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Posts Tagged ‘PaymentServicesDirective’

Lo so, molti si sono chiesti come mai non ho pubblicato prima questo post.

La notizia che Banca d’Italia avesse emanato provvedimenti a valere sulla normativa secondaria, per l’attuazione di alcuni titoli di cui al D.lgs 27 gennaio 2010 n° 11 (decreto di recepimento della PSD), era già stata veicolata a mezzo stampa lo scorso venerdì 26 febbraio 2010.
Mi sto riferendo, in particolare, alle disposizioni attutaive relative alla disciplina degli Istituti di Pagamento (di cui al Titolo V-ter del nuovo T.U.B., ovvero quello modificato con il decreto legislativo di cui prima).

Sul sito della nostra banca centrale, (altro…)

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Il 13 febbraio 2010, in Gazzetta Ufficiale – Serie Generale  n. 36 al Supplemento ordinario N° 29, è pubblicato il D.lgs di recepimento della 2007/64/EC – PSD Payment Services Directive.

L’entrata in vigore, a posteriori del periodo di vacatio legis, è il 1 Marzo 2010.

Dal 22 gennaio 2010, data in cui ho scritto il post “La PSD è servita” (a posteriori dell’approvazione del testo di decreto ad opera del  c.d.m. N°79), sino ad oggi, sono pervenute a questo blog, numerosi commenti a cui ho cercato, nel limite del (mio) possibile, di dare seguito.

Rimando ad essi, tutti coloro che non avessero avuto l’opportunità di seguire il thread generato dal post suddetto (aggiungendo anche alcuni riferimenti ad altri commenti sempre sullo stesso tema):

https://closetopay.wordpress.com/2010/01/22/la-psd-e-servita/#comments

https://closetopay.wordpress.com/2009/12/01/la-psd-terza-puntata-sulla-strada-del-recepimento-%e2%80%a6-anche-in-italia/#comment-242

https://closetopay.wordpress.com/2009/04/05/sepa-e-gli-euro-desiderata/#comment-226

https://closetopay.wordpress.com/2009/04/05/sepa-e-gli-euro-desiderata/#comment-231

 A presto, sempre su CloseToPay

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Ci siamo !

Questa mattina, il c.d.m. N° 79, ha approvato il testo di D.lgs per il recepimento della direttiva comunitaria sui Servizi di Pagamento 2007/64/EC.

Chi mi conosce sa quanto impegno ho dedicato a questo argomento, che, oggi 22 Gennaio 2010, vede nell’approvazione del decreto suddetto, non già il termine, bensì l’inizio di un cambiamento, per alcuni tratti, di natura epocale.

Non mi dilungo in questo post, a narrare ciò che (probabilmente fra qualche minuto) giornali, blog, televisione avranno la presunzione di presentare, non senza cedere al seducente richiamo di un sensazionalismo scontato: quello che avevo da dire (ma soprattutto da comunicare) l’ho già fatto negli ultimi quattro anni; sul mio blog trovate già molto (basta cercare il termine “PSD”) ed altro ancora potrete attingere nei prossimi mesi.

Il mio impegno è stato e sarà, quello di aiutare gli Intermediari di Pagamento abilitati dalla PSD, a cogliere le opportunità che si dischiudono nel mercato unico Europeo dei Servizi di Pagamento elettronico, armonizzato dal quadro normativo, per il quale, la direttiva approvata oggi a Palazzo Chigi, rappresenta la luce guida.
Un nuovo spazio competitivo, all’interno del quale verranno garantite pari condizioni di accesso ed esercizio (level playing field) ed entro cui saranno chiamati ad operare, sia i nuovi entranti sia gli incumbents, potendo realmente sviluppare proposte di valore differenti, ad appannaggio di un miglioramento qualitativo dell’offerta al consumatore.

Io ci sarò; sarò al tempo stesso artefice ed osservatore del cambiamento che si produrrà, e, ironizzando sul titolo di questo articolo, vorrò in ogni momento, declinare la proposizione anche in forma interrogativa (“La PSD è servita ?”), laddove scorgerò anche solo i primi segnali di una refrattarietà figlia del poco senso critico, che sempre permea il “luogo comune”.

