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E’ nel dì del solstizio d’estate 2012 (il giorno più lungo dell’anno …), che Banca d’Italia ha emanato due provvedimenti molto attesi dai numerosi ed attenti “fruitori” di CloseToPay. Un momento topico che rappresenta un primo “giro di boa”, nel percorso di analisi della direttiva comunitaria 2009/110 (“nuova EMD”, o “EMD2” oppure anche “IMEL2”) e del business relativo alla prestazione di servizi di pagamento ed emissione di moneta elettronica, iniziato da chi scrive nel lontano novembre 2008 e proseguito negli ultimi quattro anni, con i molti articoli dedicati su questo blog e le importanti testimonianze pubbliche, che hanno visto il sottoscritto a più riprese coinvolto.

Il 20 giugno 2012 è stato emanato il provvedimento recante “Disposizioni di vigilanza per gli istituti di pagamento e gli istituti di moneta elettronica”, unitamente al testo dispositivo integrante il provvedimento 29 luglio 2009 in materia di “Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari. Correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti”. Entrambi gli atti danno rispettivamente attuazione a quanto disposto dal titolo V-bis e dal titolo VI del TUB, come modificati Dal d.lgs. 16 aprile 2012, n. 45 (recepimento nuova EMD).

I testi provveduti, su cui vi è stata consultazione pubblica nei mesi di aprile e maggio 2011, entreranno in vigore nel giorno di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e saranno destinati ad impattare significativamente, lo spazio competitivo dell’offerta relativa ai servizi di pagamento e all’emissione di moneta elettronica; ciò è, ovviamente, da intendersi in molti sensi: quello cui personalmente sono più incline a riferirmi, vede nell’ampliamento del level playing field, un’opportunità da sfruttare in chiave di business, sia per il players tradizionali che per i nuovi entranti.

CHE COSA È SUCCESSO …

In questo breve post, desidero rimarcare quelle che, a mio avviso, sono le aree di maggiore interesse (ovvero quelle su cui dovrebbe esserci maggiore “sensibilità”), toccate da entrambi i provvedimenti in parola (la lista che segue nella figura sottostante è rigorosamente ordinata in ordine alfabetico):

Questa figura è pubblicata insieme all’articolo “Nuove disposizioni di vigilanza per Istituti di Pagamento e IMEL” – R. Garavaglia - CloseToPay blog – 25 giugno 2012

Questa figura è pubblicata insieme all’articolo “Nuove disposizioni di vigilanza per Istituti di Pagamento e IMEL” – R. Garavaglia – CloseToPay blog – 25 giugno 2012

Nel grafico più sotto, ho attribuito quelli che sono i differenti pesi (proporzionali alle diverse aree dei cerchi), che, l’intervento dei due nuovi provvedimenti, reca per ciascuna delle suddette aree, in relazione al tipo di intermediario: BANCHE (nella sola prestazione di servizi di pagamento ed emissione di moneta elettronica), ISTITUTI DI PAGAMENTO, IMEL (siano essi “ibridi” – ossia che possono prestare anche servizi di pagamento o altre attività imprenditoriali – siano essi “puri”), ISTITUTI COMUNITARI (ovvero intermediari di pagamento – IP o IMEL – autorizzati in paesi comunitari diversi dal nostro, che eserciscono le proprie attività anche in Italia).

Questa figura è pubblicata insieme all’articolo “Nuove disposizioni di vigilanza per Istituti di Pagamento e IMEL” – R. Garavaglia - CloseToPay blog – 25 giugno 2012

Questa figura è pubblicata insieme all’articolo “Nuove disposizioni di vigilanza per Istituti di Pagamento e IMEL” – R. Garavaglia – CloseToPay blog – 25 giugno 2012

… E COSA POTRÀ ACCADERE ANCORA

Sul piano normativo a livello comunitario, i prossimi mesi 24-36 mesi potranno vedere un nuovo ed ulteriore susseguirsi di evoluzioni (o “convoluzioni”? …).

