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Archive for the ‘OpenMind’ Category

EVENTS

  • PERCORSO: LA DIGITAL REVOLUTION NEL FINANCE: DAI PAGAMENTI ALLA BLOCKCHAIN (2016-2017)
    Digital Wallet e Smart POS, Blockchain e p2p Payment, DLT Distributed Ledger Technology, Open API, evoluzione normativa in ambito pagamenti digitali
    Ciclo di webinar e workshop Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano – 2016/2017
    More info

PRESS

  • Rapporto “STRATEGIE DI SVILUPPO DEI NEW DIGITAL PAYMENT ABILITATE DAL QUADRO NORMATIVO EUROPEO E NAZIONALE VOL.1: DAI PAGAMENTI ALLA BLOCKCHAIN
    Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano – 19 aprile 2017
    Strategie di sviluppo abilitate dal “Payment Legislative Package”. PSD2, IFR, EBA RTS su autenticazione forte e sicurezza come impattano il mercato dei pagamenti digitali? L’importanza dell’eID per i Digital Wallet. Le opportunità della Blockchain.
    Presentazione rapporto
  • PagamentiDigitali.it – 23 febbraio 2017
    EBA rilascia gli standard tecnici per la Strong Authentication e la comunicazione sicura: nuove regole e maggiore chiarezza nelle deroghe
    Pubblicata questa mattina la bozza finale degli standard tecnici di regolamentazione in tema di autenticazione forte del cliente e comunicazione sicura ai sensi della PSD2: nuove deroghe per i pagamenti remoti e nuove regole per l’accesso ai conti.
    Link all’articolo
  • PagamentiDigitali.it – 21 febbraio 2017
    Segnali EBA sul fronte Strong Authentication: a breve il rilascio degli standard tecnico
    Un intervento di EBA in occasione del Westminster Forum tenutosi a Londra questa mattina, ha permesso di ravvisare alcuni orientamenti che l’Autorità sarebbe intenzionata a perseguire con la bozza finale degli standard tecnici di regolamentazione in tema di autenticazione forte del cliente e comunicazione sicura ai sensi della PSD2, la cui pubblicazione sarebbe imminente.
    Link all’articolo
  • FPA – 8 febbraio 2017
    “Il digitale che entra nei sistemi di pagamento alla PA”
    Report del Cantiere Pagamenti Digitali

    Documento di advocacy firmato da FPA, frutto di un lungo lavoro di confronto tra dirigenti e funzionari delle amministrazioni centrali e locali, responsabili dei progetti sui pagamenti digitali, esponenti del mondo dell’accademia e della ricerca e rappresentanti delle aziende partner del Cantiere. I lavori sono stati coordinati da Roberto Garavaglia.
    Report
  • FPA – 8 febbraio 2017
    Pagamenti digitali PA, le tre “S” del cambiamento: semplificazione, strategia, sostenibilità
    Conclusi i lavori del Cantiere Pagamenti Digitali, quali sono i driver che possono indirizzare una più efficace diffusione dei pagamenti digitali verso la PA e su cosa è necessario ancora insistere per migliorarne i processi
    Link all’articolo
  • La Repubblica – Affari & Finanza – 6 febbraio 2017
    I giganti hi-tech sfidano il mercato con efficienza, rapidità e sicurezza
    Intervista di Roberto Garavaglia
    Link all’articolo
  • Tecniche Nuove – 12 gennaio 2017
    Come usare al meglio l’Internet delle Cose
    Contributo di Roberto Garavaglia per il libro di Martina Casani e Marcello Majonchi
    “IoT e Fintech: la strana coppia – Interazioni e intersezioni tra due mondi solo apparentemente distanti” (Pagg. 190 – 196)
    LibroIoT


RASSEGNA STAMPA COMPLETA

Articoli, pubblicazioni e interviste di R. Garavaglia

FAVORITES

Bancamatica Gennaio 2009
Pagamenti 2.0. Solo questione di tecnologia, o cambiano anche i servizi
Link all’articolo

Aziendabanca Maggio 2008
Pagamenti 2.0: la nascita di una nuova socio-economia
Link all’articolo

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Dopo un’incerta attesa, qualche “segnale di fumo” scorto in lontananza (nero o bianco, lascio a voi deciderlo) e un’abbondante pioggia di ipotesi,
il 24 luglio 2013 la PSD2 ha dato segni di sé. E, come in ogni saga che si rispetti, la seconda serie inizia sempre in un modo che si pensava imprevisto.
Accade dunque che, mentre il mondo (degli scettici) si aspetta un tomo con più commi che novità, la Commissione Europea, quasi a “sfidar lo fato” (diremmo noi, moderni Ulisse) diffonde non già un solo testo, bensì due, a compimento di un’intensa attività di riesame del precedente testo.