Change, before you have to !
Jack Welch, CEO General Electric 1981 – 2001

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E’ trascorso un bel po’ di tempo dall’ultima puntata dedicata esplicitamente alla Direttiva comunitaria sui Servizi di Pagamento (2007/64/EC); tuttavia, chi mi conosce e legge CloseToPay, sa che, in molti altri articoli ed (ovviamente) nell’ambito delle attività di consulenza strategica, che svolgo a favore di Nuovi Entranti-futuri Istituti di Pagamento, non ho mai “mollato la presa” né tralasciato occasione, per richiamarne i temi più “caldi”, riferibili in particolar modo alla nuova categoria di Intermediari di Pagamento abilitati.

Vengo oggi a riassumere alcuni aspetti afferenti la trasposizione ed il recepimento della PSD in Italia, peraltro già in parte accennati in alcuni commenti su CloseToPay ( [1] , [2], [3]), ai quali vi rimando per introdurre il tema principale di questo post.

Nel nostro Paese, il recepimento della 2007/64/EC, avviene – in prima istanza – tramite un intervento sulla normativa primaria, ovvero a seguito dell’emanazione di un D.lgs, che introduce nuove norme, e che, facendo anche ricorso alla tecnica della novella legislativa, modifica il T.U.B. (in particolare, proprio per quanto attiene gli Istituti di Pagamento – v. Art. 33).

La Legge 7 Luglio 2009, n° 88 (Legge comunitaria 2008), ha delegato il Governo ad adottare entro la scadenza del termine di recepimento (1/11/2009), il decreto legislativo suddetto.

In particolare sottolineo che, tale legge, all’Art. 32, ha individuato nella Banca d’Italia:

  • l’autorità competente ad autorizzare l’avvio dell’esercizio delle attività ed a esercitare il controllo sugli Istituti di Pagamento abilitati, nonché a verificare il rispetto delle condizioni previste dalla direttiva per l’esecuzione delle operazioni di pagamento;
  • l’autorità competente a specificare le regole che disciplinano l’accesso ai sistemi di pagamento, assicurando condizioni di parità concorrenziale tra le diverse categorie di prestatori di servizi di pagamento;

Durante il c.d.m. del 28 Ottobre 2009, è stato discusso ed approvato in prima lettura, lo schema del Decreto di recepimento della Direttiva sui Servizi di Pagamento.

L’iter che seguirà (e che sta evolvendo), prevede che il testo approvato, vada alle camere per un giro di consultazione (presso le commissioni preposte – VI Commissione “Finanza e Tesoro”), e successivamente ritorni al Consiglio, per la ratifica del testo finale.

Alla nostra banca centrale, è altresì attribuito il compito di emanare disposizioni attuative, a seguito della pubblicazione in G.U. del D.lgs suddetto, tramite opportuni interventi sulla disciplina secondaria (all’uopo, è opportuno sottolineare che, a differenza di quanto accaduto in occasione delle passate modifiche del TUB – penso ad esempio nel caso dell’introduzione del Titolo V-bis per gli Istituti di Moneta Elettronica, conseguente al recepimento della direttiva 2000/46/EC – la delega legislativa conferita alla Banca d’Italia, non presume alcun intervento del CICR – Comitato Interministeriale del Credito e Risparmio).

Ma veniamo ai nuovi intermediari di pagamento abilitati.

I Payment Institution “inTUBati”

… potremmo asserire, con quella nota di leggerezza, che mi obbligo ad introdurre, per non appesantire troppo la lettura !

Il titolo III dello schema del D.lgs di recepimento, introduce di fatto modifiche al TUB., inserendo un nuovo titolo: il Titolo V-ter degli Istituti di Pagamento.