La PSD è una direttiva che sarà posta a revisione entro la fine del 2012; in particolare osservo un paio di argomenti che potrebbero risultare determinanti, per lo sviluppo di prodotti e servizi dedicati ai micropagamenti: entro il
1° novembre 2012, la Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e alla BCE, una relazione sull’applicazione e l’impatto della PSD, anche per quanto riguarda:

  1. l’applicazione dell’articolo 34 – Deroghe agli obblighi informativi e contrattualidell’articolo 53 – Deroghe ai diritti ed obblighi in relazione alla prestazione ed all’uso di servizi di pagamento;
  2. l’eventuale necessità di rivedere l’ambito di applicazione della PSD in riferimento agli strumenti di pagamento di basso valore e alla moneta elettronica.

In un più ampio processo di armonizzazione, PSD e EMD2 potrebbero “convolare a giuste nozze” (per molti almeno questo è un auspicio), creando i presupposti per un nuovo testo legislativo comunitario, che contempli (razionalizzandola) l’intera offerta degli strumenti di pagamento al dettaglio, lasciando al mercato il compito di svilupparsi verso quei driver tecnologici e di usabilità, che connoteranno una reale innovazione.

In ambito EU, la Commissione Europea e i gruppi di lavoro degli “esperti in materia” (PSMEG – Payment Systems Market Expert Group e PC – Payments Committee) sono all’opera e, già nei prossimi mesi, dovremmo avere qualche primo risultato, che ci permetterà di comprendere (o intuire) il posizionamento dei regulators, nei confronti di uno scenario (pur sempre mutevole) quale quello più sopra accennato.

Se la costruzione del futuro dei pagamenti elettronici, è, per molti aspetti, ancora in fieri, credo non sia trascurabile ricordare come la collaborazione fra tutti gli attori delle diverse industry sia fondamentale (essendo peraltro, quella dei pagamenti, un’economia di rete!). Nell’ambito  del consolidamento della SEPA, il quadro regolatorio su cui mi sono voluto soffermare ancora una volta, pone (nella propria visione complessiva e coordinata) le necessarie “condizioni a contorno” per delineare uno spazio all’interno del quale vengono garantite pari condizioni di accesso ed esercizio (il c.d. level playing field, che richiamavo all’inizio di questo articolo). In tal senso, le dinamiche di sviluppo che potranno esercitarsi sulle effettive catene del valore,  saranno di tipo “coopetitivo”, e tutti gli intermediari abilitati dovranno essere in grado di controllarle e gestirle, efficacemente ed in modo efficiente.

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E’ un altro momento di quelli tanto attesi dai lettori di CloseToPay.

La Banca d’Italia ha emanato il provvedimento di attuazione del Titolo II del Decreto di recepimento della PSD (D.lgs. n. 11 del 27 gennaio 2010), relativo ai diritti e gli obblighi delle parti contraenti un servizio di pagamento.

Nella predisposizione del provvedimento, che viene pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale (G.U. N° 176 – 30 luglio 2011), la nostra banca centrale, ha tenuto in considerazione sia l’esperienza applicativa maturata dal recepimento del testo comunitario della PSD nella normativa primaria nazionale (modifica del T.U.B. avvenuta a seguito dell’entrata in vigore del D.lgs N°11/2010 il 1 marzo 2010), sia gli esiti di una procedura di consultazione pubblica, che ha permesso ad operatori, professionisti, accademici e associazioni di categoria di prestatori e utilizzatori di servizi di pagamento di fornire commenti e suggerimenti (il sottoscritto, ha avuto l’opportunità di partecipare attivamente a detta consultazione).

Nell’esercizio della funzione di sorveglianza sul sistema dei pagamenti (ex Art.146 T.U.B.), la Banca d’Italia, verificherà il rispetto delle disposizioni emanate, la cui entrata in vigore è fissata al 1° ottobre 2011.

