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Posts Tagged ‘Vigilanza’

Il 23 Luglio 2008 nel corso dell’Assemblea COGEBAN, è stata approvata la costituzione del Consorzio BANCOMAT, nuova forma giuridica con cui la (ex) Associazione COGEBAN, si appresta ad operare in un contesto SEPA, in linea con il recepimento della Direttiva Comunitaria 2007/64 (altrimenti nota come PSD – Payment Services Directive). Un’analisi delle possibili motivazioni che hanno indotto questo significativo cambiamento, conduce a considerare la nuova veste societaria, come il frutto (e non la conseguenza), dei fronti innovativi che il quadro normativo europeo, ha aperto (o sta aprendo) sul piano dei sistemi e dei servizi di pagamento elettronico.

Dal comunicato stampa dell’ABI, si evince che: << […] La decisione di passare alla nuova forma giuridica del consorzio risponde alla necessità di far fronte alle sempre nuove sollecitazioni del mercato finanziario e del mutato contesto normativo italiano ed europeo, anche alla luce della realizzazione di un’Area Unica dei Pagamenti in Euro (SEPA) e della recente approvazione della Direttiva europea sui servizi di pagamento (PSD) – in corso di recepimento nei singoli Stati dell’Unione – che consente l’ingresso nel mercato dei pagamenti di nuovi operatori ed intermediari diversi dalle banche. […]>>.

Ed è proprio questo ultimo riferimento che fa riflettere.
Chi mi segue su questo blog o in occasione dei recenti convegni, conosce il mio pensiero

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Per aiutare coloro che si sono sempre posti il quesito dicotomico, di quale è la differenza tra “un 106” e “un 107“, scrivo questo post (di taglio beginners), nell’attesa di scendere in un maggior dettaglio, laddove mi venisse richiesto.

Sto parlando innanzitutto del D.Lgs. 1 settembre 1993, n. 385., altrimenti noto come Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia (o T.U.B.), e di alcuni articoli in esso compresi, che definiscono la fattispecie di certuni Intermediari Bancari e Intermediari Finanziari.

Nel linguaggio comune, l’uso che richiama la citazione di uno (o più) degli articoli di cui parleremo in questo articolo, significa nella sostanza una sineddoche linguistica [la parte per il tutto, il particolare per
l’insieme – ndr
] , sovente adottata per riferire uno specifico soggetto bancario o finanziario.

Inizio quindi col chiarire che, in realtà il quesito non è dicotomico, esistendo infatti più di due soggetti
“ex Art. XX” del T.U.B.; il 106 e il 107 sono probabilmente i più citati, nella sfera dei Sistemi di Pagamento Elettronico, ma non sono i soli.

L’attività di intermediazione bancaria e finanziaria, presuppone l’iscrizione del soggetto che la esercisce, in appositi albi tenuti dalla Banca d’Italia e in alcuni elenchi.

Analizziamo quindi il T.U.B. usando come filtro la presenza di un albo e la necessità che vi conviene di iscrizione al medesimo, da parte della Banca Centrale, per l’esercizio di una delle suddette attività.

Il riferimento più sopra fatto al termine “elenchi”, impone da subito una preliminare precisazione: con riferimento al TITOLO V del T.U.B., relativo ai Soggetti operanti nel settore finanziario, il c.d. Elenco Generale (ex Art. 106), viene (o veniva, come meglio preciseremo al seguito) gestito dall’U.I.C. Ufficio Italiano Cambi.
Tale Ufficio, che, oltre alla tenuta del succitato Elenco Generale, gestiva anche gli albi dei Mediatori Creditizi, degli Agenti in attività Finanziaria e degli Operatori Professionali in Oro, è stato soppresso dal 1 Gennaio 2008 (cfr D. Lgs. 21/11/2007 n.231), succedendo la Banca d’Italia nell’esercizio delle funzioni che vi erano assegnate.

Gli Articoli che ho estratto dal T.U.B., sono da intendersi il risultato di una disamina “filtrata” con i criteri di appartenenza ad un albo (o un elenco), cui il generico soggetto, esercitante l’attività di intermediazione bancaria e finanziaria, viene iscritto.