In questo nuovo titolo del Testo Unico Bancario, viene (tramite l’aggiunta di 11 nuovi articoli) trasposto quasi integralmente, il Titolo II della direttiva 2007/64/EC, prevedendo per gli Istituti di Pagamento:

  • la riserva di attività di Servizi di Pagamento,
  • la disciplina relativa ai requisiti di accesso al mercato con i relativi criteri di valutazione (rimandando alla normativa secondaria, l’individuazione dei casi di revoca o mancata autorizzazione),
  • l’istituzione di un specifico albo,
  • l’attribuzione dei poteri di vigilanza regolamentare, informativa e ispettiva alla Banca d’Italia,
  • i provvedimenti di rigore nonché l’impianto sanzionatorio.

In stretta analogia a quanto avviene per gli enti creditizi e gli altri intermediari finanziari, le regole tecniche per la vigilanza prudenziale, verranno definite in sede attuativa del decreto. Tra questi futuri disposti, si annovereranno anche:

  • la quantificazione del capitale iniziale di un Istituto di Pagamento (in funzione dei servizi prestati di cui si dovrà darà dichiarazione di prestazione, in fase di richiesta dell’autorizzazione) e l’indicazione dei criteri di calcolo dei fondi propri (capitale di esercizio, patrimonio di vigilanza),
  • le disposizioni necessarie in materia di governance societaria (risk management e internal audit)

Nel dettaglio, riporto ciò che, a mio avviso, ritengo più utile rimarcare in questa sede (nell’economia di questo post), al riguardo del novello Titolo V-ter del T.U.B. e delle norme specifiche che, in esso, vengono dettate, per talune peculiarità dei Payment Institutions:

  • attività accessorie esercibili (tra le quali, la concessione di credito accessorio e finalizzato all’esecuzione di un’Operazione di Pagamento)
  • esercizio di altre attività imprenditoriali (per gli Istituti di Pagamento ibridi)
  • regole per il ring-fencing
  • gestione di sistemi di pagamento
  • disposizioni per la concessione di credito connessa all’emissione o alla gestione di carte di pagamento (dettate dalla nostra banca centrale)
  • operatività transfrontaliera (e l’esercizio del diritto di passaporto per un Istituto di Pagamento)
  • gestione del Conto di Pagamento e tutela dei fondi ivi collocati
  • regime di deroghe per i c.d. “Small P.I.”

Durante l’attuazione … la disciplina transitoria

A tutela dei diritti sia degli attuali prestatori di servizi di pagamento, sia dei propri clienti, nello schema del D.lgs di recepimento, sono riprese le pertinenti impostazioni della direttiva 2007/64/EC

Nel dettaglio, si è reso necessario normare in forma agevole, il passaggio (previsto entro il 30 aprile 2011), al nuovo regime per gli attuali intermediari di pagamento, in modo da evitare l’emersione di costi eccessivi.

Su questo punto, ritornerò espressamente in articoli di prossima
pubblicazione, poiché ritengo di fondamentale importanza
evincere ed analizzare, gli impatti che, nel
costituendo “mercato armonizzato dei servizi di pagamento”,
il “passaggio” di cui sopra dovrà avvenire.

Ricordo, che il 30 Aprile 2011, è il medesimo termine entro cui dovrà essere recepita la direttiva 2009/110/EC – nuova EMD e-Money Directive, e da cui si avranno gli effetti dalla stessa disciplinati (giusto per sottolineare, ancora una volta !, quanto già espresso in precedenti pubblicazioni su CloseToPay: [1], [2], [3]).

Per ciò che concerne gli aspetti afferenti il principio di mantenimento dei contratti in essere (il riferimento è valido in particolare per gli Enti Creditizi ed i rapporti con i propri clienti), i medesimi risulteranno modificati ex lege dalla nuova normativa; all’uopo, i prestatori di servizi di pagamento dovranno comunicare le modifiche entro il termine del 30 aprile 2010.

In conclusione: “vacatio legis” … il regalo di Natale (tanto desiderato)

Permettetemi di concludere sobriamente (ci vuole proprio !).

Laddove altre priorità del Governo non interferissero, nella previsione che il D.lgs di recepimento venga discusso e ratificato entro la metà di Dicembre 2009 (tempo limite previsto), l’entrata in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione in G.U., fa emergere l’opportunità di introdurre un periodo di vacatio legis, tale da permettere agli operatori di gestire il passaggio al nuovo regime (mi riferisco ovviamente agli attuali operatori di settore), con un margine di preavviso accettabile.