La valenza di tale provvedimento che, come noto, era atteso dagli operatori del settore (sia quelli bancari che quelli non bancari) con grande attenzione, fornisce alcune tra le più importanti indicazioni, che afferiscono almeno i seguenti ambiti:

  • applicazione della disciplina sui servizi di pagamento (ambiti di applicazione oggettivo e soggettivo)
    • definizione più precisa dei cc.dd. “Negative Scope” e “Positive scope”,
    • precisazione dell’ambito soggettivo, in particolare per quanto attiene la categori degli utilizzatori “non consumatori”;
  • spese applicabili alla clientela;
  • modalità per la corretta esecuzione degli ordini di pagamento e le responsabilità che gravano sulle parti coinvolte;
  • micropagamenti;
  • profili di sicurezza dei pagamenti elettronici.

Riassumo brevemente per ciascuno dei suddetti punti in elenco, quella che è, a mio personale avviso, la maggiore portata dell’impatto, rimandando (per chi fosse interessato ad approfondire) ad altre sedi, una disamina più puntuale e dettagliata, che possa consentire una più efficace mappatura dei dettami normativi, sui differenti modelli di business e di servizio.

NEGATIVE SCOPE

La migliore precisione con cui sono stati definiti i perimetri delle deroghe concesse, a quelle attività che non rientrano nella definizione di Servizi di Pagamento, rileva nei seguenti contesti:

  • Strumenti a spendibilità limitata,
    laddove la valutazione di conformità alla deroga, deve essere analizzata con particolare cura, avendo – anche – riguardo ai confini spaziali e negoziali delle reti cc.dd. “limitate”ed alla tipologia di prodotti o servizi acquistabili;
  • Mobile Payment,
    per un’ineludibile comprensione della fattibilità o dell’impedimento, di intermediare il pagamento di beni digitali e fisici, usando il credito telefonico di un operatore di rete (ma anche quello – non telefonico – di qualsiasi altro operatore digitale o informatico), in alcuni ambiti operativi su cui si sono maggiormente addensate perplessità e formulate ipotesi (spesso azzardate), quali ad esempio quelli riferibili ai titoli di legittimazione elettronici abilitativi all’ottenimento di beni o servizi, oppure quelli riconducibili all’annoso tema della  fruizione o consegna di beni immateriali su dispositivi o tramite un servizio di trasmissione dati riconducibile allo stesso operatore, che fruisce della deroga in parola (e, conversamente, cosa significhi quando tale precisazione di riconducibilità sia non contemperata);
  • Cash-Pooling
    di particolare interesse per le tesorerie d’impresa, nei casi in cui si vuole ottenere la mera ottimizzazione della gestione delle relative disponibilità finanziarie.

POSITIVE SCOPE

Per contro, la più chiara definizione del Negative Scope, permette di delineare con altrettanta maggiore lucidità l’ambito di applicazione oggettivo positivo, ossia la la classificazione di quelle attività relative a Servizi di Pagamento, che ricadono nella non disapplicazione del Decreto di recepimento della PSD.

Fra queste rileva osservare, una più netta ed inequivocabile definizione afferibile il servizio di Acquiring.
In particolare, viene chiaramente specificato che è annoverata tra i servizi di pagamento l’attività di “acquisizione” di strumenti di pagamento (Art. 1, comma 1, lettera b) n. 5 del D.lgs N°11/2010) consistente “[…]nella stipula di apposito contratto per il convenzionamento dei soggetti (ad esempio, esercizi commerciali) abilitati all’accettazione di uno strumento di pagamento, secondo le regole del circuito di riferimento, accompagnata dalla gestione dei relativi flussi finanziari (c.d. acquiring).

Al riguardo, è precisato che il fulcro del servizio è il “convenzionamento” con un circuito di pagamento per l’accettazione di un determinato strumento, indicando che “[…] la mera gestione di terminali non costituisce servizio di acquiring; tuttavia, data la loro importanza per l’accettazione di uno strumento di pagamento, ai sensi dell’articolo 146, comma 2 del TUB, i soggetti che forniscono e gestiscono i terminali assicurano che i propri servizi consentano ai prestatori di servizi di pagamento la piena conformità alle disposizioni del Decreto e del presente Provvedimento”.

