultato, che ci permetterà di comprendere (o intuire) il posizionamento dei regulators, nei confronti di uno scenario (pur sempre mutevole) quale quello più sopra accennato.

Se la costruzione del futuro dei pagamenti elettronici, è, per molti aspetti, ancora in fieri, credo non sia trascurabile ricordare come la collaborazione fra tutti gli attori delle diverse industry sia fondamentale (essendo peraltro, quella dei pagamenti, un’economia di rete!). Nell’ambito  del consolidamento della SEPA, il quadro regolatorio su cui mi sono voluto soffermare ancora una volta, pone (nella propria visione complessiva e coordinata) le necessarie “condizioni a contorno” per delineare uno spazio all’interno del quale vengono garantite pari condizioni di accesso ed esercizio (il c.d. level playing field, che richiamavo all’inizio di questo articolo). In tal senso, le dinamiche di sviluppo che potranno esercitarsi sulle effettive catene del valore,  saranno di tipo “coopetitivo”, e tutti gli intermediari abilitati dovranno essere in grado di controllarle e gestirle, efficacemente ed in modo efficiente.

Annunci

Read Full Post »

Il 28 aprile 2012, in Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 99 al Supplemento ordinario N° 86, è pubblicato il D.lgs di recepimento della 2009/110/EC – nuova Direttiva sulla Moneta Elettronica (altrimenti nota come “nuova EMD” o “IMEL2”).

E’ un giorno molto importante per me che scrivo (ma anche per chi legge, penso non sia da meno) … e non vi nascondo un velo di emozione; negli ultimi quattro anni (dal primo articolo su BancaMatica di novembre 2008 e per tutti quelli pubblicati su CloseToPay), sono sempre stato un attento ed appassionato “cronista della nuova EMD”, una direttiva comunitaria che oggi – finalmente anche in Italia – è stata recepita.

Per chi mi ha seguito in questo lungo trascorso di contributi, consigli e commenti, la rilevanza del testo che il 28 aprile 2012 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, è già ampiamente nota, sia per quanto attiene l’innovazione nei servizi di pagamento (che è nelle regole, ancor prima che tecnologica), sia in ragione di quel naturale complemento alla PSD, cui la nuova direttiva in oggetto, inevitabilmente riferisce.

Ciò che desidero proporvi con questo breve post, è una rapida sintesi a corollario di quanto disposto dal decreto legislativo, che (come è noto) modifica il T.U.B. (Testo Unico Bancario), rappresentando normativa primaria, nell’attesa delle evoluzioni sulla normativa di rango secondario (Disposizioni di vigilanza per gli Istituti di Pagamento e gli Istituti di Moneta Elettronica), la cui responsabilità è in capo alla Banca d’Italia.

IL PERCORSO NORMATIVO

L’iter che il nuovo testo legislativo ha percorso, dalla propria pubblicazione in Gazzetta Ufficiale Europea sino all’emanazione del D.lgs 45/2012, è stato particolarmente complesso; qui sotto, vi riporto le principali milestone.

  • Il 10 Ottobre 2009 sull’Official Journal L 267/7 viene pubblicata la nuova Direttiva 2009/110/EC, riguardante l’avvio, l’esercizio e la vigilanza prudenziale dell’attività degli Istituti di Moneta Elettronica.
    La Direttiva, firmata a Strasburgo il 16 Settembre 2009 dai presidenti del Parlamento Europeo e del Consiglio, abroga la precedente 2000/46/EC ed introduce nuove regole (nel contempo abilitando nuove opportunità) per gli IMEL.