Buon Natale !

(e a presto, sempre su CloseToPay).

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Da tempo volevo scrivere questo post e mi scuso con i lettori interessati per non esser stato più solerte.

Nel corso di questi 18 mesi di attività, con i suoi 130-150 nuovi accessi in media giornaliera, CloseToPay è stato seguito da molti addetti ai lavori, da altrettanti semplici curiosi e da un considerevole numero di studenti universitari, che hanno scelto di argomentare la propria tesi, sui Sistemi di Pagamento Elettronico.

Il numero di richieste di approfondimento (proveniente un po’ da tutte e tre le succitate categorie), è costantemente aumentato, anche se, purtroppo, molte domande non sono state “partecipate” pubblicamente (basta solo aggiungere un commento ai post di maggiore interesse …); ciò in parte mi rammarica, poiché, convinto, da sempre,  dell’utilità di creare un tessuto di conoscenza e relazioni – le cui trame tessono la consistenza di un blog – in qualche caso ho dovuto declinare richieste “sospettosamente” troppo esclusive.

Ma veniamo al titolo.

Di giovani studiosi, che hanno deciso di orientare il proprio percorso formativo sul tema e-Payments/m-Payments, ne ho conosciuti parecchi; di alcuni di loro, laureandi in discipline diverse (dall’Ingegneria all’Economia), so che hanno attinto efficacemente ai miei articoli (anche non solo quelli pubblicati su CloseToPay), conseguendo brillanti risultati.

Ricordo Sergio M. (Poli TO), Claudio P. (Economia), Arturo M., Cristina M. … ed altri ancora.

Ciò che in particolare ha colpito la mia sensibilità, è il pragmatismo e la semplicità (non disgiunti da un sentimento di onesta modestia, che solo un tesista attento e impegnato, è in grado di palesare), con cui mi hanno formulato quesiti: perfettamente allineati con le istanze di business che vi sottendono (come dire: meglio di qualsiasi altro, presunto consumato, anziano ed autorevole “addetto ai lavori” …).
Perché, credetemi, in molti casi valgono più le domande che le risposte, laddove segno di un avamposto, che perimetra (presidiandola) una “intelligenza” fine e di buon auspicio per i posteri.

Ma veniamo alle ultime due richieste.

Cristina M. (tesista), mi chiede se:

<<

  1. il recepimento nel nostro ordinamento della direttiva 64/2007/CE (PSD), in concreto apre, per le catene della grande distribuzione (e/o per gli operatori telefonici) la possibilità di emettere direttamente (ossia senza appoggiarsi ad un istituto bancario o ad una società finanziaria) Carte di Credito;
  2. quali discriminanti, dal 1° Novembre, faranno di una società operante in un settore non finanziario un potenziale emittente di carte di credito.

>>

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Le numerose richieste di approfondimento che in questi giorni mi sono pervenute, mi hanno indotto ad avviare oggi una serie di articoli ad oggetto nuova direttiva comunitaria sulla Moneta Elettronica (Nuova EMD), che il 24 Aprile 2009 è stata (puntualmente e non senza qualche compromesso) approvata dal Parlamento Europeo.

Chi mi segue e mi legge, sa che (negli ultimi dodici mesi), è un tema che ho trattato a più riprese; dell’analisi sui preliminari che hanno condotto, nell’ambito dell’emendamento 37 datato 16/04/2009 negoziato con il Consiglio da un gruppo misto di europarlamentari (rappresentato dal relatore John Purvis), alla decisione votata dall’assemblea lo scorso Venerdì, ho avuto già modo di argomentare con alcuni post apparsi sul CloseToPay (“Nuovi IMEL e Payment Institutions: convergenza o conversione ?”, “(e-)Cash-in, (e-)Cash-out”, “Convegno Mobile & Wireless Payment”, “How much is mobile your payment ?”) e tramite alcuni articoli pubblicati su BancaMatica (“Micro-pagamenti: come vincere la War-on-Cash” – Nov./Dic. 2008, “Gli IMEL che verranno …” – Apr. 2009).