SPESE APPLICABILI ALLA CLIENTELA

Tra i punti più “delicati” di questo ambito, figurano:

  • gratuità delle misure correttive e preventive di errori e inesattezze nell’esecuzione di operazioni di pagamento
  • regole tariffarie (la c.d. “regola share”)
  • Divieto di decurtazione delle spese
  • Divieto di surcharge ed impiego della leva tariffaria per disincentivare l’utilizzo degli strumenti di pagamento meno efficienti e affidabili (imposizione del divieto del surcharge, ma anche individuazione da parte di Banca d’Italia di casi in cui sia possibile derogare al divieto).
    Rimando volentieri ad un mio precedente articolo dello scorso anno “L’EFFICIENZA DEI SERVIZI DI PAGAMENTO: COSTI E PREZZI SECONDO LA PSD” – Bancamatica, maggio 2010, in quanto contributo (molto …) antesignano di una materia, per alcuni aspetti ancora in fieri.

MODALITA’ PER LA CORRETTA ESECUZIONE DEGLI ORDINI DI PAGAMENTO E RESPONSABILITA’ GRAVANTI SULLE PARTI COINVOLTE

Il tema trattato, è sicuramente quello più ampio; in questa sede mi limito pertanto a fare una sola ed unica riflessione, in relazione al tema della riservatezza dei dispositivi di sicurezza impiegabili per una transazione di
e-Commerce (acquisto online di un prodotto/servizio via internet da un web merchant).
Nei casi in cui lo strumento di pagamento preveda l’impiego di dispositivi personalizzati di sicurezza, l’utilizzatore è obbligato a porre in atto, tutti gli accorgimenti idonei a preservare la riservatezza nei medesimi e necessari al fine di evitare utilizzi non autorizzati dello strumento stesso.
Il tema dei cc.dd. “Overlay Services”, ovvero di quei servzi che consentono l’esecuzione di pagamenti in ambiente internet, attraverso l’interposizione – tra prestatore di servizi di pagamento e utilizzatore – di un soggetto in possesso dei codici di autenticazione di quest’ultimo (e che in alcun modo devono confondersi con i servizi basati su sistemi OBeP!), trova quindi una chiara risoluzione nel seguente disposto:  “[…] E’ necessario che l’utilizzatore ottenga l’autorizzazione del proprio prestatore di servizi di pagamento prima di fornire a terzi i codici per l’utilizzo del servizio o dello strumento di pagamento. […] Qualora il contratto tra utilizzatore e prestatore di servizi di pagamento faccia divieto al primo di comunicare a terzi i codici di sicurezza, la violazione di tale divieto integra una condotta negligente da parte dell’utilizzatore, non consentendogli di avvalersi dell’esenzione di responsabilità di cui al successivo paragrafo”.

MICROPAGAMENTI

Il tema (particolarmente caro ai lettori di CloseToPay) è stato dal sottoscritto ampiamente trattato in questi mesi, in una serie di articoli intitolata “Macroattenzione ai micropagamenti”, che da gennaio 2011 compaiono sul blog (manca ancora la quarta ed ultima puntata, che volevo appunto redigere e pubblicare ad emanazione del provvedimento attuativo di Banca d’Italia in oggetto e, se possibile, a posteriori del recepimento della nuova direttiva sulla moneta elettronica (2009/110/EC, la c.d. “nuova EMD” o “IMEL2”).

Il provvedimento riprende in linearità e coerenza tutti gli argomenti che, nella succitata serie su CloseToPay, erano stati affrontati.
Non penso ci sia quindi null’altro da aggiungere se non segnalare che, alcune delle deroghe previste per gli strumenti di micropagamento valgono anche per la moneta elettronica, e che, entro certi limiti (ossia quelli che permettono l’uso in anonimo), valgono solo per la moneta elettronica .