 

ART. 13 – ALBO DELLE BANCHE

Ci si riferisce al TITOLO II del T.U.B. dedicato alle Banche ed alle attività bancarie.

Attività bancaria: raccolta di risparmio tra il pubblico e l’esercizio del credito, operati in regime d’impresa (attività riservata alle banche, che possono altresì esercire ogni altra attività, secondo la disciplina propria di ciascuna).

ex Art. 13, la Banca d’Italia iscrive nell’ albo delle Banche, le banche autorizzate in Italia e le succursali delle banche comunitarie stabilite nel territorio della Repubblica.

ART. 64 – ALBO DEI GRUPPI BANCARI

Ci si riferisce al TITOLO III – VIGILANZA del T.U.B. / Sez. I – Gruppo Bancario

Gruppo bancario: composto dalla banca italiana capogruppo e dalle società bancarie, finanziarie e strumentali da questa controllate (anche in regime misto qualora abbia rilevanza la componente bancaria).

Un Gruppo Bancario, per poter esercitare la propria attività deve essere iscritto ex Art. 64 all’Albo dei Gruppi Bancari tenuto dalla Banca d’Italia.

 
ART. 106 – ELENCO GENERALE DELLE SOCIETA’ FINANZIARIE

Ci si riferisce al TITOLO V – Soggetti OPERANTI NEL SETTORE FINANZIARIO

Le società finanziarie iscritte nell’Elenco Generale ex Art. 106, eserciscono nei confronti del pubblico le attività di assunzione di partecipazioni, di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma, di prestazione di servizi di pagamento e di intermediazione in cambi.

A fronte della soppressione dell U.I.C. come accennato più sopra, tale Elenco Generale viene gestito dalla Banca d’Italia.

Gli intermediari finanziari ex Art. 106, possono svolgere esclusivamente attività finanziarie, fatte salve le riserve di attività previste dalla legge.

 
ART. 107 – ELENCO SPECIALE DELLE SOCIETA’ FINANZIARIE

Ci si riferisce al TITOLO V – Soggetti OPERANTI NEL SETTORE FINANZIARIO

Nell’Elenco Speciale ex Art. 107 (tenuto dalla Banca d’Italia), sono iscritti quei soggetti che eserciscono un’attività finanziaria (anche in questo caso nei confronti del pubblico) alla pari di quella definita
ex Art. 106, cui si aggiunge la prestazione di servizi di incasso, pagamento e trasferimento di fondi anche mediante emissione e gestione di carte di credito.

Gli intermediari finanziari che devono essere iscritti nell’Elenco Speciale ex Art. 107, vengono individuati sulla base dell’applicabilità di certuni criteri oggettivi (determinati dal M.E.F. in accordo con Banca d’Italia e CONSOB) riferibili all’attività svolta, alla dimensione e al rapporto tra indebitamento e patrimonio.
Nel caso specifico di emettitori di Carte di Credito, si noti anche il rapporto connesso alla sicurezza sistemica che afferisce l’esercizio operativo dell’attività medesima.

ART. 113 – SOGGETTI NON OPERANTI NEI CONFRONTI DEL PUBBLICO

Ci si riferisce al TITOLO V – Soggetti OPERANTI NEL SETTORE FINANZIARIO

Vengono iscritti in un’apposita sezione ex Art. 113 dell’Elenco Generale, quei soggetti che eserciscono un’attività finanziaria ex Art. 106 non nei confronti del pubblico.

ART 114bis – ELENCO SPECIALE DEGLI IMEL (Istituti per l’Emissione di Moneta elettronica)

Ci si riferisce al TITOLO Vbis – ISTITUTI DI MONETA ELETTRONICA
(modifiche al T.U.B. apportate sulla base della Legge 1° marzo 2002, n. 39, e successiva attuazione con delibera CICR 4 Marzo 2003).