Stante l’attesa di alcune formalità – che porteranno alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (decorsi 20 giorni dalla data della quale, la direttiva entrerà in vigore) – ed i termini di recepimento da parte degli stati membri per l’attuazione dell’emananda direttiva comunitaria – entro 18 messi dall’entrata in vigore -, in questa sede mi limiterò a riassumere le principali novità introdotte (o “introducibili”) sia nella definizione di Moneta Elettronica, sia nei nuovi regimi prudenziali cui gli IMEL dovranno sottoporsi.

Cercherò parimenti di analizzare – in particolare per quanto attiene il confronto con i Payment Institutions – i suddetti elementi modificatori del quadro normativo, correlandoli (mutatis mutandis) con la PSD Payment Services Directive (mi riferisco ai lavori di trasposizione della Direttiva 2007/64/EC, tuttora in corso in Italia ed a quanto essi potranno essere attenzionati e attenzionare il recepimento della nuova EMD).

I macro-argomenti di cui parleremo in questa mini-serie di articoli su CloseToPay, come desumibili da un’attenta lettura dell’emananda disciplina, possono riassumersi in:

  • Nuova definizione di Moneta Elettronica
  • Emissione e rimborsabilità della Moneta Elettronica
  • Regime prudenziale IMEL
  • Capitale iniziale e fondi propri
  • IMEL ibridi
  • Servizi di Pagamento esercibili da un IMEL
  • Concessione crediti
  • Conto di Moneta Elettronica e Conto di Pagamento
  • Impatto sul quadro normativo, modifiche e abrogazione direttive attuate (2005/60/EC, 2006/48/EC; 2000/46/EC)
  • Ente creditizio o Ente Finanziario ?
  • Accesso ai Sistemi di Pagamento
  • Regime di esercizio succursali IMEL extra UE
  • Regime di deroghe

Tutti i post della serie, saranno autoreferenziati dal tag NuovaMonetaElettronica.

NUOVA DEFINIZIONE DI MONETA ELETTRONICA

Viene introdotta una maggiore neutralità tecnologica nella definizione di Moneta Elettronica, intesa come qualsiasi valore monetario immagazzinato elettronicamente o magneticamente, rappresentato da un credito nei confronti dell’emittente, emesso a fronte del ricevimento di fondi per effettuare Operazioni di Pagamento (ex Art. 4 punto 5) della PSD, v. anche “La PSD – Payment Services Directive. Seconda puntata : alcune definizioni di base”) ed accettato da persone fisiche o giuridiche diverse dall’emittente.

In tal senso, rispetto a quanto evinto nella precedente direttiva 2000/46/EC (e-Money directive), viene meno la

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Il quadro normativo afferente la Moneta Elettronica e gli Istituti autorizzati all’emissione della stessa (IMEL), sta vivendo (o subendo …) una seconda giovinezza.

Il processo di riesame della Direttiva comunitaria 2000/46, avviatosi presso la Commissione Europea all’inizio del 2005, ha previsto un calendario di attività con il coinvolgimento dei maggiori player di mercato, che può essere così sintetizzato:

  • Studio di valutazione finalizzato al riesame -> Inizio 2005
  • Consultazione pubblica -> Luglio 2005
  • Pubblicazione documento di lavoro sul riesame -> Luglio 2006 [Doc. N° SEC(2006) 1049 del 19.7.2006]
  • Analisi del riesame ad opera dei Gruppi di Esperti PSGEG (Payment Systems Government Group, oggi sostituito dal PC Payments Committee) e PSMG (Payment System Market Group, oggi in corso di trasformazione
    verso il PSMEG Payment Systems Market Expert Group)
    -> Dicembre 2007 – Giugno 2008
  • Proposta di nuova direttiva sulla
    Moneta Elettronica [2008/0190 (COD)]
    -> 9 Ottobre 2008

Da una prima lettura del calendario, appare subito evidente come la proposta/stesura/ratificazione della Direttiva sui Servizi di Pagamento (PSD), abbia potuto “incidevolmente” (permettetemi il neologismo) condizionare lo svolgimento

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