    • entrata in vigore -> novembre 2009
    • termine recepimento per gli stati membri -> entro il 30 aprile 2011
  • Il 29 aprile 2011 viene posto dal MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze) in consultazione pubblica, il seguente documento: Schema recante recepimento della direttiva 2009/110/CE
    • termine ultimo per la consultazione -> 13 maggio 2011
  • Il 29 aprile 2011 viene posto dalla Banca d’Italia in consultazione pubblica, il seguente documento: Schema relativo alle nuove disposizioni di vigilanza per gli Istituti di Moneta Elettronica e gli Istituti di Pagamento
    • termine ultimo per la consultazione -> 20 maggio 2011
  • Il 30 novembre 2011, il Senato approva definitivamente la Legge Comunitaria 2010 (Legge 217/2011), con cui è conferita delega al Governo, per l’emanazione della disciplina attuativa di varie direttive comunitarie, tra le quali figura la nuova EMD. All’esecutivo è assegnato un termine di tre mesi per adottare uno o più decreti legislativi, mediante i quali attuare il testo comunitario in parola
    • termine ultimo per l’emanazione del Decreto Legislativo che recepisce la nuova EMD -> 17 aprile 2012
  • il 2 gennaio 2012la legge 15 dicembre 2011, n. 217 “Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee – Legge comunitaria 2010” viene pubblicata in G.U. Serie Generale n. 1
    • testo in vigore dal -> 17 gennaio 2012
  • il 20 gennaio 2012, il Consiglio dei Ministri n.11 approva in via preliminare lo schema di Decreto Legislativo che recepisce la nuova EMD
  • il 31 gennaio 2012, viene trasmesso il testo del suddetto schema di D.lgs alla Presidenza del Senato, al fine dell’espressione del parere da parte delle competenti Commissioni parlamentari
  • il 6 aprile 2012, il Consiglio dei Ministri n.22 approva il Decreto Legislativo di attuazione della nuova EMD
  • il 16 aprile 2012, il Presidente della Repubblica emana il D.lgs 45/2012 – Attuazione della direttiva 2009/110/CE, concernente l’avvio, l’esercizio e la vigilanza prudenziale dell’attività degli istituti di moneta elettronica, che modifica le direttive 2005/60/CE e 2006/48/CE e che abroga la direttiva 2000/46/CE
  • il 28 aprile 2012, il D.lgs 45/2012 viene pubblicato in Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 99 al Supplemento ordinario N° 86
    • Entrata in vigore -> 13 maggio 2012

LE PRINCIPALI NOVITÀ DELLA NUOVA EMD

Nella figura sottostante, riassumo quelle che – a mio avviso – rappresentano la novità più salienti della nuova direttiva:

Questa figura è pubblicata insieme all’articolo “Pubblicato in G.U. il Decreto Legislativo 16 aprile 2012, n. 45 – Recepimento nuova Direttiva sulla Moneta Elettronica (nuova EMD)” –  R. Garavaglia - CloseToPay blog – 2 maggio 2012

Questa figura è pubblicata insieme all’articolo “Pubblicato in G.U. il Decreto Legislativo 16 aprile 2012, n. 45 – Recepimento nuova Direttiva sulla Moneta Elettronica (nuova EMD)” – R. Garavaglia – CloseToPay blog – 2 maggio 2012

L’analisi di dettaglio del nuovo testo legislativo, appare non semplice; tuttavia, i lettori di CloseToPay hanno avuto l’opportunità di riflettere anzitempo, su molti dei cambiamenti introdotti con la nuova EMD, grazie ad una serie di articoli dedicati (raggruppati al seguente link: http://bit.ly/IzrMxH), comparsi su questo blog.

Altro spazio vorrò dedicare in futuro, poiché diverse sono le novità che impatteranno il mercato dei servizi di pagamento ed il ruolo dei prestatori di servizi di pagamento.

Stay tuned!

Read Full Post »

Prosegue la mini-serie su CloseToPay dedicata ai micropagamenti.

Sono trascorsi più di sei mesi dalla precedente puntata (datata 16/4/2011), e se, nel frattempo, qualcosa si è mosso … molto altro ancora dovrà accadere.

In questo quarto appuntamento vorrò quindi cogliere l’occasione per “fissare lo stato dell’arte” e, dove possibile, fornire alcuni elementi pratici di valutazione, molto attuali nel particolare frangente in cui il nostro paese si ritrova (sto pensando al tema del costo per transazioni di pagamento di basso importo, effettuate – o effettuabili? – con specifici strumenti di micropagamento).