Istituto di Moneta Elettronica: un soggetto preposto e autorizzato (dalla Banca D’Italia) alla prestazione di servizi finanziari e non finanziari strettamente correlati, quali la gestione di moneta elettronica attraverso lo svolgimento di funzioni operative o altre funzioni accessorie connesse con l’emissione di moneta elettronica.

La Banca d’Italia iscrive in un apposito albo gli IMEL italiani e le succursali in Italia di quelli con sede legale in uno Stato comunitario o extracomunitario.

 
A presto, sempre su CloseToPay.

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Nel primo articolo pubblicato in CloseToPay sulla PSD, ho dato una panoramica dell’impianto normativo su cui si articola la Direttiva.

Veniamo in questa seconda parte a spiegare le principali definizioni (ex Art. 4) adottate dalla PSD, che, come vedremo, ben poco si distanziano dai concetti basi che descrivono le più semplici operazioni bancarie.

Ancorché sia difficile organizzare una tassonomia della PSD, quanto cercherò di illustrare in questo articolo sono le definizioni (anti-tassonomicamente) elencate nella normativa, ponendole in relazione non gerarchica bensì funzionale.

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Il 25 Giugno 2008, si tenuto a Milano il convegno Mobile & Wireless Payment, a cura della School of Management del Politecnico di Milano e in collaborazione con CommStrategy.

L’evento, all’interno del Wireless4Business Forum, ha visto un’affollatissima platea di delegati, che ha dimostrato (qualora ve ne fosse stata la
necessità …  )
un concreto e significativo interesse per gli argomenti e la tematica trattata dal Politecnico di Milano, la cui Business School ha dedicato un specifico Osservatorio: Mobile Finance & Payment.

Devo personalmente affermare che, un’attenzione così alta e preziosa rivolta ad una materia per la quale (gli amici lo ricorderanno ), mi sono “speso” negli ultimi dieci anni, non può lasciarmi insensibile.
Ancora una volta, osservo come il mondo dei Sistemi di Pagamento Elettronico, eserciti un fascino discreto che, declinato lungo le direttrici del New Business, incontra nel Mobile Payment una risposta all’altezza delle aspettative: di mercato, degli operatori e dei consumatori.

L’Ing. Filippo Renga (responsabile dell’Osservatorio), nella presentazione dei dati della ricerca condotta dal Politecnico,

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Il 10 Giugno 2008, si è tenuto a Milano il Convegno New Payment Channel organizzato da Business International all’indomani della pubblicazione della relazione annuale di Banca d’Italia.

Nella mia duplice funzione di moderatore e relatore, sono onorato di aver contribuito ad alimentare un dibattito, e di essere (credo) riuscito a porre l’attenzione, su alcune delle dinamiche che condizioneranno l’evoluzione dei Servizi di Pagamento nei prossimi anni.

Se da un lato, la crescente domanda di valore nuovo obbliga  (o perlomeno suggerisce …) un cambio di paradigma per i fornitori “istituzionali” (ovvero i gatekeepers), dall’altro, un piano regolatorio particolarmente coraggioso, detta le norme per un’attesa apertura verso newcomers che qualificheranno l’arena competitiva.

<< The whether conditions are improving >> per citare Giorgio Ferrero che, nel suo intervento, a mio avviso ha riassunto in una sintesi perfetta, questa fase che io chiamo di “stasi dinamica” (e l’ossimoro qui si eleva, dall’accezione purista di figura retorica del linguaggio, ad un significato che traduce comunicazione).

L’ho già detto in tempi non sospetti, e lo riaffermo ora, consapevole di andare contro un sentiment comune (che proprio oggi, 11 Giugno 2008, ha pervaso significativamente l’opinione pubblica): le iniziative comunitarie (e non mi riferisco solo alla PSD …ma penso ad esempio a quei segnali d’incontro tra EPC e GSMA, sul piano delle strategie comuni e cross-industry), vanno colte recependo al meglio (ossia in modo profittevole) quella European awareness destinata a condizionare sempre più le nostre scelte e le nostre proposizioni, di noi azienda, di noi consumatore, di noi mercato: la prospettiva Europea, ha una profondità temporale che ci rende molto più “prossimi” di quanto si pensi …

Partecipate CloseToPay, se volete, delle vostre impressioni al riguardo.