Già …, è proprio così; nel bel mezzo di un’estate ancora in divenire, il legislatore comunitario propone, insieme alla revisione dell’attuale PSD (2007/64/CE), un nuovo regolamento che “mette il cappello” alle commissioni dei pagamenti eseguiti con carte di credito, debito e prepagate.

Quali gli obiettivi prefissi? ampliare la concorrenza nel mercato dei servizi di pagamento, armonizzandone (ulteriormente) le regole, accrescere il livello di tutela per il consumatore ed aumentare l’enfasi sui presidi di sicurezza e autenticazione (forte), contribuire alla maggiore (o migliore?) diffusione degli strumenti di pagamento elettronico.

Come è noto, l’intento originario della SEPA – nella visione della CE – è (o era …) quello di armonizzare il mercato degli servizi di pagamento europei, permettendo agli utenti di utilizzare strumenti di pagamento comuni all’interno dell’Unione Europea. Il tema dell’integrazione, ancorché sia sempre stato uno degli aspetti salienti caratterizzanti l’innovazione in questo settore, è rimasto non indenne da alcuni problemi riguardanti l’accesso al mercato (che condiziona l’entrata dei nuovi fornitori di servizio), la standardizzazione tecnologica degli strumenti, la sicurezza dei medesimi, la trasparenza e l’efficacia delle politiche di pricing applicate ai servizi di pagamento da parte dei prestatori, nonché l’interoperabilità fra gli stessi fornitori di servizio.

Con queste premesse e su questo terreno di confronto, entrambi i documenti proposti dalla Commissione Europea poco meno di un mese fa, vogliono permettere (almeno nelle intenzioni …) il superamento di quegli ostacoli che si frappongono alla realizzazione di un’armonizzazione piena del mercato, contemplando sia i pagamenti tradizionali con carte, sia quelli più innovativi tipici del Mobile Payment e dell’e-Commerce.

Se, da un lato, la proposta di revisione della precedente direttiva sui servizi di pagamento, reca tracce evidenti e, per certi aspetti, ineluttabili, di quella propensione al cambiamento ed all’innovazione di cui più sopra facevo cenno, dall’altro, la proposta di regolamento sulle commissioni applicate ai pagamenti con carte, solca un terreno già impervio, creando ulteriori asperità al percorso che, in concreto, dovrebbe condurre al conseguimento degli stessi obiettivi. L’incisione – non trascurabile – sugli economics che sottendono l’offerta di servizi, costringe ad una riformulazione dei modelli di business e operativi.
La vera sfida (recuperando il senso epico del mio incipit, quando parlavo di saga) è riuscire in un’impresa che potremmo chiamare: innovazione sostenibile (sottinteso, per tutti …).

Per chi fosse curioso di scoprire qualcosa di più su cosa ci (si) attenderà nei prossimi anni (la mia previsione, stima un impatto della PSD2 sul mercato dei pagamenti elettronici, che si riverbererà nei prossimi 4 – 7 anni), ho iniziato una serie di analisi e riflessioni su PagamentiDigitali.it (il nuovo portale dei pagamenti elettronici, cui ho dato avvio insieme agli amici di ICT4Executive) che potete trovare a questo indirizzo: http://www.pagamentidigitali.it/tag/analisipsd2 .

Buona lettura!

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E’ nel dì del solstizio d’estate 2012 (il giorno più lungo dell’anno …), che Banca d’Italia ha emanato due provvedimenti molto attesi dai numerosi ed attenti “fruitori” di CloseToPay. Un momento topico che rappresenta un primo “giro di boa”, nel percorso di analisi della direttiva comunitaria 2009/110 (“nuova EMD”, o “EMD2” oppure anche “IMEL2”) e del business relativo alla prestazione di servizi di pagamento ed emissione di moneta elettronica, iniziato da chi scrive nel lontano novembre 2008 e proseguito negli ultimi quattro anni, con i molti articoli dedicati su questo blog e le importanti testimonianze pubbliche, che hanno visto il sottoscritto a più riprese coinvolto.