Nei precedenti articoli, ho trattato in dettaglio il regime di deroghe previsto dalla normativa primaria, segnatamente all’Art.4 (Deroga per gli strumenti di pagamento di basso valore e moneta elettronica) nel Titolo II del D.lgs 11/2010 (Decreto di recepimento della PSD). Tale Titolo II, come è noto ai più, è stato recentemente attuato da un Provvedimento di Banca d’Italia del 5 luglio 2011, in vigore dall’1 ottobre 2011.

Il Provvedimento emanato dalla nostra banca centrale, ha ritenuto di precisare che, per gli strumenti “[…] che impongono un limite di importo alla singola spesa di 30 euro o che hanno un importo spendibile non superiore ai 150 euro (strumenti usa e getta) o che non possono in nessun momento essere avvalorati per un importo superiore ai 150 euro (strumenti ricaricabili) […]”, vale quel complesso di deroghe, oggetto di attenzione nei succitati miei precedenti articoli, convenibili nell’ambito del contratto quadro fra utente (PSU) e prestatore di servizi di pagamento (PSP).

Null’altro aggiunge, però, sul tema dei micropagamenti in moneta elettronica e delle operazioni di micropagamento a livello nazionale, argomenti per i quali la normativa primaria (v. il suddetto Art.4 del Decreto di recepimento) prevede che la Banca d’Italia, in attuazione delle misure adottate dalla Commissione europea, possa disporre l’applicazione di limiti di importo diversi da quelli più sopra ricordati.

Ciò è spiegabile (almeno per quanto attiene il riferimento alla moneta elettronica), considerando che in Italia, alla data di emanazione del Provvedimento in parola, non era stata recepita la direttiva 2009/110/EC (altrimenti nota come “nuova EMD” o “IMEL2”). Al riguardo vale osservare come, neppure alla data in cui scrivo questo post – 30/11/2011 – il recepimento della medesima si sia ancora perfezionato.

Nell’attesa di questo ulteriore ed importante passaggio, che, nel tessuto circostanziale di questo post, rileva in particolare per i micropagamenti effettuabili con strumenti prepagati ed eventualmente anche in anonimo (entro i limiti concessi), come è possibile sfruttare le deroghe previste dall’attuale normativa?
A questa domanda, formulatami durante un recente evento formativo sul Mobile Payment, nel quale ho avuto l’opportunità ed il piacere di intervenire con un mio contributo (“Mobile Payment & NFC: what about business?”), ho risposto in una video-intervista alla quale vi rimando.

Se la possibile riduzione del costo industriale di una transazione di micropagamento, può tradursi in un’opportunità di business per il PSP e/o di risparmio per il PSU, è altrettanto importante ricordare come la validità del regime derogatorio previsto, sia direttamente riferibile allo strumento di pagamento impiegato (strumento dedicato) e non alla generica operazione. I servizi di pagamento, sono però “strumentali” all’esecuzione di operazioni di pagamento, queste ultime rappresentate come generici trasferimenti di fondi disposti su iniziativa del pagatore o del beneficiario … e la definizione di “strumento di pagamento”, rinvenuta all’Art.1 – comma 1 – lettera s del D.lgs 11/2010, è la seguente: “ qualsiasi dispositivo personalizzato e/o insieme di procedure concordate tra l’utilizzatore e il prestatore di servizi di pagamento e di cui l’utilizzatore di servizi di pagamento si avvale per impartire un ordine di pagamento” (si osservi la neutralità tecnologica di cui può dirsi permeata, tale definizione).

Concludo infine rammentando che, a livello comunitario, per ciò che concerne la PSD (2007/64/EC), entro il 1° novembre 2012, la Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e alla BCE, una relazione sull’applicazione e l’impatto della direttiva, anche (ma non solo) per quanto riguarda l’applicazione degli articoli 34 e 53 e l’eventuale necessità di rivedere l’ambito di applicazione della PSD, in riferimento agli strumenti di pagamento di basso valore e alla moneta elettronica (l’Art.34 e l’Art. 53, sono quelli che legiferano, rispettivamente, in materia di “Deroghe agli obblighi di informazione per gli strumenti di pagamento di basso valore e la moneta elettronica” e “Deroga per gli strumenti di pagamento di basso valore e moneta elettronica”).