PROFILI DI SICUREZZA DEI PAGAMENTI ELETTRONICI

Sotto il profilo della sicurezza, il provvedimento riprende il testo del secondo documento che andò in consultazione pubblica a settembre del 2010 “Tipologie di strumenti di più elevata qualità sotto il profilo della sicurezza”, in alcuni punti correggendo anomalie interpretative (p.e. quelle relative ai cc.dd. Strumenti di pagamento di “basso valore”) ed in altri dando chiara indicazione delle modalità con cui Banca d’Italia riconosce la qualifica di strumento a “maggior sicurezza”.

Anche in questo caso, l’argomento è noto ai miei lettori (così come lo è il mio pensiero), e, ricordando ad esempio l’articolo “INCENTIVI ALL’OFFERTA DI STRUMENTI DI PAGAMENTO PIÙ SICURI, SECONDO LA PSD” – Bancamatica, marzo 2010, osservo che, su tali temi, le dinamiche competitive che si vorranno sviluppare, trovano nel provvedimento in questione, una valida base di riferimento, necessaria al fine di conseguire la suddetta qualifica di strumento “più sicuro”.

Concludo questo post con un’ultima riflessione.
La complessità della materia trattata è notevole e, considerando la natura prescrittiva delle nuove regole, sarà importante testarne la concreta applicazione e interpretazione da parte di chi dovrà adempiervi.
Dal mio punto di vista, dedicherò ancora molto spazio a questi temi, pur sempre nell’economia di questo blog, rendendomi disponibile (come sempre) ad un confronto interlocutorio in altre sedi (ovvero quelle della consulenza, su cui baso la mia attività professionale).

Mai come in questo caso, la progettazione di una nuova proposizione di valore, sia essa costituita da un prodotto o un servizio di pagamento (m-Payment,
e-Payment, Card Payment, …) deve a mio avviso possedere un attributo fondamentale: la “resilienza”, ossia la capacità di resistere nel tempo agli urti/impatti (e quelli dipesi dalla normativa … sono notevoli!), pur mantenendo una propria flessibilità e dinamicità intrinseche.

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Lo so, lo so … qualche spiritoso potrebbe maliziosamente ironizzare sul doppio senso del titolo … ma non è mia intenzione neppur lambire alcuna vena polemica.

Quello di cui vi parlo (anzi, di cui ho già parlato!), è unicamente un mio personale parere su cosa potrebbe, anche,  significare “innovazione” nei servizi di pagamento bancari; una fotografia scattata – pur sempre – con un teleobiettivo, ma di una lunghezza focale che auspicherei non essere maggiore, di quanto il più sterile pessimismo vorrebbe sardonicamente credere.

Durante una gradevole chiacchierata con Laura Ghisleri di IIR – Istituto Internazionale di Ricerca, fatta circa un mese fa [15/6/2011], ho voluto esprimere la mia opinione sullo sviluppo possibile di alcuni servizi di pagamento bancari, anche grazie all’effetto di una nuova attenzione all’innovazione, che si eserciterà in ambito SEPA.

In un contesto dove l’impegno delle istituzioni verso la promozione dell’armonizzazione dei pagamenti al dettaglio, potrà e vorrà concentrarsi anche sui pagamenti innovativi (e/m-Payments), qual è la visione strategica della
e-SEPA, cosa significa realmente la parola “innovazione” applicata ai servizi di pagamento e quali saranno i modelli di servizio più convincenti, che evoluzioni sono in atto nel settore dei micropagamenti?

A queste domande rispondo in un’intervista che potete scaricare da: http://bit.ly/w9u29S

Buona lettura!

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Forse ci siamo!

Oggi, 29 aprile 2011, Banca d’Italia ha reso pubblici sul proprio sito (alla sezione Vigilanza), un documento per la consultazione pubblica, contenente due schemi di disposizioni che recepiscono la disciplina della direttiva 2009/110/EC, altresì nota ai lettori di CloseToPay come “nuova EMD” ed ufficialmente chiamata “direttiva IMEL2” nel testo in parola.