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Come molti sanno, il 31 Maggio 2008 Banca d’Italia ha pubblicato la consueta relazione annuale (a valere per il 2007) consultabile dal proprio sito web istituzionale.
In questo articolo, voglio condividere alcune impressioni su taluni argomenti che afferiscono il Sistema dei Pagamenti (sviluppati nel Cap. 18Il Sistema dei Pagamenti della succitata Relazione), che mi sembrano
particolarmente significative per i contenuti di questo blog e per i lettori del medesimo.

SEPA e PSD

In merito alla  PSD, la direttiva comunitaria sui Sistemi di Pagamento (2007/64/EC) che esige di essere recepita entro il 1° novembre 2009 dagli Stati membri dell’Unione Europea, uno studio promosso dalla Commissione ha stimato un beneficio della SEPA per l’economia Europea dell’ordine di 20 miliardi annui per i prossimi sei anni.
All’uopo, Banca Centrale Europea, Commissione Europea unitamente a comunità bancarie ed associazioni di imprese, ravvisano utile l’opportunità di valutare l’introduzione di una dead line nel rispetto della quale gli schemi domestici (ossia quelli adottati attualmente dalle singole nazioni) debbano essere sostituiti con schemi SEPA compliant.

Nel pieno rispetto di SEPA, la PSD mira ad assicurare che i pagamenti elettronici trans-frontalieri (in ambito EU) possano diventare sicuri, efficienti e di facile adozione come quelli di ciascun circuito domestico.
Al fine, vengono definite le linee guida per la definizione di un ecosistema Europeo all’interno del quale possano realizzarsi:

  • Aumento della competitività tra Payment Service Providers;
  • Diminuzione del Costo per consumatore ed aumento della scelta;
  • Itroduzione di un nuovo soggetto (il Payment Institution) abilitato a offrire in tutti i paesi comunitari un’offerta composita di servizi di pagamento unitamente allo svolgimento di altre attività commerciali.

GLI STRUMENTI PREPAGATI AD APPANNAGGIO DELLA WAR-ON-CASH

Le potenzialità di sviluppo di alcuni prodotti innovativi come quelli ascrivibili alla categoria degli strumenti prepagati, ove posti in relazione all’opportunità di sostituire l’uso del contante per le transazioni al dettaglio di piccolo importo, nonché la maggiore pervasività dei sistemi e-Payments in senso lato, possono significativamente contribuire ad una riduzione globale dei costi operativi in carico agli Istituti Bancari, producendo di fatto un’ottimizzazione dei costi anche a valle della filiera (commissioni utente finale).


L’IMPORTANZA DELLA TECNOLOGIA A PREVENZIONE DELLE FRODI

L’adozione e la diffusione degli strumenti di cui al punto precedente, deve tuttavia essere incentivata anche da un’azione fortemente contrastante l’occorrenza delle frodi.
Ciò dovrà essere reso possibile grazie all’adozione da parte delle banche, di dispositivi e meccanismi di sicurezza tecnologicamente evoluti.

A fronte di una sempre più diffusa adozione dei dispositivi dotati di microprocessore (terminali e carte EMV compliant e Progetto Microcircuito compliant), le frodi con carte di debito su POS e ATM si sono in particolare ridotte.

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Su richiesta di molti, avvio oggi una serie di articoli aventi oggetto la Direttiva sui Servizi di Pagamento (altrimenti nota come PSD – Payment Services Directive), con lo scopo di aiutare a comprendere al meglio i confini normativi e le opportunità di mercato, che in ambito SEPA (Single Euro Payments Area) si svilupperanno nei prossimi anni.

Il mio pensiero (noto ai più e condiviso in occasione dei recenti eventi formativi a cura del sottoscritto), è quello di considerare il momento attuale (la fase evolutiva che il mercato dei sistemi e dei servizi di pagamento elettronico sta attraversando), come una felice congiuntura tra tecnologia abilitante e quadro normativo recepente.
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