Il 20 giugno 2012 è stato emanato il provvedimento recante “Disposizioni di vigilanza per gli istituti di pagamento e gli istituti di moneta elettronica”, unitamente al testo dispositivo integrante il provvedimento 29 luglio 2009 in materia di “Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari. Correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti”. Entrambi gli atti danno rispettivamente attuazione a quanto disposto dal titolo V-bis e dal titolo VI del TUB, come modificati Dal d.lgs. 16 aprile 2012, n. 45 (recepimento nuova EMD).

I testi provveduti, su cui vi è stata consultazione pubblica nei mesi di aprile e maggio 2011, entreranno in vigore nel giorno di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e saranno destinati ad impattare significativamente, lo spazio competitivo dell’offerta relativa ai servizi di pagamento e all’emissione di moneta elettronica; ciò è, ovviamente, da intendersi in molti sensi: quello cui personalmente sono più incline a riferirmi, vede nell’ampliamento del level playing field, un’opportunità da sfruttare in chiave di business, sia per il players tradizionali che per i nuovi entranti.

CHE COSA È SUCCESSO …

In questo breve post, desidero rimarcare quelle che, a mio avviso, sono le aree di maggiore interesse (ovvero quelle su cui dovrebbe esserci maggiore “sensibilità”), toccate da entrambi i provvedimenti in parola (la lista che segue nella figura sottostante è rigorosamente ordinata in ordine alfabetico):

Questa figura è pubblicata insieme all’articolo “Nuove disposizioni di vigilanza per Istituti di Pagamento e IMEL” – R. Garavaglia - CloseToPay blog – 25 giugno 2012

Questa figura è pubblicata insieme all’articolo “Nuove disposizioni di vigilanza per Istituti di Pagamento e IMEL” – R. Garavaglia – CloseToPay blog – 25 giugno 2012

Nel grafico più sotto, ho attribuito quelli che sono i differenti pesi (proporzionali alle diverse aree dei cerchi), che, l’intervento dei due nuovi provvedimenti, reca per ciascuna delle suddette aree, in relazione al tipo di intermediario: BANCHE (nella sola prestazione di servizi di pagamento ed emissione di moneta elettronica), ISTITUTI DI PAGAMENTO, IMEL (siano essi “ibridi” – ossia che possono prestare anche servizi di pagamento o altre attività imprenditoriali – siano essi “puri”), ISTITUTI COMUNITARI (ovvero intermediari di pagamento – IP o IMEL – autorizzati in paesi comunitari diversi dal nostro, che eserciscono le proprie attività anche in Italia).

Questa figura è pubblicata insieme all’articolo “Nuove disposizioni di vigilanza per Istituti di Pagamento e IMEL” – R. Garavaglia - CloseToPay blog – 25 giugno 2012

Questa figura è pubblicata insieme all’articolo “Nuove disposizioni di vigilanza per Istituti di Pagamento e IMEL” – R. Garavaglia – CloseToPay blog – 25 giugno 2012

… E COSA POTRÀ ACCADERE ANCORA

Sul piano normativo a livello comunitario, i prossimi mesi 24-36 mesi potranno vedere un nuovo ed ulteriore susseguirsi di evoluzioni (o “convoluzioni”? …).

La PSD è una direttiva che sarà posta a revisione entro la fine del 2012; in particolare osservo un paio di argomenti che potrebbero risultare determinanti, per lo sviluppo di prodotti e servizi dedicati ai micropagamenti: entro il
1° novembre 2012, la Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e alla BCE, una relazione sull’applicazione e l’impatto della PSD, anche per quanto riguarda:

  1. l’applicazione dell’articolo 34 – Deroghe agli obblighi informativi e contrattualidell’articolo 53 – Deroghe ai diritti ed obblighi in relazione alla prestazione ed all’uso di servizi di pagamento;
  2. l’eventuale necessità di rivedere l’ambito di applicazione della PSD in riferimento agli strumenti di pagamento di basso valore e alla moneta elettronica.

In un più ampio processo di armonizzazione, PSD e EMD2 potrebbero “convolare a giuste nozze” (per molti almeno questo è un auspicio), creando i presupposti per un nuovo testo legislativo comunitario, che contempli (razionalizzandola) l’intera offerta degli strumenti di pagamento al dettaglio, lasciando al mercato il compito di svilupparsi verso quei driver tecnologici e di usabilità, che connoteranno una reale innovazione.