Come dire? … la strada dei micropagamenti è ancora lunga … e l’auspicio è che non la si percorra a micro-passi!

Alla prossima puntata, sempre su CloseToPay.

INDICE DELLE PUNTATE PRECEDENTI

1. Obblighi a carico dell’utilizzatore e del prestatore di Servizi di Pagamento
Macroattenzione ai micropagamenti – Prima puntata (17 gennaio 2011)

2. Inversione dell’onere della prova
Macroattenzione ai micropagamenti – Seconda puntata (31 gennaio 2011)

3. Irrevocabilità e rifiuto di un ordine di pagamento; certezza dei tempi di esecuzione
Macroattenzione ai micropagamenti – Terza puntata (16 aprile 2011)

Read Full Post »

Con l’occasione del convegno “Mobile Payment: tra aspettative e realtà” promosso dall’Osservatorio NFC & Mobile Payment della School of Management del Politecnico di Milano, tenutosi a Milano lo scorso 9 febbraio 2011, voglio proporvi una sintesi del mio pensiero sul tema in parola: lo sviluppo del Mobile Payment in Europa.

Tra la previsione di un’aspettativa convincente e l’interpretazione di una realtà in mutamento, la ricerca di un equilibrio dinamico fra diversi players della filiera e la ridefinizione di un sistema di offerta adeguato alle potenzialità in fieri, deve attendersi necessario.

Se da un lato appare necessaria la creazione di un ecosistema, nel quale cooperino attori non bancari ed intermediari di pagamento abilitati, non può parimenti essere disconosciuta, la necessità di efficientare i processi di gestione dei pagamenti, ridisegnando i servizi in risposta ai nuovi paradigmi di ubiquità e contemporaneità, richiesti con l’adozione del canale mobile.

In relazione al secondo punto, ho già avuto modo in passato di esprimermi (v. “Pagamenti 2.0. Solo questione di tecnologia, o cambiano anche i servizi?” – Bancamatica, Gennaio 2009), allorquando asserii che la tecnologia non è nulla se non intesa come “abilitante” nuovi modelli di servizio, assumendo con ciò – anche – che la multicanalità (qui intesa più propriamente come la capacità di essere “channel independent”), deve presumere l’esistenza (o il perfezionamento) di un tecnologia retrostante, che sia ragionevolmente flessibile e rapidamente integrabile in un contesto multi-servizio.

Sì, poiché di un insieme poliedrico di servizi offerti a quello che chiamai (illo tempore) “Payment Services Consumer”, dobbiamo parlare: una pluralità di funzioni a corollario, dove il pagamento non è che una istanza (probabilmente neppure quella più attecchente, ove isolata e fine a se stessa …).

Per quanto attiene il primo punto, (altro…)

Read Full Post »

Prosegue la mini-serie su CloseToPay dedicata ai micropagamenti.

In questa seconda puntata mi soffermerò su un punto specifico, che ha rappresentato una delle novità più rilevanti della PSD (per l’impatto sui prestatori di Servizi di Pagamento): l’inversione dell’onere della prova.

Come è noto, la direttiva su Servizi di Pagamento introduce tale disposizione (recepita dal D.lgs N°11/2010, espressamente negli Artt. 10 e 11), che sposta sul prestatore l’obbligo di dimostrare, laddove l’utilizzatore neghi di aver autorizzato un’operazione di pagamento già eseguita o ne sostenga la non correttezza, l’autenticità della stessa (ovvero corretta registrazione/contabilizzazione ed assenza di problemi tecnici), precisando che il semplice utilizzo di uno strumento di pagamento, non è di per sé esaustivo a dimostrare che l’operazione sia stata autorizzata dall’utilizzatore stesso (né che questi abbia adempiuto in dolo o in maniera negligente).