Il primo schema è relativo alle nuove disposizioni di vigilanza per gli Istituti di Moneta Elettronica e gli Istituti di Pagamento, di cui rappresenta il tanto atteso aggiornamento.
Il secondo apporta poche modifiche alle vigenti disposizioni in materia di Trasparenza e Correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti.

Entrambi i testi danno attuazione (altro…)

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Una lunga e piacevole chiacchierata con Antonia Buonagurio di IIR – Istituto Internazionale di Ricerca, mi ha permesso di esprimere la mia opinione su quanto potrà accadere nel corso del prossimo anno, in tema di innovazione nello scenario delle carte e dei servizi di pagamento.

Quale sarà l’impatto per le banche, in che modo questi cambiamenti potrebbero interessare il settore GDO & Retail, qual è il posizionamento in questo contesto delle Aziende di  Telecomunicazioni, quali sviluppi potrebbero attuare le aziende di Trasporto, come potrebbero innovare i servizi di pagamento le Utilities, quali novità per il settore Petrol e, infine, quali i riflessi per la Pubblica Amministrazione?

A queste domande rispondo in un’intervista che potete scaricare da: http://bit.ly/mP0HMH

Buona lettura!

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Oggi, 24 settembre 2010, Banca d’Italia ha reso pubbliche per la consultazione, le misure di attuazione del Titolo II del D.lgs 11/2010, il decreto che ha recepito il testo comunitario della PSD (Payment Services Directive) e che al Titolo II disciplina i diritti e gli obblighi delle parti contraenti un servizio di pagamento (link al Comunicato Stampa ).

L’emanazione di normazione secondaria, avverrà ai sensi dell’Art.31 del decreto di recepimento e fornirà indicazioni a tutte le tipologie previste di Payment Services Provider, per l’applicazione della suddetta normativa primaria (in vigore dal 1 marzo 2010).

Nel più ristretto ambito descritto dal profilo “Autorizzazione di un’operazione di pagamento”, rileva osservare il tema della sicurezza dei servizi e degli strumenti di pagamento, in special modo per quelli che si candidano ad operare in contesti di rete aperte (quali internet) o con il supporto di tecnologie innovative (è il caso del Mobile Payment).
All’uopo, Banca d’Italia pubblica oggi, contestualmente alle succitate misure di attuazione, un ulteriore documento di definizione delle “Tipologie di strumenti di più elevata qualità sotto il profilo della sicurezza”, il cui impiego, in ordine a quanto previsto nell’Art. 12 – comma 5, può ridurre le responsabilità massime degli utilizzatori per l’utilizzo non autorizzato (ne avevo già commentato la previsione disposta nella normativa primaria, in “Incentivi all’offerta di strumenti di pagamento più sicuri, secondo la PSD” – R. Garavaglia – Bancamatica Marzo 2010).

Il termine ultimo della consultazione pubblica valido

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Sono trascorsi oltre cinque mesi dall’ultimo post riservato al recepimento della nuova Direttiva comunitaria sulla Moneta Elettronica (2009/110/EC), e, da buon “cronista della nuova EMD”, penso sia giunto il momento di dedicare ancora qualche minuto, per fare il punto della situazione, sia a livello nazionale che Europeo.

COSA STA ACCADENDO IN ITALIA

Come ricorderete, il recepimento della 2009/110/EC, s’inserisce nella più ampia Legge Comunitaria, che reca disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee (Legge comunitaria 2010).
Vediamo cosa è accaduto.

  • A posteriori dell’approvazione preliminare dello schema del Disegno di Legge (provvedimento del 1° marzo 2010), la Conferenza Stato-Regioni, nella riunione dell’8 luglio 2010, ha espresso il proprio parere che, per quanto attiene la direttiva in esame, nulla ha modificato dello schema proposto.
  • Il 22 luglio 2010, il Consiglio dei Ministri N°102, ha approvato in via definita il Disegno di Legge Comunitaria 2010.

Il testo sarà ora presentato alle Camere ed inizierà il suo iter parlamentare presso il Senato della Repubblica.

COSA STA ACCADENDO IN EUROPA

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