In ambito EU, la Commissione Europea e i gruppi di lavoro degli “esperti in materia” (PSMEG – Payment Systems Market Expert Group e PC – Payments Committee) sono all’opera e, già nei prossimi mesi, dovremmo avere qualche primo risultato, che ci permetterà di comprendere (o intuire) il posizionamento dei regulators, nei confronti di uno scenario (pur sempre mutevole) quale quello più sopra accennato.

Se la costruzione del futuro dei pagamenti elettronici, è, per molti aspetti, ancora in fieri, credo non sia trascurabile ricordare come la collaborazione fra tutti gli attori delle diverse industry sia fondamentale (essendo peraltro, quella dei pagamenti, un’economia di rete!). Nell’ambito  del consolidamento della SEPA, il quadro regolatorio su cui mi sono voluto soffermare ancora una volta, pone (nella propria visione complessiva e coordinata) le necessarie “condizioni a contorno” per delineare uno spazio all’interno del quale vengono garantite pari condizioni di accesso ed esercizio (il c.d. level playing field, che richiamavo all’inizio di questo articolo). In tal senso, le dinamiche di sviluppo che potranno esercitarsi sulle effettive catene del valore,  saranno di tipo “coopetitivo”, e tutti gli intermediari abilitati dovranno essere in grado di controllarle e gestirle, efficacemente ed in modo efficiente.

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Lo so, lo so … qualche spiritoso potrebbe maliziosamente ironizzare sul doppio senso del titolo … ma non è mia intenzione neppur lambire alcuna vena polemica.

Quello di cui vi parlo (anzi, di cui ho già parlato!), è unicamente un mio personale parere su cosa potrebbe, anche,  significare “innovazione” nei servizi di pagamento bancari; una fotografia scattata – pur sempre – con un teleobiettivo, ma di una lunghezza focale che auspicherei non essere maggiore, di quanto il più sterile pessimismo vorrebbe sardonicamente credere.

Durante una gradevole chiacchierata con Laura Ghisleri di IIR – Istituto Internazionale di Ricerca, fatta circa un mese fa [15/6/2011], ho voluto esprimere la mia opinione sullo sviluppo possibile di alcuni servizi di pagamento bancari, anche grazie all’effetto di una nuova attenzione all’innovazione, che si eserciterà in ambito SEPA.

In un contesto dove l’impegno delle istituzioni verso la promozione dell’armonizzazione dei pagamenti al dettaglio, potrà e vorrà concentrarsi anche sui pagamenti innovativi (e/m-Payments), qual è la visione strategica della
e-SEPA, cosa significa realmente la parola “innovazione” applicata ai servizi di pagamento e quali saranno i modelli di servizio più convincenti, che evoluzioni sono in atto nel settore dei micropagamenti?

A queste domande rispondo in un’intervista che potete scaricare da: http://bit.ly/w9u29S

Buona lettura!

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I PAGAMENTI ELETTRONICI PER TRANSAZIONI DI e-COMMERCE, ATTRAGGONO L’ATTENZIONE DELLA COMMISSIONE EUROPEA E DELL’EPC: QUALI SONO LE ATTIVITÀ IN CORSO DI DEFINIZIONE PER GARANTIRE INTEROPERABILITÀ E SICUREZZA? È POSSIBILE PENSARE A STRUMENTI DI PAGAMENTO BASATI SU ONLINE BANKING: GLI OBeP

Chiariamoci subito; ciò di cui stiamo parlando riferisce all’operatività di un servizio di vendita a distanza, effettuato per il tramite di una rete di telecomunicazione, in uno scenario relazionale prevalentemente B2C (business-to-consumer).
In tale ambito, l’esatta definizione di e-payments, è da ricercarsi in quelle transazioni dove l’istruzione al pagamento viene trasmessa e confermata online tra il cliente-acquirente ed il prestatore di Servizi di Pagamento, nel corso (ovvero nel processo) di un acquisto effettuato presso un esercizio commerciale che vende via internet.