I principi di “tutela sostanziale” introdotti a beneficio dell’utilizzatore di un servizio di pagamento dalla PSD, implicano inoltre che il prestatore rimborsi immediatamente l’utilizzatore, ove lo stesso comunichi nei tempi e con le modalità previste dal contratto quadro, l’avvenuta circostanza della mancata autorizzazione o incorretta esecuzione dell’operazione di pagamento, non precludendo tuttavia la possibilità al prestatore, di dimostrare il contrario anche successivamente (ed ottenendo quindi la restituzione del rimborso).

Responsabilità End-to-End e ed onere della prova contraria, fanno emergere parimenti la necessità, che gli intermediari di pagamento (sia quelli bancari sia gli Istituti di Pagamento o gli IMEL) si dotino di procedure STP (Straight Through Processing), o, meglio ancora, STP End-to-End, per la corretta gestione del/dei servizio/i di pagamento offerti.

Anche in questo caso chi mi conosce sa come la penso. Per un Payment Services Provider, l’impiego di procedure finalizzate al trattamento completamente automatizzato delle operazioni nell’intera Payment Value Chain, deve essere visto non solo come un principio di conformità cui aderire, bensì come ulteriore elemento caratterizzante la qualità dell’offerta, riconducendo pertanto la scelta di adozione/proposizione, anche all’analisi di una dinamica competitiva.

Ciò premesso, vediamo ora di comprendere come il regime di deroghe previsto per gli strumenti di micropagamento (nel perimetro di definizione analizzato alla Prima puntata di questa serie di articoli), (altro…)

Read Full Post »

Vi segnalo il convegno organizzato dall’Osservatorio NFC & Mobile Payment della School of Management del Politecnico di Milano. 


9 febbraio 2011
 

Aula Carlo de Carli del Politecnico di Milano
Campus Bovisa -Via Durando 10, Milano

 

Link al sito di presentazione del Convegno
Link all’invito
Link alla pagina d’iscrizione

Il Mobile Payment rappresenta una radicale innovazione nei processi di pagamento e nella modalità di fruizione dei servizi complementari. Molteplici sono tuttavia gli elementi non ancora approfonditi nello scenario di adozione e che potrebbero contribuire alla diffusione di questi modelli, tra cui:

  • lo scenario applicativo nazionale ed internazionale;
  • la percezione degli attuali fruitori dei servizi;
  • il punto di vista degli esercenti e i benefici ottenibili;
  • l’articolazione della catena del valore dell’offerta;
  • la sicurezza nelle transazioni e il quadro normativo.

L’Osservatorio, ai cui lavori sono onorato di contribuire attivamente da oltre tre anni, promuove l’evento/convegno di presentazione dei risultati della Ricerca condotta nel 2010, (altro…)

Read Full Post »

Tra le molteplici definizioni di micropagamento, che si rincorrono da anni nel settore e-Payment e m-Payment, è difficile individuarne una che possa considerarsi universale.
Molto spesso all’origine di questa difficile definizione ontologica primitiva, si pone il problema d’interpretazione e traduzione del significato di micropagamento, inteso come trasferimento di fondi di basso valore, nei diversi quadri normativi di riferimento.
In altre parole, ove guardassimo allo spazio economico individuato dalla SEPA, potremmo scoprire che alcune nazioni, emendando diversamente (nell’ambito di quanto previsto dalla CE) taluni articoli della PSD, hanno attribuito una diversa valorizzazione degli importi massimi applicabili (o riferibili) ai micropagamenti e che tali limiti possono ulteriormente differire in funzione della natura dello strumento (p.e. prepagato).

In questa serie di articoli su CloseToPay che iniziano oggi (17 gennaio 2011), voglio offrire al lettore una chiave interpretativa del termine, secondo quanto disposto dal D.lgs N°11/2010, il decreto di recepimento della PSD.
L’analisi condotta, avviene a livello di normativa primaria, in particolare sul Titolo II – Diritti ed obblighi delle parti, del succitato Decreto, le cui disposizioni attuative (oggetto della consultazione pubblica di cui ho parlato in questo articolo del 24/9/2010 su CloseToPay), devono tuttora essere emanate, all’interno di un provvedimento di Banca d’Italia.

Ciò premesso, veniamo subito ad analizzare il significato di micropagamento e scopriamo (altro…)

Read Full Post »

Older Posts »