Forse non tutti (ancora) lo sanno, ma esistono altri strumenti di pagamento non basati sull’impiego di carte, che, in alcuni paesi, hanno trovato un terreno fertile di sviluppo; in particolare mi sto riferendo agli OBeP (Online Banking
e-Payment)
, ovvero a sistemi che prevedono l’avvio di un pagamento (tipicamente il bonifico, ma – in futuro – non solo) tramite il servizio di Remote/Home Banking.

Secondo la definizione più sopra proposta, le transazioni avviate via Online Banking, sono considerate e-Payments solo quando integrate nel processo di acquisto, con ciò escludendo qualsivoglia operatività, che potrebbe essere evidentemente ricondotta alla più ampia e tradizionale fattispecie dei servizi di Remote/Home Banking, ove non sussistessero quegli estremi di integrazione, contestuale alla negoziazione di un bene via internet.

L’EPC (European Payment Council), che ha osservato con particolare attenzione il progressivo affermarsi degli e-Payments negli ultimi sette anni, ha seguito lo sviluppo di un framework, finalizzato a standardizzare i sistemi di OBeP che usano gli schemi basati su bonifico (SCT – SEPA Credit Transfer).
Il framework permetterà di garantire ai web retailers, la gestione SCT-based di un pagamento integrato nel processo di vendita, adottando protocolli e regole comuni (ad esempio l’ISO20022 XML e l’IBAN), che possano rendere interoperabili i differenti schemi domestici.

Il SEF (SEPA e-Payments Framework), consentirà agli utenti dei sistemi OBeP attuali e futuri, di fruire di una circolarità in seno alla SEPA; ciò renderà possibile ai clienti di una certa nazione, il pagamento online di un merchant in un altro stato, utilizzando il proprio sistema di Remote/Home Banking, senza l’obbligo di appartenere al medesimo schema.

In questa direttrice di sviluppo e con l’obiettivo di verificare una possibile interoperabilità basata su una pre-versione del SEF, si è inserito l’avvio di un Proof-of-Concept (ufficialmente annunciato a metà febbraio 2011) fra tre schemi: l’Olandese iDEAL, l’Austriaco eps ed il Tedesco Giropay.
Al termine di tale attività congiunta, la nuova versione del SEF potrà avvantaggiarsi dei risultati analizzati durante il test e sarà sottoposta all’attenzione dell’EPC, che valuterà se farla approvare dal Plenary per giugno 2011.

In Italia vi è pochissima contezza della materia (si consideri che le banche – ancorché timidamente – interessate, si contano sulle dita di una mano) e, proprio per questa ragione, ho voluto essere fra i primi ad occuparmi della cosa, iniziando a diffondere conoscenza con un primo articolo, scritto a febbraio di quest’anno e apparso su Bancamatica di marzo nella mia rubrica “e-payment FOCUS”, che ha avuto un considerevole riscontro di interesse.

Lunedì 23 maggio 2011 vi è stata una pre-conferenza a Barcellona, inserita nell’ambito di un più ampio evento chiamato Global e-Commerce Summit, alla quale ho avuto la possibilità di partecipare come AITI(1).
In quella occasione, i vari stakeholders e merchant representatives, si sono incontrati intorno ad un tavolo operativo per definire un position paper, che sarà presentato a Madrid il 15 giugno 2011, durante l’evento annuale della European Banking Association (EBA Day).

Tra i diversi elementi che sono stati analizzati, quello relativo al nuovo framework SEF ed all’impiego di OBeP, ha assunto un certo rilievo “[…] A strong call to action was made towards the banking industry to come up with payment methods leveraging the online banking channel with regards to the new SEPA payments products. […]” come scrive correttamente The Paypers il 23/5/2011.

Per chi avesse già letto il mio articolo di marzo su Bancamatica … nulla di nuovo, quindi! (non avrebbe altro che la conferma di quanto scrivevo); per tutti gli altri, l’invito è a prendersi qualche minuto per una lettura più attenta: eccovi i riferimenti

Gli e-payments nella SEPA: uno schema per i pagamenti via internet
R. Garavaglia – Bancamatica, marzo/aprile 2011

https://closetopay.files.wordpress.com/2011/05/032011mar-apr3-4-9690.pdf

Buona “meditazione”.

Note
(1) AITI è l’Associazione Italiana Tesorieri d’Impresa (http://www.aiti.it).
Roberto Garavaglia contribuisce ai lavori dell’Associazione, nella Commissione Sistema dei Pagamenti – Gruppo di Lavoro Carte e Sistemi di Pagamento Innovativi.

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Ieri, 4 aprile 2011, CloseToPay blog ha festeggiato i suoi
primi 100.000 accessi. Un traguardo importante, che merita di essere condiviso con i principali attori di questo successo: voi.

Come molti sanno, questa iniziativa nasce tre anni fa, dalla mia personale convinzione, che, in un mercato quale si dimostra essere quello dei servizi di pagamento elettronico, è importante fare comunicazione mirata e corretta, cercando di colmare il divario culturale tra un potenziale soggetto utilizzatore e chi offre il servizio di pagamento( “to bridge the gap between user and providers of Electronic Payment Systems /Services” per dirla all’Inglese).

Il blog, che alla data di oggi – 5 aprile 2011 – è composto da circa una settantina di articoli, ognuno “vergato di mio pugno”, si alimenta anche grazie ai molti thread di discussione, originatisi a fronte di domande che mi vengono formulate dai lettori.

Ho sempre ritenuto, che per superare quella diffidenza ed incertezza all’adozione e promozione di un nuovo servizio (penso ad esempio al Mobile Payment), gli stakeholders chiamati a progettare e sviluppare nuove proposizioni di valore, dovessero pervenire ad una chiarezza interna e preventiva, che non fosse solo in termini di competenza tecnologica, ma si articolasse in particolare, su una precisa consapevolezza dei modelli di business.

La qualità intrinseca che si sarebbe potuto raggiungere, avrebbe permesso di mediare quel processo di diffusione e scelta presso i fruitori di un servizio di pagamento, soggetti ai quali ho proposto un’elevazione di ruolo, indicandoli come “Consumatori di un Servizio di Pagamento” (Payment Services Consumer – concept PAGAMENTI 2.0 – R. Garavaglia – Settembre 2007) ed a cui ho dato titolarità di co-creatori del valore.

Potrei soffermarmi su una fredda enumerazione degli ottimi risultati di media e di picco raggiunti da questo blog (una media giornaliera che è passata dai 30 accessi nel 2008 agli oltre 140 nel 2010, un picco di 584 accessi in data 1/3/2010 … potenza di certe date!), ma non lo faccio.

Ritengo invece assai più rilevante parteciparvi delle emozioni, che intuisco avere pervaso sia il lettore comune, sia quello più attivo che ha impreziosito il blog con i suoi quesiti (hai quali ho sempre fornito una risposta esaustiva … “nell’economia del blog”) e le proprie osservazioni, formulate anche sul gruppo LinkedIn di CloseToPay.

Ho colto in ogni commento, sia quello condiviso pubblicamente, sia quello formulatomi separatamente con mail o in occasione di incontri personali durante convegni o seminari, la fondatezza di un dubbio o di un’opinione e la gratitudine per una mia interpretazione offerta al riguardo.
Ho scorto in molte circostanze, quali attese si ravvisavano dietro a una domanda ed ho condiviso la disillusione che in alcuni casi, ho dovuto contribuire, laddove non mi era possibile celare vane speranze, in nome di quella professionalità, che cerco sempre di assumere in ogni mio operato.

Ho ammirato con quanta determinazione e modestia, giovani tesisti universitari, hanno espresso e ragionato le proprie necessità, conferendo al mio blog (così come ad altri miei articoli su carta stampata) un valore immenso, che va oltre i confini della loro esperienza di laurea, perché, credetemi, in molti casi valgono più le domande che le risposte, laddove segno di un avamposto, che perimetra (presidiandola) una “intelligenza” fine e di buon auspicio per i posteri (il mio rammarico è di non aver potuto dare ascolto a tutti, per ovvie ragioni che si potranno ben comprendere).

L’affetto e la stima di ognuno di voi, mi hanno incoraggiato e dato fiducia, in quel complesso percorso che ho intrapreso anni orsono e che mi caratterizza fondatamente: io sono un visionario che sa leggere nel passato quali saranno le future strategie, ma sono anche un attento analista e osservatore delle regole e delle norme, che interpreta il presente in prudenza e costanza.
Questa doppia anima (evidente ai più), è insistentemente carburata da una passione altrettanto palese (elemento non trascurabile ai fini di una buona comunicazione … e non solo), nonché trasversale ad ogni mio contributo.

Non posso tuttavia esimermi dall’osservare anche taluni aspetti dolenti (non sarebbe sincero da parte mia).
Qualche volta, ho dovuto riscontrare tentativi di richiesta, che avrebbero voluto spingersi oltre i confini di un blog … ma pur sempre nell’economia di un blog! Credo sia condivisibile sul piano della reciproca serietà e professionalità delle parti, ammettere e riconoscere che, non essendo CloseToPay un’iniziativa missionaria, né essendo sovvenzionata da alcuni o da qualcosa, i limiti di una mia risposta o interpretazione, debbano potersi accettare entro il perimetro di una gratuità.

Vi è infine un punto che più di tutti mi addolora, così come ferirebbe qualsiasi autore: il disconoscimento della paternità di un concetto, di uno studio o di una previsione.
Tutti i contenuti di CloseToPay, sono licenziati Creative Commons, con un’attribuzione che ne permette la riproducibilità a fini non commerciali e di non derivazione, ma a condizione che ne venga sempre riconosciuta ed attribuita la paternità al proprio autore (ovvero il sottoscritto).
In alcune circostanze questo purtroppo non accade … ed è ciò che maggiormente mi affligge, portando a chiedermi – non senza mesto affanno – il senso ultimo del mio lavoro.

Voglio concludere con un augurio, che mi pare ben s’attagli allo spirito di queste prime 100.000 manifestazioni d’interesse e considerazione.
La conoscenza (ma non solo quella …) è, a mio avviso, assimilabile ai commons Inglesi, quei prati di cui, nel Medioevo, tutti potevano disporre per il pascolo o la raccolta. Il modello economico dei commons, ha da sempre animato le ragioni di illustri pensatori, laddove, basandosi su un principio di disponibilità indiscriminata, la differenza fra uso e abuso è impercettibile.
Nell’ottobre del 2009, l’economista Statunitense Elinor Ostrom, viene insignita del premio Nobel per l’economia, per i suoi studi sull’analisi della governance dei beni comuni; secondo la motivazione degli accademici di Stoccolma, la Olstrom “ha dimostrato come la proprietà comuni possano essere efficacemente gestite dalle organizzazioni degli utenti”.

Io credo che questo possa e debba essere l’auspicio più alto, di qualsiasi iniziativa che si basi sulle architetture partecipative del web 2.0 e, più in generale, delle reti sociali.

Buona partecipazione a tutti e grazie ancora per la vostra preferenza
(… 100.000 accessi per un blog verticale, sono per me un grande risultato).

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Con l’occasione del convegno “Mobile Payment: tra aspettative e realtà” promosso dall’Osservatorio NFC & Mobile Payment della School of Management del Politecnico di Milano, tenutosi a Milano lo scorso 9 febbraio 2011, voglio proporvi una sintesi del mio pensiero sul tema in parola: lo sviluppo del Mobile Payment in Europa.

Tra la previsione di un’aspettativa convincente e l’interpretazione di una realtà in mutamento, la ricerca di un equilibrio dinamico fra diversi players della filiera e la ridefinizione di un sistema di offerta adeguato alle potenzialità in fieri, deve attendersi necessario.

Se da un lato appare necessaria la creazione di un ecosistema, nel quale cooperino attori non bancari ed intermediari di pagamento abilitati, non può parimenti essere disconosciuta, la necessità di efficientare i processi di gestione dei pagamenti, ridisegnando i servizi in risposta ai nuovi paradigmi di ubiquità e contemporaneità, richiesti con l’adozione del canale mobile.

In relazione al secondo punto, ho già avuto modo in passato di esprimermi (v. “Pagamenti 2.0. Solo questione di tecnologia, o cambiano anche i servizi?” – Bancamatica, Gennaio 2009), allorquando asserii che la tecnologia non è nulla se non intesa come “abilitante” nuovi modelli di servizio, assumendo con ciò – anche – che la multicanalità (qui intesa più propriamente come la capacità di essere “channel independent”), deve presumere l’esistenza (o il perfezionamento) di un tecnologia retrostante, che sia ragionevolmente flessibile e rapidamente integrabile in un contesto multi-servizio.

Sì, poiché di un insieme poliedrico di servizi offerti a quello che chiamai (illo tempore) “Payment Services Consumer”, dobbiamo parlare: una pluralità di funzioni a corollario, dove il pagamento non è che una istanza (probabilmente neppure quella più attecchente, ove isolata e fine a se stessa …).

Per quanto attiene il primo punto, (altro…)

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